Non è solo per il buon cibo, né perché qui utilizzano solo i migliori prodotti del territorio, non è neanche per via della pizza vincitrice del Campionato Mondiale. Tornare da Foconè è sempre un piacere per tutto questo sì, ma soprattutto per il clima amichevole e accogliente che si respira seduti ad uno dei suoi tavoli, circondati dalla saggezza e dall’ironia dei tanti proverbi abruzzesi che tappezzano le pareti del locale.

Partiamo dai fondamentali: la pizza più buona del mondo


Certo, questo non è un dettaglio di poco conto, poichè stiamo parlando di uno dei migliori pizzaioli del globo e per mangiare la sua pizza non dobbiamo raggiungere le solite capitali fortunate, ma la più vicina Sambuceto. E Luciano Passeri, sebbene potrebbe, non si comporta da star: è li a cucinare per i "suoi clienti" (che per lui sono sacri) e a lavorare gomito a gomito con il "suo staff" (perché senza i suoi ragazzi lui non sarebbe niente, parole sue). Si ferma per una chiacchiera ai tavoli, porta una bottiglia di olio extra vergine di oliva di prima scelta ad un cliente (e non provate nemmeno a chiedergli se comprerebbe mai l’olio al supermercato) e si diverte a commentare il menu del giorno, perché lui è così: un’entusiasta che ama il suo lavoro e lo fa con la meraviglia di un bambino che inventa ogni giorno un gioco nuovo… anche se in realtà si tratta di inventare una pizza con zucca, pancetta, gorgonzola, pomodorini, gorgonzola e parmigiano 30 mesi che si classifica prima al Campionato Mondiale di pizza classica. Te lo racconta così, come si racconta un qualunque aneddoto della vita, come ti racconta del fatto che le tv lo vogliono come giudice nei talent di cucina, perché ormai lui è considerato un vero esperto del settore. Eppure si diverte al pensiero che lo definiscano il Peter Pan del gusto. Per uno che vuole continuare a vivere il proprio lavoro con gioia e stupore non c’è definizione migliore. E se gli chiedi qual è la pizza che preferisce, ti risponde: la prossima che inventerò.

Sapete cos’è il padellino al vapore?


Una pizza che, una volta provata, non si può dimenticare. E so di cosa parlo, perché io l’ho mangiata e l’ho trovata incredibile. Cotta al vapore e poi fatta riposare a temperatura di frigorifero, viene farcita prima di essere infornata. Il risultato è una pizza dal cuore soffice, ricoperto da una crosta leggerissima. Un’idea nata nel laboratorio di Foconè, dove Luciano Passeri inventa, realizza e testa tutti i suoi prodotti. 

La notizia che aspettavamo: la pizza anche a pranzo


Eh, sì: proprio così. Dopo una breve pausa, a partire da ottobre si potrà mangiare la pizza anche all’ora di pranzo, nelle nuove varianti autunnali realizzate solo con prodotti di stagione e del territorio. Sono tutte buone, ma se dovessi trovarti nell’imbarazzo della scelta, non avrei problemi a consigliarti di scegliere la Annarella, una pizza fritta e poi ripassata al forno, condita con i sapori tipici napoletani: il pomodoro, il basilico, la mozzarella di bufala, i pomodorini del Piennolo. Una ricetta speciale, dedicata alla madre del suo ideatore e alle sue origini napoletane. Se poi vuoi rimanere sul classico, c’è tutta la pasta fatta in casa: tagliatelle, fettuccine, gnocchi ravioli…

Sapori autunnali


E per la stagione che sta iniziando, a chi non abbia ancora confidenza con il menu di Foconè, diamo qualche consiglio su cosa ordinare per provare alcuni piatti imperdibili, a partire dalle rinomate Pallotte cacio e ove. Per primo, l’ideale è un assaggio di tris: chitarrina alla teramana, anellini alla pecorara e ravioli con ripieno di parmigiana conditi con pomodoro e basilico. Per secondo la pizza Annarella o una pizza di stagione, come quella con prosciutto crudo, fichi e stracciatella o ancora la classica margherita con pomodoro a pera d’Abruzzo. Ma se preferisci la carne, da Foconè c’è la cella di frollatura con carne di ovino locale, di Gregorio Rotolo o Guardiagrele, la manzetta abruzzese, il black angus americano o la manzetta prussiana. Il tutto annaffiato dai vini abruzzesi della ricca cantina.

Le tovagliette di Foconè


Entrando, dai uno sguardo alle pareti. No, quella che vedi non è un’originale carta da parati, ma un collage di vere e proprie tovagliette, uguali a quelle che trovi distribuite sui tavoli. Solo che le prime sono arricchite da proverbi abruzzesi simpaticamente scritte dai clienti stessi e poi incollate, una sopra l’altra, anno dopo anno. Così, se lasci il tuo contributo, tornando dopo un po’ di tempo, può accadere di trovarti seduto proprio affianco alla tovaglietta lasciata lì per gioco. Ed è sempre bello tornare dove si è stati bene.

Settembre 2022

  • RECENSIONE

scritto da:

Maria Orlandi

Laureata in Scienze della comunicazione e iscritta all'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo. Dal 2006 lavora come giornalista e ufficio stampa libero professionista, collaborando con diverse testate giornalistiche regionali.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Foconè

    Via Amendola 6, San Giovanni Teatino (CH)

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