Gli etnici autentici di Padova: una guida

Pubblicato il 15 febbraio 2026

Gli etnici autentici di Padova: una guida

«Mangiamo sempre le stesse cose!». Se questa frase ti suona fin troppo familiare, tieniti stretta questa lista di ristoranti etnici autentici a Padova. Da Lima a Teheran, da Atene a Pechino, fino a Bangkok (Baby K perdonaci), qui c’è il piatto giusto per il tuo palato – e anche per quello di chi si lamenta.

Per il mediorientale


È un viaggio, quello che intraprendiamo oggi, non solo attraverso le diverse cucine della città ma anche attraverso i Paesi che raccontano, luoghi lontani, a cui potrai accedere alla prima forchettata. E in questo caso ti parlo di Paesi al plurale, perché questo locale prepara specialità provenienti da tutto il Medio Oriente: Grecia, Libano, Turchia, Afghanistan, India, Iran e Pakistan. Siamo, naturalmente, da Peace ‘n’ Spice: una sede, l’originale, in piazza Capitaniato e un’altra in zona Portello. Si parte con cicchetti da condividere, come i pakora, verdure pastellate con farina di ceci, tipiche del Bangladesh, o i bolani, mezzelune di pane ripiene di verdure, direttamente dall’Afghanistan. Il ristorante offre anche primi golosi, ad esempio la moussaka greca, ma per assaggiare più cibi possibili la formula è una e si chiama “Componi il tuo piatto”. Puoi scegliere tra due pietanze a 10 euro (solo a pranzo), tre a 16 euro o cinque a 19 euro. L’acqua è inclusa, ma se fossi in vena di provare qualcosa di nuovo, qui non mancano cocktail speciali, grandi classici con un twist speziato, come il “Tinariwen”, ispirato al tè alla menta preparato dai nomadi del deserto, o il “Karka-Gin”, a base di infuso al karkadè fatto in casa. Tantissime le opzioni vegane e vegetariane. Che sia per un pranzo al volo tra una commissione e l’altra o per una cena alternativa tra amici, qui troverai la pace. E giusto un po’ “spice”, concedimi la battuta.
Peace ‘n’ Spice, via del Portello, 40, Padova – Tel. 049 9407098
Peace ‘n’ Spice, via Dondi dall’Orologio, 13, Padova – Tel. 049 663450

Per l’eritreo


Al ristorante Dahlak troverai pane, anzi, enjera per i tuoi denti. Così si chiama il pane sottile e spugnoso, dalla consistenza simile a una crêpe, «ideale per assorbire gli stufati», tipico della cucina eritrea. Accompagna anche il piatto più gettonato del locale, la meadi: vari assaggi di carne (tra cui quella di struzzo e di antilope!) e verdure, tutti provenienti dal Paese africano. Una portata pensata per essere condivisa tra i commensali e da mangiare rigorosamente con le mani. Se sei vegano o vegetariano, non preoccuparti: da Dahlak troverai anche un menù tutto plant-based. E occhio al puntino rosso accanto ad alcuni piatti: indica la presenza di berberè, una miscela di spezie, tra cui spicca il peperoncino.
Ristorante Dahlak, via Sorio, 73, Padova – Tel. 049 8710924

Per il peruviano



Un’esplosione di colori, a partire dal piatto fino ai dettagli dell’arredo, come le tovaglie. Il calore del Sud America si percepisce appena varcata la soglia: siamo a Kantu, ristorante peruviano gourmet gestito da Javier Palomino e dalla moglie Elisabetta Marchese, attivo dal dicembre 2020. Il re del menù è senza dubbio il ceviche, un piatto a base di pesce e frutti di mare crudi, disponibile in sei versioni diverse, di cui una vegana. Naturalmente, non mancano le empanadas “andinas”, di formaggio, pollo o carne. Se hai voglia di osare, prova il menù degustazione Nikkei, che unisce i sapori del Perù con la cultura culinaria del Sol Levante, a partire da 55 euro a persona. Tutte queste chiacchiere ti hanno fatto venire sete? Nessun problema, da Kantu ti aspettano il pisco sour, celebre cocktail nazionale, e il “qosqo”, il più amato dai clienti.
Kantu, via Sette Martini, 170, Padova – Tel. 049 8172066

Per il messicano


Si comincia con dei croccanti nachos con guacamole o con frijoles, i tipici fagioli neri messicani; si prosegue, poi, con quesadillas, disponibili in cinque diverse versioni, tacos, burritos (occhio alla proposta “caliente”), fajitas, enchiladas, per concludere il tutto con “churros lazos”, accompagnati dall’immancabile ciotola di cioccolata. Dove siamo? Al Bistro Mexicano, ovviamente. Non ti resta che prendere posto su una delle tante sedie colorate e dare il via alle danze. Buen provecho!
Bistro Mexicano, via dei Livello, 11, Padova – Tel. 049 8759203

