Il mondo è in mano alle nuove generazioni che, a partire dai saggi consigli di quella precedente, è riuscita non solo a superare una crisi economica ma anche una pandemia. Si chiama resilienza condita da un’abbondante dose di ottimismo.

Siamo tornati a Quattro Passi di Corato, questa volta in una stagione differente, con qualche componente del team in più.

Una strada tutta per sé


Il legame con la propria città proviene dallo stesso nome del locale: “mettere quattro passi”, “farsi una passeggiata tra le viuzze del paese”. Quando non è stato possibile calpestare queste mattonelle ci hanno pensato loro in persona, ragazzi e adulti del Quattro Passi ad arrivare nelle case dei compaesani con basi pizza pronte e tanti sorrisi nascosti dietro una mascherina. Ma ora è arrivato il momento di riprendersi i propri spazi, nello specifico la viuzza che costeggia il locale. Una manciata di metri decorati gioiosamente con il brio di chi vuole scrivere con passione una nuova storia, post lockdown.

Impastando con fantasia


Una delle punte di diamante di questo locale sono sempre stati gli impasti particolari delle loro pizze. In base alle stagioni possiamo trovare una grande varietà di pizze, focacce, pucce e pane rigorosamente impastati dalle mani esperte di Leonardo. Tra quasi abbiamo: impasto di riso venere, alle rape, curcuma, curcuma e semi, alla zucca, impasto ai cereali, barbabietola e tutto quello che è possibile sperimentare con gli ingredienti di stagione. Ciliegina sulla torta l’ormai mantra di qualsiasi ristorante-pizzeria di livello: impasto macinato a pietra con lievitazione super lenta.

Nel bel mezzo della preparazione


L’usanza comune prevede che l’ospite bussi la porta “con i piedi”, indicando l’impossibilità di usare le mani poiché sta portando qualcosa di buono in dono: qui è successo tutto al contrario. Quasi ci scontriamo con il fiume frenetico dei camerieri che sono pronti a servire tutto quello che la cucina ha in mente per questa sera. Ci soffermiamo un momento per ammirare. Il primo capolavoro è un filoncino fatto a mano, made in Quattro Passi, con impasto di riso venere, polpette al sugo, crema di caciocavallo e basilico. Non finiamo di stupirci quando ci si para davanti un trancio di pizza a padellino con lo stesso impasto ma condito con stracciatella prosciutto crudo e basilico; ed ancora un’altra pizza con fiordilatte con crocchette di patte artigianali, pesto di basilico, guanciale affumicato e basilico.

Non solo pizza

Il Quattro Passi è riuscito, con il tempo ed il duro lavoro, ad affermarsi come ristorante di qualità, dove è possibile non solo concedersi una serata spensierata e di gusto ma anche lasciarsi consigliare dai fuori menù e i loro primi piatti. Uno di questo è lo “Scrigno di zucchine” con mousse di patate e scamorza affumicata su riduzione di glassa balsamica. Prima di questo ci consigliano un antipasto singolare, una mozzarella in carrozza fatta in casa.

E i dolci dove sono?


L’abbiamo scoperto durante la scorsa intervista: i dolci sono uno dei punti forti del Quattro Passi, sia per la loro creatività che per la loro varietà. Per questo periodo, proprio per assicurare un finale con il botto, si è deciso di diminuire con le proposte e puntare sul classico rivisitato zuccotto.
Ciò che è nel futuro di questo locale ha dell’interessante: durante il periodo di fermo per il lockdown si sono dedicati a corsi di formazione di pasticceria per affinare ancor di più la già grandiosa invettiva nella sezione dessert. Via libera quindi a zuccottini con savoiardi pesca, mango, oppure nocciola e cioccolato. Dalla sapiente e storica mano del padre dei ragazzi del Quattro Passi proviene la cassata artigianale realizzata con una ricetta storica di quasi vent’anni.

Un numero che aumento nel tempo


Il Quattro passi sembra aumentare in maniera esponenziale la sua parte numerica: infatti il richiamo al quattro non è solo rimando al famoso detto “mi faccio quattro passi”, ma si riferisce ai quattro protagonisti. Attorno a loro ruotano figure importante sempre legate alla famiglia e al rapporto di fiducia che questa attività può implicare: tutti si sono impegnati in prima persona, anche e soprattutto per l’organizzazione dell’asporto. Infatti, come ci raccontano, “ci stiamo attrezzando per potenziare questo servizio che ha riscontrato molto successo. Siamo sì fiduciosi, ma meglio giocare d’anticipo e trovarsi preparati: abbiamo quindi dedicato un’intera ala all’asporto dove ci si può fermare senza avere contatti con nessuno”.

 

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