Dimenticate la pepata di cozze: tra il pescato del giorno e una carta ruggente, preparatevi a riempire gli occhi di mare e a sollazzare il palato con evasioni gastronomiche

Dopo tanto spignattare, dopo il pane e la pizza fatti in casa, dopo risotti, paste al forno e pesce al vapore, è tempo di tornare al ristorante. Nella Puglia arancione il pranzo sul mare è ciò che ci è mancato di più. Per questo Daniela e Giancarlo Arcieri, con lo chef Corrado Amato e il maitre Francesco Lobasso, non invitano gli appassionati di pesce fresco e crudo di mare ad accomodarsi da Toruccio Terrazza Adriatica per consumare un pasto che vi faccia sentire «come a casa». No. Loro vogliono sorprenderci, viziarci, portarci a fare «un tuffo dove l'acqua è più blu» e molto di più.

Tra leggenda e visione

Daniela e Giancarlo hanno rilevato uno storico ristorante di Giovinazzo e hanno dato corpo alla propria idea di cucina di mare. Venendo da una famiglia di ristoratori sapevano esattamente cosa fare per stupire i clienti che sognavano di pranzare sul mare.


Oggi Toruccio Terrazza Adriatica ci accoglie tra pavimenti marmorei chiari e arredamento minimal ma non freddo. Vi faranno accomodare a tavole curate nei dettagli, dal decoro di fiori freschi alle tovaglie candide. La sala è divisa in due: la parte interna, spaziosa, e la terrazza, in cui godere del mare durante il pranzo. Il tavolo migliore? È in veranda, al centro dell'ambiente, dove si ha la strada alle spalle e davanti solo il mare.

Il cliente ideale di Toruccio Terrazza Adriatica

Oggi Toruccio è il ristorante ideale per chi ama la cucina di pesce senza banalità. Chi è curioso e sempre alla ricerca di novità, qui verrà divertito e coccolato. Quello che si deve cercare da Toruccio Terrazza Adriatica è ciò che a casa non si potrebbe mai realizzare.

Pescare dal carrello e dal menu

La parola d'ordine da Toruccio è “pescato del giorno”, ma non solo quando si vuole decidere il secondo piatto. La capatina al carrello del pesce, che fa bella mostra di sé dopo l'ingresso del ristorante, può decidere anche l'antipasto e il primo. Ad esempio, seguendo un'usanza del posto, accanto a un carpaccio di pesce si può chiedere anche la frittura di ciò che resta. Spolpare la lisca e sbocconcellare i tagli meno noti come la guancia può diventare un delizioso passatempo.


Ma se il carrello non vi ha ipnotizzato, scoprirete che in carta c'è molto di più. Le concessioni alla tradizione ci sono, come il sontuoso crudo di mare e la frittura di paranza che non mancano mai perché è quel comfort food che cerchiamo sempre a pranzo sul mare.


Ma tra i piatti da non perdere ce n'è uno che vale l'intero viaggio: unendo una materia prima eccezionale e una ricetta della tradizione, nasce l'Agnolotto ripieno di scorfano alla Sangiuannin, con pomodorino, capperi e acciughe. Questa non è la solita pasta ripiena: la pasta accompagna in un piatto guarnito con nero di seppia un ripieno eccezionale, capace di spazzare via la peggiore giornata della vostra vita.

Cosa c'è in cantina

La cantina di Toruccio Terrazza Adriatica non parla solo pugliese. Le referenze che rappresentano il territorio ci sono, ma nel curare la carta Giancarlo ha deciso di allargare l'orizzonte ed esplorare anche diverse referenze estere, unendo i maestri altoatesini e friuliani del bianco a rossi più strutturati di altre regioni. 

Il consiglio dello chef

Nonostante non sia mai in sala ma lavori sempre dietro le quinte, Corrado Amato aggiorna costantemente il suo profilo Instagram con prove e idee che nascono in cucina, con il suo staff. Anche se non è ancora in carta, per farvi capire quanto possa essere versatile la sua cucina, consiglia un Risotto Carnaroli con barbabietola gorgonzola e nocciole tostate.

Il consiglio del sommelier

A questo piatto Giancarlo Arcieri risponde consigliando Parchitello, un Rosato da Nero Di Troia firmato da Giancarlo Ceci. La scelta è dettata sia dalla concordanza di colori tra calice e risotto sia perché questo vino aiuta a gustare e ammorbidire la parte grassa del piatto.

Il dessert


Anche la carta dolci vi rapirà: tra tortini cotti al forno e sablé di mandorle, rimarrete incantati dal cuore caldo di lampone intrappolato in un piccolo soufflé di ricotta di bufala. Imperdibile.

Cosa non chiedere mai

Nonostante sia un ristorante di mare, non chiedete mai la pepata di cozze. Il motivo? Dopo tutto quello che vi abbiamo raccontato, vorreste davvero limitarvi solo a questo piatto della tradizione? Salpate ed esplorate!

Vado da Toruccio Terrazza Adriatica perché...

...perché qui NON è come a casa. 

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