A cinque anni dall’apertura, il K-Placca di Spinea continua a costruire la propria identità tra buon bere, proposte gastronomiche e musica dal vivo. Ne abbiamo parlato con uno dei due soci, Emanuele, ripercorrendo la storia del locale, le scelte che ne hanno definito lo stile e il rapporto con il territorio.

Partiamo dall'inizio: come nasce il K-Placca?
Noi ormai siamo aperti da cinque anni. Siamo due soci, io e Diego. Siamo partiti quasi per gioco, o meglio per scommessa, in maniera molto goliardica. All'inizio gestivamo qualche piccolo chiosco nelle varie feste della zona. A un certo punto alcuni clienti hanno iniziato a chiederci: “Ma dov'è il vostro locale?”. Noi continuavamo a dire che non ce l'avevamo. Poi abbiamo iniziato a pensare che, prima o poi, avremmo dovuto trovarne uno. In quel periodo c'era questo posto a cui io ero storicamente legato, perché ci venivo spesso a fare aperitivo, e sapevo che poteva essere in vendita. Ci siamo avvicinati e abbiamo fatto questa cosa.


E da dove arriva il nome K-Placca?
Il nome nasce da un progetto del mio socio. Lui è un’artista e i quadri che sono nel locale sono suoi. Aveva avuto l'idea di creare una linea di borse da donna alle quali si poteva cambiare la placca. Continuava poi a vendere queste placche, con scritte e disegni diversi. Da lì è partito il nome, perché la società che c'è dietro si chiama La Placca. La K sta per “chiosco”, perché abbiamo lavorato nei chioschi. Non ci piaceva la C e abbiamo messo la K. Fin dall'inizio non ci piaceva l'idea di scrivere semplicemente “bar”: sì, siamo un bar, però cerchiamo ogni giorno di essere qualcosa di diverso.

Una delle cose che colpisce entrando è proprio l'ambiente. Da dove nasce questa scelta?
L'idea era riempire il locale, perché quando siamo entrati era praticamente vuoto. Una parte delle cose che vedi è stata comprata, ma molte sono state regalate, prestate o portate da amici e clienti. C'è il pianoforte degli anni Sessanta-Settanta che arriva da amici del Barone Rosso, le chitarre, le vecchie tabelle di un amico che faceva il meccanico Vespa, che sono degli anni Cinquanta. Poi ci sono i dinosauri che erano di mio figlio, il megafono di Diego, le vecchie bottiglie di Coca-Cola che erano in un garage. È tutto un work in progress.


Qual è lo scopo di questo tipo di arredamento?
Far sentire chi entra a casa sua. Non in un posto freddo, costruito o finto, ma in un ambiente caldo, accogliente e soprattutto vero, fatto di cose che arrivano da ogni angolo possibile. Ogni tanto arriva ancora qualcosa e troviamo sempre un posto dove metterla.

Come si sviluppa invece la giornata al K-Placca?
Copriamo tendenzialmente tutta la giornata. Partiamo con le colazioni, poi facciamo la pausa pranzo, chiudiamo verso le 14.30-15 e riapriamo alle 17.30 per la sera. Durante la settimana facciamo serate più leggere, fino alle 21.30-22, mentre il venerdì e il sabato andiamo un po' più lunghi.


Cercate di offrire uno spazio anche alla pausa pranzo?
Sì, perché è una cosa che a Spinea secondo me è venuta un po' a mancare. Non avendo una cucina con i fuochi, lavoriamo con forno, microonde e fornetto. D'estate facciamo soprattutto insalate fredde, mentre d'inverno verdure al forno e grigliate, timballi e altre preparazioni. Facciamo tutto noi e cerchiamo di utilizzare materie prime di prima qualità. La frutta e la verdura, per esempio, le prendiamo proprio qui davanti.

E per l'aperitivo cosa proponete?
Io amo molto le birrerie e tutto quello che riguarda il cocktail, ma ci piace mantenere un'impostazione abbastanza classica: Americano, Gin Tonic e qualche proposta più moderna. Non abbiamo Red Bull per scelta, perché non ci interessa quel tipo di consumo legato, per esempio, agli Jägerbomb. Sugli Americani faccio molta ricerca: ormai ho otto-nove bitter e altrettanti vermouth e provo anche combinazioni diverse, chiedendo il parere dei clienti. Per i Gin Tonic siamo partiti da cinque-sei proposte e siamo arrivati a circa quindici, con diverse toniche da abbinare.


Quindi c'è molta ricerca dietro alla proposta del bar?
Sì. Cerchiamo prodotti particolari e facciamo molta ricerca, anche sull'aspetto estetico. Oggi il Gin Tonic è molto legato all'immagine, ma per me deve esserci comunque un prodotto valido dietro. Non ci lanciamo però in cocktail troppo complicati, anche perché la sera siamo principalmente io e il mio socio. Preferiamo avere una proposta che possiamo gestire bene e mantenere costante.

