Un sole invernale filtra attraverso le vetrate tutt’attorno ed esalta la luminosità che caratterizza questo incantevole ristorante completamente immerso nella natura e arricchito dai colori vivaci delle ben 54 piante di peperoncino (da qui il nome del locale) coltivate con passione e dedizione speciali dai padroni di casa: mamma Simona, papà Paolo e la giovane Federica.


E' dai suoi genitori – una vita nell’alta ristorazione professionale - che Federica ha ereditato sin da bambina l’amore per la cucina, un amore così grande che l’ha portata, una volta laureata, a realizzare un sogno: quello di trasformare la loro grande casa nell’agriturismo di famiglia.


L’atmosfera che si respira è senza dubbio bucolica: immerso nel verde, all’ombra di rigogliosi ulivi e piante da frutto, Il Diavolicchio Goloso è il luogo ideale per staccare la spina e concedersi momenti di gusto lontani dalla routine quotidiana. Un’oasi di pace a poche centinaia di metri dal centro storico di Otranto dove godere dei piaceri della buona tavola senza mai rinunciare a semplicità e genuinità, che rappresentano i leitmotiv di questo meraviglioso agriturismo a cielo aperto. Sì, hai capito bene, perché anche una volta varcata la soglia del ristorante, grazie alle ampie vetrate che ne avvolgono le sale, la sensazione agreste non cambia.


Un bianco puro, elegantissimo, interrotto da solamente da coloratissimi fiori che impreziosiscono le tavole, caratterizza le due accoglienti e confortevoli sale de “Il Diavolicchio Goloso”, proposta di spicco nel panorama dell’offerta gastronomica salentina, che da otto anni riconferma con successo la sua predilezione per la cucina tipica ma rivisitata ad arte.


Se il punto di forza della proposta è la qualità del cibo, la ricercatezza dei piatti ne è sicuramente la sua sublimazione. E’ lo stesso Paolo a pescare la maggior parte del pesce che offre ai suoi ospiti: arrivato freschissimo in cucina, viene cucinato e preparato magistralmente dalla moglie Simona, che combinando fragranze e freschezza in modo sempre innovativo e raffinato dà vita a piatti semplici e genuini dove nessun gusto viene stravolto, bensì esaltato.


Il risultato è una varietà di antipasti, di primi, secondi piatti e contorni con tanti fuori menù, dove il connubio terra e mare trionfa egregiamente, vere e proprie opere d’arte per la vista oltre che per il palato.
Le verdure dell’orto, dunque, si sposano a meraviglia con il pescato del giorno, trasformandosi in piatti indimenticabili anche per i palati più esigenti. E come accennato prima, nessuno stravolgimento della tradizione, che rivive in ogni piatto quasi fedelmente; l’unica licenza che Simona si arroga è quella di apportare un pizzico di creatività, sfornando ogni giorno ricette semplici ma identitarie.


Qualche esempio? La tradizione marinara locale annovera tra i must da non perdere il classico cavatello con fagioli, cozze e gamberetti, ricetta che qui viene leggermente modificata sostituendo ai cavatelli dei tubettini, e dando al complesso una consistenza più “brodosa”. Un cavallo di battaglia che a grande richiesta non esce mai dal menù, nonostante quest’ultimo cambi di norma ogni sei mesi, in modo da seguire la stagionalità di ogni ingrediente e da offrire alla clientela ricette sempre nuove e originali.


Altri piatti richiestissimi in questo periodo sono la palamita abbinata alla zucca, la crema di ceci con la rana pescatrice, la vellutata di finocchi con le alici marinate e il filetto di sarago scottato con cicorie di campagna, adagiato su una frisella sbriciolata e contorno di gamberetti.
Tra gli antipasti ricordiamo che non manca una selezione di crudi serviti a carpaccio, sempre in base alla disponibilità dettata dal mare (niente è congelato!), ma anche la burrata con i gamberi, il carpaccio di polipo, il polipo in pignata abbinato a una crema di fave e rape e qualche piatto casereccio che vede protagonisti salumi e formaggi a km 0, mai in versione banale.


Deliziosi i primi, fatti in casa, come gli gnocchi, le fettuccine con pesto di rucola, seppie e gamberi, le linguine con ricciola, vongole e cavolfiore, la pasta ripiena con impasti di verdure, le orecchiette con le cime di rapa e molto altro. Nonostante il pesce sia grande protagonista in tavola, infatti, non mancano diversi piatti per vegetariani, per chi preferisce la carne e, su prenotazione, anche per celiaci.


I secondi allo stesso modo seguono la disponibilità e la stagionalità: la prassi è quella di chiedere cosa c’è di fresco e come viene cucinato. Ogni giorno è una piacevole sorpresa.
Concludiamo con i dolci… il regno di Federica, proposti anche in abbinamento ai vini: indimenticabile il suo tiramisù con le scagliette di cioccolato fondente, ma anche la torta di frolla con mousse di ricotta e crema di melograno. Una crostata dal sapore moderno, fatta però con i sapori di una volta e la frutta appena colta dall’albero.


Interessante infine la carta vini, che comprende oltre una cinquantina di etichette, tra locali e nazionali. Dalle bollicine italiane alle francesi, per passare ai rosati rigorosamente pugliesi e ai rossi, che privilegiano il territorio ma non dimenticano grandi cantine.
 

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