In centro a Treviso c’è aria di novità. Eleonora e Filippo, frizzante coppia nel lavoro, così come nella vita, non hanno aperto una semplice enoteca con cucina, ma un vero e proprio tempio per gli appassionati del vino e dei sapori genuini, dove ogni dettaglio ha un suo perché.

Il nome è davvero intrigante. Come mai “Indigeno”?

"Il nome che abbiamo scelto per il locale si riferisce ai lieviti indigeni che caratterizzano in particolar modo i vini naturali, cuore del nostro progetto, assieme, naturalmente, alla cucina. La sagoma del surfista hawaiano, nel nostro immaginario proprio un nativo, che fa parte del logo (così come dell’arredamento, con le tavole appese per tutto il soffitto del locale), chiude il cerchio e si adatta perfettamente a ciò che cerchiamo di trasmettere. La popolazione indigena delle Hawaii ha uno stile di vita che si avvicina molto a quello del vino naturale: vive in maniera etica ma molto selvaggia, lasciando la natura esprimersi e rispettandola, senza “metterci mano”. Inoltre, sarà forse banale dirlo, ma per fare surf ci vuole coraggio, lo stesso richiesto dai vini naturali: il coraggio di produrre un vino senza chimica, senza aggiunte in cantina."

A proposito di coraggio... Da trevigiana posso dire che ne avete avuto parecchio anche voi, per aprire un locale a Treviso che propone solo vini naturali.

"Il coraggio è sicuramente un altro punto chiave, non solo ci ha spinti a puntare esclusivamente su un certo tipo di prodotto nel nostro locale, ma ci ha anche aiutati nel proporci come osti avendo passato la vita dall’altra parte del banco. Abbiamo lavorato per anni come agenti di vendita di vino, siamo partiti da un’azienda molto “convenzionale” che aveva un po’ di tutto, focalizzandoci pian piano su quello che ci piaceva, stringendo un po’ alla volta il portfolio dei prodotti, fino al 2013, quando abbiamo aperto una nostra agenzia di distribuzione incentrata su ciò che ci rispecchiava maggiormente, i vini coraggiosi e di prestigio. Nel 2023 il grande passo: un locale costruito a nostra immagine e somiglianza."

Cosa intendete per “a vostra immagine e somiglianza”?

"Qui c’è tanto di noi, in tutto. Nel vino, che è lo stesso che beviamo noi a casa, nell’arredamento, arricchito da molti pezzi recuperati in giro per il mondo, come quel tavolino in fondo al locale, con le sedie che arrivano da un cinema americano degli anni 50, esprimendo la nostra passione per il vintage e per i viaggi. Persino piatti e bicchieri raccontano di noi… I primi sono tutti pezzi unici, inglesi, in porcellana, acquistati da una signora dello Yorkshire che abbiamo conosciuto qualche anno fa e che è diventata la nostra fornitrice di fiducia. Anche i bicchieri sono stati una scelta interessante, per ora ne abbiamo tre tipologie, Riedel, casa produttrice che ha condotto uno studio sull’aderenza del liquido alla forma del bicchiere e come questa cambia gusto e profumo del vino. Il calice “Botero” è sicuramente il più iconico, in cristallo e con una grande coppa sagomata in modo particolare, concepito per Pinot Nero e Nebbiolo. Noi, per esempio, serviamo in questo calice anche i bianchi più strutturati, che hanno bisogno di prendere aria: forse tecnicamente “non corretto”, ma ancora una volta abbiamo deciso di seguire il nostro gusto e le nostre abitudini, augurandoci di lasciare quel qualcosa in più, quel consiglio frutto della nostra esperienza personale, a chi viene a trovarci.


Non solo c’è molto di noi, ma vogliamo anche rivolgerci a persone come noi, ai golosi, agli appassionati di cose buone. Chi ha la passione del cibo e del vino, e che ricerca una certa qualità e genuinità. Vogliamo accogliere tutte le fasce di età e di spesa: qui si possono bere vini molto importanti e fare grandi cene, come sorseggiare un calice assaggiando uno dei nostri tacos. É il cliente a scegliere."

Che progetti avete per il futuro?

"Siamo in costante evoluzione. Sicuramente abbiamo intenzione di sviluppare ancor di più gli eventi, che hanno già preso piede al locale. Abbiamo diversi format, come i weekend di “mescita speciale” che organizziamo circa ogni tre settimane. Si tratta di tre giorni, dal venerdì alla domenica, durante i quali vengono aperte delle bottiglie molto importanti proponendo questa speciale selezione di vini, al calice. Ricordiamo tra gli ultimi eventi il “Barololand”, con sei bottiglie in mescita (il Berra del 2019, il Monforte D’Alba del 2019, o il Rocche dell’Annunziata sempre 2019, per citarne alcuni), e lo “Champagne Supernova”, con 14 bottiglie di annate comprese tra il 2016 e il 2022. Ecco che ritorna il concetto di “coraggio”, ma anche fiducia nel vino che abbiamo scelto e nella consapevolezza che pochi locali danno la possibilità di assaggiare queste etichette al calice.

Oltre a questo, le serate a tema sono davvero molte, e i format diversi tra loro. Alcuni vengono proposti circa una volta al mese, come la “Candle Night”, una cena a lume di candela, altri più spesso, come la “Sunday Rock and Roll”, format domenicale nel quale si alternano i generi blues e folk, suonati dal vivo.


In generale la quasi totalità dei nostri eventi è legata alla musica, che per noi è sullo stesso piano rispetto al vino e al cibo. Spesso per degustare meglio un vino, e concentrarsi sul senso del gusto e dell’olfatto, viene tolto quello della vista. Per la musica è la stessa cosa: se vuoi interiorizzarla, chiudi gli occhi. Che si tratti di appuntamenti settimanali o mensili, almeno un paio di eventi a settimana sono garantiti, per proporre vere e proprie esperienze, sempre nuove, anche agli habitué."

Indigeno
Via Guido Bergamo, 2b - Treviso
Telefono: 3484962373
 

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