Vini&Piattini a Padova e dintorni: sentirsi a Milano, ma con i prezzi giusti

Pubblicato il 12 aprile 2026

Vini&Piattini a Padova e dintorni: sentirsi a Milano, ma con i prezzi giusti

C’è qualcosa di estremamente affascinate e al contempo spaventoso in quelle che sono a tutti gli effetti delle mode all’interno del macro sistema della ristorazione, che inizia con il fast food e finisce con le Stelle Michelin prendendo dentro un po’ tutto. Affascinante perché rende questo mondo, che ricordiamoci altro non fa che soddisfare un bisogno primario, sempre al passo con i tempi, sempre nuovo, sempre appetibile e appetitoso, cosa fondamentale quando lì fuori è ormai una giungla. Spaventoso invece, perché quel performante “stare al passo con i tempi” si mangia tutto il resto (spesso): l’identità, la tradizione, la cultura e il fare cultura - soprattutto - la democrazia e anche quella vocina che dovrebbe sempre ricordare, a chi di ristorazione si sfama, che il cibo è vita, ancor prima di tutto il resto. 

Tutto questo preambolo lunghissimo per dire che oggi si parla di una cosa tanto amata e tanto odiata che è finalmente (o ahimè, dipende dai punti di vista) sbarcata anche in quel di Padova: l’aperitivo ma anche un po’ la cena - non chiamatelo apericena però - con vini e piattini da condividere.
Dove andare? Noi iniziamo da qui. 

In Centro 

Capitale internazionale, fagioli in tocio e analogico 

Lui si chiama Leone Rosso ed è forse su tutti quello che è maggiormente (e in minor tempo) riuscito a massimizzare l’idea intrinseca dietro al format “vini e piattini” facendo però un ulteriore passo in avanti: ci ha aggiunto la musica e un impianto hi-fi niente male. Nato dalla costola della sorella maggiore Trattoria da Crak e partorito dalle menti fine di quei bravoni di Crak Brewery, Leone Rosso in centro città è oggi un locale poliedrico e aperto a tutti, tutti quelli che riescono a inserirsi s’intende, dato che la richiesta è sempre alta e le prenotazioni inesistenti. Qui puoi trovare una bella selezione di vini naturali, ma non solo naturali, mentre i piattini - rigorosamente di ferro smaltato - sono riempiti da Chef Nicola Cogo, il tutto mentre gira sempre il vinile giusto. Serve dire altro? Non credo. 
Leone Rosso, Via Rolando da Piazzola 21, Padova - Tel. 0497423095

Città universitaria, gyoza e Nevio Scala 

L’idea dei “piattini” risponde all’esigenza di poter stuzzicare qualcosa di più di un semplice cicchetto che sparisce in due morsi ma anche dalla bellezza di poter provare più sapori, magari condividendoli con gli amici. Ecco perché seppur lui non si sia mai definito così, secondo noi anche Handa Mushi, locale simbolo in zona Portello, potrebbe soddisfare le tue esigenze. Qui oltre ad un incredibile menù che ripercorre alcune delle migliori ricette orientali, pure la loro versione di cicchetti: Spring roll, takoyaki, fried gyoza e sua maestà il bao in diverse versioni. Volendo anche i mains sposano perfettamente la filosofia e si prestano perfettamente a condivisione e aperitivi che non sai quando iniziano ne quando finiscono. Corta ma interessante la carta vini. Selezione particolare di cocktail invece, in fin dei conti “vini e piattini” è un format, poi l’aperitivo è il tuo. 
Handa Mushi, Via del Portello 32, Padova - Tel. 3492330492

San Sebastian, pinchos e vino tinto 

Il nome dovrebbe ricordare più Barcellona che i Paesi Baschi dato che il famoso Bar Brutal è lì che si trova, eppure entrando da Brutal, senza Bar e senza accento spagnolo ma con una spiccata cadenza veneta, sembra di stare in quel paese che ha fatto di resistenza e aperitivo il proprio marchio di fabbrica. Lì certo li chiamano pinchos mentre noi li chiamiamo cicchettoni, polpette, pizzone e pizzette ma soprattutto quella perversa pratica che tanto amiamo esercitare solo dalle 18 alle 21 ogni giorno: restare in piedi mantenendo in perfetto equilibrio calici, bicchieri, piatti e piattini e poi magari anche un: “mi passi l’accendino scusami?”
Brutal, Piazza dei Signori 3, Padova - Tel. 0492614077

