Tocatì annuncia l’edizione 2026 a Veronetta
Pubblicato il 1 maggio 2026
Il 18, 19 e 20 settembre 2026 il quartiere di Veronetta torna a essere il centro operativo del Tocatì, il festival internazionale dedicato ai giochi di strada. L’annuncio dell’edizione numero ventiquattro conferma l’impostazione che negli anni ha definito l’identità dell’evento: gioco tradizionale come pratica culturale e spazio urbano trasformato in luogo di partecipazione.
Il paese ospite d’onore sarà l’Irlanda, con un blocco di attività che porta a Verona sport e giochi radicati nella cultura irlandese. Tra questi compaiono Gaelic Football, Hurling, Camogie, Rounders, GAA Handball e il Poc Fada, insieme a giochi rurali come Skittle e Ból an bhóthair. La presenza irlandese è costruita in collaborazione con il Consolato Generale d’Irlanda e Gaelic Games Europe, e si intreccia con la selezione italiana, creando parallelismi tra tradizioni diverse: dalla Boccia su strada di Urbino alla Morra di Barbariga, dai Trampoli di Schieti al Penacio della Lessinia.
Il festival non si limita al gioco. Una parte consistente del programma riguarda musica, danza e arti performative, con workshop dedicati alle Uillean Pipes, all’arpa celtica e alla danza tradizionale irlandese. È prevista anche un’attività di cucina irlandese, mentre l’Osteria del Gioco rappresenta la componente più stabile dell’offerta food del festival, dove convivialità e tradizione gastronomica entrano nel percorso del pubblico.
Tocatì 2026 porta con sé anche una novità strutturale: l’apertura di Casa Tocatì, un nuovo spazio permanente nel Parco delle Colombare dedicato al gioco e allo sport tradizionale. Un centro pensato per attività educative e intergenerazionali, che estende il festival oltre i tre giorni di settembre.
Con oltre cento attività previste, l’edizione 2026 conferma il formato diffuso che caratterizza Tocatì: strade, piazze e cortili di Veronetta diventano luoghi di gioco con una rete di pratiche che si muovono in parallelo.
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Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta