Una ristoratrice che si è scoperta tale perchè la vita ogni tanto ti fa fare delle capovolte che non ti aspetti e che ti portano dove mai avresti creduto di poter arrivare. Sonia Bertazzo è arrivata, letteralmente per caso, all’Osteria Ai Scarponi - a quel tempo Monsieur Tartare - ormai dieci anni fa ci ha raccontato di come questo sia stato un percorso certamente in salita ma entusiasmante come poche altre cose. Un lavoro, quello della ristoratrice, che Sonia stessa definisce “totalizzante” ma che ricambia con diversi momenti di pure e incondizionata gioia.

Sonia, che ne dici se partiamo dall’inizio? Raccontaci di come sei arrivata qui da Osteria Ai Scarponi!


Oddio, quanto tempo abbiamo per la nostra chiacchierata? Scherzo dai, sembra passata una vita - e per certi versi è così - ma l’inizio della storia è molto semplice. Qui dove siamo noi una decina di anni fa c’era Monsieur Tartare, un’eccentrico e noto personaggio padovano che gestiva questo localino specializzato in tartare e non solo. Nell’estate del 2013, venni a cena qui, da Monsieur Tartare, vidi il cartello “Affittasi/Vendesi Attività” e dentro di me ci fu l’accensione di un piccolo fuoco che coincise con la necessità che avevo da qualche tempo di cambiare la mia vita lavorativa. Il tutto però si concretizzo durante la mia vacanza estiva in Brasile, complici probabilmente anche le telefonate incalzanti di Monsieur Tartare: ne capii la fattibilità e a dicembre aprii il locale. 

Dieci anni di storia che avete festeggiato il 13 dicembre scorso, ma una storia - quella dell’Osteria Ai Scarponi - che è molto più vecchia giusto? 


Esatto. Tu sei troppo giovane e probabilmente non hai avuto modo di conoscere nemmeno Monsieur Tartare (spoiler: ha ragione!) ma qui siamo all’interno di una osteria storica in piedi da ormai una sessantina d’anni. Sai, devi immaginarti questa via come un pullulare di persone e botteghe, di artigiani e operai che - grazie alla fabbrica Breda (oggi divenuta un palazzo residenziale) rendeva questa via molto frequentata. E proprio qui, Ai Scarponi assieme a Nane della Giulia e all’osteria Sette Teste, si trovavano queste tipiche osterie di città dove gli uomini, gli operai, si ritrovavano a bere un gotto, anche tre (tanto che poi c’erano le mogli che li venivano a recuperare) e a mangiare spunciotti. 

Dici che è questo il motivo del nome di Osteria Ai Scarponi? 


Io la immagino e racconto così visto che non ci sono fonti storiche, quelle esistenti sono andate ahimè perdute in un incendio dalla precedente proprietà. Però mettendo insieme l’epoca, le consuetudini del tempo, le memorie di qualche anziano residente e i ricordi di qualche nostalgico avventore si è plasmato il quadro che questa fosse un’osteria frequentata da lavoratori che a fine turno, e ancora con gli scarponi addosso, venivano qui per qualche ora a godersi la vita.

Insomma, una storia “antica” che tu hai deciso di recuperare con il tuo arrivo…


Sì quando sono arrivata qui mi è venuto naturale tornare indietro, raccontare ciò che è stato per spiegare e dare un senso a quello che siamo oggi. Siamo tornati al nome Osteria Ai Scarponi perchè mi sembrava il minimo riconoscimento storico che potevo fare e anche perchè sai, al tempo, l’osteria era gestita da sole donne - tre generazioni di sole donne - e la cosa non te lo nego, mi piaceva veramente molto. 

Un’osteria di nome, ma anche di fatto, perchè non hai recuperato “solo” la sua storia! 


Esatto, ho cercato di renderla più “osteria” possibile. Convivialità, tradizione, stagionalità e una ricercata semplicità sono i nostri comuni denominatori. Inoltre la territorialità attraverso una carta vini che promuove i vini della nostra zona con un occhio alla sostenibilità delle aziende e i prodotti di stagione in menù che cambiano ogni mese e mezzo circa. Tra i piatti proposti non si possono non citare gli spunciotti che ricordano i tempi che furono, ma sempre di grande tendenza.

Donna e ristoratrice, come è stato l’impatto 10 anni fa?


L’inizio e  non solo, è stato sicuramente duro non te lo posso negare perché arrivavo da un mondo lavorativo completamente diverso, ero inesperta e donna.  Da 10 anni a questa parte le cose sono sicuramente cambiate e oggi vivo il mio stato anche come una responsabilità e spero come esempio e stimolo per altre donne e future imprenditrici.

Osteria Ai Scarponi 
Via Cesare Battisti, 138 - Padova 
Tel. 0498171285 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • TRATTORIA
IN QUESTO ARTICOLO
×