Avete anche una selezione di vini?
Sì, ma volutamente corta, perché non vogliamo essere un'enoteca. Abbiamo circa quattro bianchi, quattro rossi e una selezione di una-due, massimo tre bolle. Ci sono il Prosecco, il Prosecco Brut DOCG e qualche Metodo Classico. Tra i rossi abbiamo anche il Vertigo di Felluga. I bianchi sono principalmente Traminer, Lugana, Friulano e Malvasia.

La birra sembra però avere un ruolo particolarmente importante.
Sì, infatti molti ci riconoscono quasi come una birreria. Abbiamo quattro spine, anche se ne vorrei venti, e cerchiamo di farle girare. Abbiamo una bionda tedesca, una IPA, la Guinness e poi una birra diversa che ruota periodicamente con il fornitore. Mi piacciono molto le sour e soprattutto le lambic, quindi cerco di proporre anche birre più particolari. Bisogna fare un po' di cultura, ma vedo che pian piano i clienti le stanno scoprendo.


Quindi cercate anche di educare il cliente a gusti nuovi?
Sì. Se un cliente entra e chiede una birra e io gli propongo una sour, magari fa più fatica ad apprezzarla perché si aspetta una birra classica. Abbiamo imparato anche che il modo in cui presenti un prodotto cambia molto la percezione. Per esempio, una sour al pompelmo rosa inizialmente la servivo nel bicchiere da birra. Poi ho iniziato a servirla in calice e ha cominciato ad andare molto di più, soprattutto con un pubblico femminile, perché ricorda sia la birra sia l'aperitivo.

Che tipo di clientela avete?
La fascia classica è dai 30 ai 50 anni, però ultimamente vediamo arrivare anche persone tra i 25 e i 30. Stiamo cercando di prendere una fascia un po' più giovane, ma senza pensare di dover stare aperti fino a tardi per forza. Qui davanti abbiamo locali che lavorano molto sul notturno e non avrebbe senso fare mille ore per scontrarci con chi fa quello da sempre. Noi abbiamo il nostro modo di lavorare.

Avete anche proposte analcoliche?
Sì, abbiamo sempre un gin analcolico e stiamo valutando di mettere anche un Americano analcolico. Facciamo diversi aperitivi analcolici e cerchiamo di ampliare anche la proposta gluten free. Vorrei inserire una birra senza glutine, perché è una richiesta che arriva sempre più spesso. Abbiamo anche esigenze vegetariane e vegane e cerchiamo di andare incontro ai clienti, compatibilmente con quello che possiamo fare.


Il plateatico viene utilizzato anche d'inverno?
Sì, sempre. D'estate gira sicuramente di più, ma anche d'inverno la gente sta fuori. Abbiamo montato due lampade riscaldanti a infrarossi e funzionano molto bene. Il venerdì, con il concerto, arriviamo verso mezzanotte e poi spesso anche all'una. Il sabato invece Spinea a una certa ora si svuota e mediamente chiudiamo verso le dieci.

Parliamo di musica. Quanto è importante per voi?
Tantissimo. Ogni venerdì facciamo musica dal vivo. È nata con qualche serata occasionale, poi è diventata una volta al mese, due volte al mese e alla fine siamo arrivati a farla ogni venerdì dell'anno. D'estate facciamo soprattutto gruppi e portiamo più gente fuori, mentre d'inverno lavoriamo con duo o trio, generalmente in acustico e con una musica più soft.

Che generi proponete?
Facciamo un po' di tutto. Partiamo dall'animal rock, io tendo anche verso il metal, mentre il mio socio è più orientato verso il rap. Abbiamo fatto blues, folk e musica irlandese. Recentemente abbiamo ospitato Paolo Ganz, uno dei più importanti bluesmen italiani di armonica a bocca. Abbiamo anche diversi amici musicisti che ci contattano per proporre date. Alla fine, tra gli appuntamenti che tornano più spesso, ci sono anche AC/DC e Guns N' Roses.

Quindi il K-Placca vuole essere qualcosa di più di un semplice bar?
Sì, è quello che abbiamo cercato di fare fin dall'inizio. Un posto dove bere e mangiare, ma anche ascoltare musica, scoprire prodotti diversi e stare insieme. Cerchiamo di costruirlo giorno dopo giorno, mantenendo sempre questa idea.

K-Placca
Via Roma, 138/A - Spinea (VE)
Tel. 3356940252

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • APERITIVI MEMORABILI
IN QUESTO ARTICOLO
×