Per il persiano


Visitare l’Iran senza lasciare Padova è possibile: basta entrare al ristorante persiano Darvish, in un «angolo pittoresco» di riviera Mussato. Un localino dall’atmosfera intima e raccolta, l’ideale per una cena romantica diversa dalla solita pizza. Qui, infatti, troverai specialità della cucina iraniana, come il “Celo Kabab”, riso bianco allo zafferano con filetto di agnello allo spiedo. I piatti sono molto abbondanti, quindi assicurati di arrivare affamato! E non aver paura di chiedere consigli al personale, sono molto disponibili. Un consiglio (anzi due)? Prova il kashk-e bademjan, un antipasto a base di melanzane fritte e formaggio, e il dugh, una bevanda analcolica con yogurt e spezie. Dulcis in fundo, non lasciarti sfuggire la loro versione della baklava.
Ristorante Persiano Darvish, Riviera Albertino Mussato, 85, Padova – Tel. 049 664048

Per il greco

È troppo presto per prenotare un volo verso qualche isoletta ellenica dalle casette bianche, con più gatti che abitanti? Non credo, ma ti propongo una soluzione alternativa quasi a km zero: il ristorante greco La Plaka. I proprietari, Anna e Kostas, accolgono i loro clienti con calore, come se fossero parte della famiglia. La cucina è casereccia e offre tutte le specialità della Grecia: moussaka, polpette con zucchine e feta chiamate kolokythokeftedes – so che l’hai riletto un paio di volte – e, naturalmente, il sempre amato pita gyros, a base di maiale allo spiedo. Non ti resta che brindare con un bicchierino di ouzo, il liquore all’anice tipico del Paese, ma attenzione all’alta gradazione alcolica: può arrivare fino a 50 gradi…
La Plaka, via Euganea, 76, Padova – Tel. 049 8724526

Per l’indiano


A pochi minuti dalla stazione di Padova si trova Rasa Restro, ristorante che ha l’ambizione di portare sul piatto solo «sapori indiani freschi e autentici». E direi proprio che l’obiettivo è stato raggiunto. Tandoori mushrooms (funghi ripieni di ricotta marinata), chicken biryani (pollo e riso basmati accompagnati da una salsa allo yogurt e spezie), samosa (fagottini di pasta ripieni): ecco alcuni dei miei must have. Le opzioni vegetariane sono tantissime, sia nella sezione antipasti, sia nei primi. Tra i dolci, ti consiglio il gulab jamun, delle frittelline con latte e zafferano. E da bere? Naturalmente il lassi, bevanda originaria del Punjab a base di yogurt.
Rasa Restro, via Tiziano Aspetti, 51, Padova – Tel. 379 3189323

Per il cinese

Quanto dista la Cina dall’India? A Padova, pochissimi metri. Nella stessa via dell’indiano Rasa Restro, infatti, ecco Xiang DimSum, tempio dei ravioli cinesi fatti a mano. Le proposte spaziano dai grandi classici, come maiale e zenzero, fino a ripieni più audaci, come la versione con baccalà, taro e barbabietola. I posti sono pochi, quindi meglio prenotare. E ricorda che di sera si cena in due turni, alle 19 o alle 21.
Xiang DimSum, via Tiziano Aspetti, 43, Padova - Tel. 049 2324245

Per il thailandese


Aperto da poco più di tre mesi, Nosh sta continuando a riscuotere successo tra gli amanti dello street food thailandese. Il merito va, non sto nemmeno a dirtelo, al suo cavallo di battaglia: il pad thai. Stiamo parlando di tagliatelle di riso thai saltate nel wok e condite con salse fatte in casa, il tutto accompagnato da uova, gamberi, carote, germogli di soia e cipollotto. Una spolverata di granella di arachidi e una fettina di lime completano la magia, per un prezzo totale di 12,90 euro. È disponibile anche una versione vegetariana di questo piatto, con tofu al posto di uova e gamberi.
Nosh, via Francesco Squarcione, 4, Padova - Tel. 378 3075920
 
Foto interne tratte dalle pagine social dei locali citati
Foto di copertina tratta dalla pagina Instagram di Peace 'n' Spice.

  • RISTORANTI E CIBI ETNICI

scritto da:

Bianca Bettio

Da bambina sognavo di diventare una scrittrice o una cassiera; quando ho scoperto che la matematica non faceva per me mi sono lanciata sui libri. Dopo un Erasmus a Helsinki e un master a Bologna, sono tornata in Veneto. Qui osservo, ascolto e scrivo di ciò che fa stare bene.

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