Se anche tu pensi che i carboidrati siano portatori sani di gioia, praticamente la risposta a buona parte dei problemi di tutti i giorni, devi per forza conoscere Pizzamore, la pizzeria di Villorba che ha saputo sorprendere per la passione verso il lavoro e la dedizione profonda verso prodotti che valgono, dalla farina per i tre impasti base al pomodoro. Siamo stati a cena da Giulia e Pasquale che ci hanno fatto provare il menu degustazione, 5 portate e il dolce, per farci assaporare tutti i lati della loro "Pizzamore".

Ancor prima di iniziare la degustazione, ci viene servita un’entrée, per metterci a nostro agio e farci immergere fin da subito in quella tipica atmosfera napoletana che sa di frittura e goliardia. Abbiamo assaggiato le zeppole di pasta cresciuta, servite su un letto di ragù alla genovese. Zeppole e ragù sono entrambi chicche della tradizione partenopea. Il ragù di manzo, tagliato grosso e preparato con una dose generosa di cipolle cotte a fuoco lento, ha un sapore quasi dolciastro, mentre le zeppole sono soffici e, anche se fritte, affatto unte.

Iniziamo la degustazione con un antipasto napoletano, contaminato dalla cucina romana e gourmet, un capolavoro per gli occhi, altrettanto all’assaggio: la frittatina di pasta cacio e pepe con battuta di limousine francese, tenera e dolce, e tartufo nero estivo, gradevole e delicato. Sotto la panatura croccante, che persiste fino all’ultimo boccone, si nasconde un nido di spaghetti di Gragnano, conditi con besciamella e crema di pecorino e pepe, che hanno mantenuto morbida la pasta fino alla fine. Insomma, si tratta di un piatto di cucina reinterpretato all’interno di uno street food napoletano, come accade spesso anche con le pizze. Il sapore della frittatina è deciso, la carne e il tartufo rompono il sapore per dare un tocco di freschezza a ogni boccone.
Dopo l’antipasto, ci siamo tuffati a capofitto sulla pizza, assaggiandone tutte le varianti e i gusti tra i più apprezzati (e a ragione).

Per primo, ci viene servito un trancio di pizza Provola e Pepe, realizzata con impasto contemporaneo alla casertana, con il cornicione alto e bello alveolato, che quasi si scioglie in bocca. La fetta è condita provola di Latteria Sorrentina, di Napoli, fornitore di tutti i latticini, in doppia consistenza, in cottura e dopo cottura. Alla base, la salsa di pomodoro San Marzano DOP di Italiavera e, sopra, i pomodorini confit fatti in casa. Il pepe di Sichuan dà un twist al gusto della pizza che, nel complesso, è delicato. Una pizza semplice, impreziosita dalla qualità delle materie prime.

Passiamo al secondo trancio, la Parmigiana Scomposta, vegetariana, anche questa realizzata con impasto contemporaneo: indovina un po’? Con le chips di melanzana fritta! E poi, alla base, la crema di melanzana, sopra la stracciatella, i pomodorini confit e i pinoli tostati. Al palato, sembra di addentare un porzione di orto, dove tutte le verdure sono così saporite che rendono il gusto ricco e pieno.

Dopo le due napoletane, finalmente tocca alla pizza in pala, bassa, ovale e croccante. L’impasto, a tripla lievitazione, è realizzato con il 40% di essenza di grano, ovvero una miscela di grano semi-integrale che gli dà una connotazione quasi rustica. Noi abbiamo assaggiato quella con stracciatella, zest di lime e alici fresche marinate in casa, una pizza in pala fresca, perfetta per l’estate, con un condimento delicato, ogni boccone è un mix di sofficità e dolcezza. Abbiamo accompagnato la pizza con un calice di Pecorino Falerio DOC, vino bianco fermo dal profilo fresco e floreale, sapido e persistente al gusto. Ci è stato consigliato perché perfetto per piatti delicati, ancora meglio con il pesce.

L’ultima portata (salata) è un piccolo capolavoro di arte su pizza, uno spicchio Nerano, vivace e colorata, nell’aspetto ma soprattutto per il palato. Anche questa è una preparazione della tradizione napoletana che consiste in una pizza fritta poi ripassata al forno, per renderla un po’ più leggera. Alla base, una crema di zucchine e menta,; poi i fiori di zucca cristallizzati e le chips di zucchine; infine il Provolone del Monaco DOP in doppia consistenza, in crema e grattugiato. In bocca, un’autentica esplosione di sapori. La sapidità del formaggio contrasta la dolcezza del fiore di zucca e della zucchina, per un gusto pieno e un boccone generoso.

Concludiamo la nostra degustazione con un altro impasto (poi sì che li abbiamo provati proprio tutti), quello del padellino, questa volta servito in versione dolce. Tutti i dessert, infatti, eccezion fatta per la pastiera, sono realizzati su base lievitata. Noi abbiamo assaggiato il Cheesecake Pizzamore con mousse di provola e marmellata di fragole fatta in casa, guarnito con la granella di nocciole tostate. Il gusto è delicato, la fragola accende la dolcezza, il padellino è morbido dentro e croccante fuori. Al contrario della cheesecake tradizionale, spesso pesante, questa versione, nonostante la base pizza e nonostante le portate precedenti, è stata letteralmente spazzolata, grazie al bilanciamento dei sapori.
La nostra cena da Pizzamore è stata un viaggio breve ma intenso attraverso tutte le sue anime. Ad accomunarle, l’influenza della tradizione napoletana e la cura estrema nella ricerca delle materie prime giuste e nelle preparazioni. Fare una pizza buona non è facile, qui ne fanno addirittura quattro!
Pizzamore
Via Roma, 145/a - Villorba (TV)
Tel: 3791479735