Bouillon parigino, verdure di campo e Gamay

Se Uva - o meglio, se Michele Birtig - potesse mettere mano a questo articolo forse lo aprirebbe con una battuta non troppo battuta che suonerebbe circa così: “facevo piattini senza chiamarli piattini quando voi ancora eravate in fissa con gli all u can eat”. Ed è vero, non per spocchia, ma perché chi questo format lo faceva già senza chiamarlo e senza nominarlo ma soprattutto senza quasi un briciolo di pubblicità (se non quella esterna di riflesso) era proprio lui e il suo Uva. A metà strada tra un Bouillon parigino e una distribuzione vini (che sia chiaro, non è, ma che per dimensione della carta vini potrebbe serenamente iniziare ad essere), Uva è il posto dove vai per conoscere qualcosa di nuovo sul cibo, sulla vita, su te stesso e lo fai bevendo un Gamay di Daniel Sage in perfetta forma e ad un prezzo democratico. Preferisci un bianco? Riesling di Marco Buratti, quasi a km0 Padova/Villa di Teolo. Qui, anche un’insalata di cavoletti di Bruxelles assume tratti memorabili. Quanti potrebbero dire lo stesso? 
Uva, Piazza dei Signori 17, Padova - Tel. 0495913903 

Fuori dal Centro 

Quartiere in città, tartare e “Un litro di Bianco”

“Un litro di Bianco” è forse uno dei vini che chiunque voglia affacciarsi al mondo del naturale (ma non solo) dovrebbe bere. Glera, Moscato giallo e Chardonnay per un quasi orange dal giusto corpo ma dalla leggerezza in bocca, tanto che il fatto che sia da litro è una cosa della quale ringrazierai Nicola Dal Santo, in arte I Castagnucoli che nel bel mezzo dei Colli Euganei da anni porta avanti la sua idea di vino e di rispetto della natura. È in questo che crede lui ma è in questo che credono anche da Fornace 57, enoteca nel cuore della Sacra (Sacra Famiglia ndr) che ha fatto di vini “liberi”, tartare e qualche tagliere una sua bella rappresentazione. 
Fornace 57, Via Siracusa 57, Padova - Tel. 0497389170

America Latina, tapas e Pinot Nero 

Pensi “piattini e vini” e automaticamente il tuo cervello ti porta tra le luci soffuse e l’arredo pazzesco di RustMood, è inevitabile, capita pure a noi. Qui i piattini - che chiamano tapas - sono pensati “para compartir”, per essere condivisi, dal giorno uno. Un format che piace e che soprattutto oggi, con l’esplosione di questa moda, trova qui negli appassionati una valida alternativa per un aperitivo, una cena o entrambe le cose. Tacos ma anche capasanta scottata oppure una bella ciotola di guacamole e qualche bao per iniziare e poi ci si lascia trasportare dal Pinot Nero o dal loro “Mexican Negroni”. Se sei un duro pure dal mix di entrambi. 
RustMood, Via Tre Ponti 13, Padova - Tel. 049633296

Città murata, formaggio fuso e sidro di marasche 

Un anno di storia, un anno di attività, un anno di aperitivi. Lui è Vinno ed è il Wine bar con piccola cucina di Via Matteotti, a Este. Un progetto innovativo perché sviluppato proprio dove prima non vi era: in provincia, ma soprattutto una passione sfrenata di una coppia di giovani che si taglia con un coltello, come uno dei loro crostoni pensati per un aperitivo in condivisione. La filosofia del locale? Vini naturali - scegli tu se chiamarli artigianali, liberi o in altro modo - l’importante è non partire prevenuti, e poi piattini che puoi mangiarti da solo, condividere o entrambe le cose. La selezione delle bottiglie racconta il percorso di chi questo locale l’ha creato ed è una vera fonte di salvezza per chi questo genere di bevute le sceglie oltre la moda e l’etichetta. A noi ultimamente è piaciuto molto il loro formaggio fuso, il croque monsieur e la bollicina di 02Y. 
Vinno, Via Matteotti 36, Este (PD) - Tel. 3473730707





Foto interne tratte dalle pagine social dei locali citati.
Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook di Uva. 

 

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scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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