Aprire un'attività in Italia non è facile. Lo sa bene Mariana, la titolare del Bar Trattoria Il Mantik da più di due anni. La sua storia è un manifesto all'integrazione e ci restituisce una realtà molto affascinante: donne che sono arrivate in Italia con un sogno, che l'hanno tenuto stretto con i denti e con le unghie e che dopo alcuni anni sono riuscite a portarlo a termine. 

Da Sanremo a Roma con la passione per la cucina

Mariana, dopo esperienze di lavoro diverse (alla Valtur e al Sestriere) inizia a lavorare in modo continuativo in cucina nella base militare di Sanremo, in Liguria. Questo lavoro le consente di crescere dal punto di vista professionale e diventa il suo nido d'amore: nella base infatti, conosce quello che diventerà in seguito il suo futuro marito. Dopo qualche tempo, il marito viene trasferito per lavoro a Roma e lei sceglie di seguirlo e decide di rilevare un locale e iniziare a costruire le basi per il suo sogno. 


Così decide di rilevare un bar in zona Re di Roma che faceva servizio mensa: inizia i lavori di ristrutturazione, amplia il locale e decide di trasformarlo in un bar-trattoria con piatti tradizionali della cucina romana e italiani un po' rivisitati in chiave moderna. Per fare qualche esempio, la cacio e pepe è con arancia e cialda di pecorino, la carbonara è con scaglie di tartufo e l'abbacchio è con miele e arancia. Un altro plus del locale è il pesce (che non viene proposto tutti i giorni, ma a seconda del pescato a disposizione). 

Pranzo e cena non hanno lo stesso menù: a pranzo, il Mantik propone i piatti tradizionali della cucina romana e piatti italiani (come fettine panate, polpette o gnocchi alla sorrentina), mentre alla sera lo chef sale in cattedra e offre il suo tocco personale ad ogni piatto. 

L'insostenibile leggerezza della pandemia


Mariana ha sempre il sorriso sulle labbra, che non perde neanche se deve parlare di pandemia. Si è fatta da sola, ha lottato per il suo locale e non ha chinato la testa neanche in tempo di pandemia. Sicuramente è stato un periodo difficile e duro, perché il Bar Trattoria Il Mantik lavorava molto a pranzo con gli uffici (primo e contorno 10 euro, secondo e contorno 12 euro, menu completo 15 euro),

Ad ogni modo, il suo approccio determinato e tenace l'ha portata sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno. Così ha approfittato della chiusura forzata per ristrutturare in modo lieve il locale e sistemare la veranda: uno spazio splendido e arioso che spesso viene affittato per eventi e feste private. Anche in questo caso, ha deciso di lasciare il bancone e di continuare a rimanere anche bar. Una scelta difficile che affonda le sue radici nella storia del locale.

La trattoria che prende vita da un bar di quartiere


Quando Mariana rileva il Mantik, deve fare i conti con una clientela ben definita: ci sono quelli che vengono solo per pranzo (in modalità mensa) e chi viene per vivere il bar h24. La cosiddetta clientela storica, lo zoccolo duro che viveva i bar come luoghi di aggregazione e di socialità. Per questo motivo, Marianna non se l'è sentita di togliere completamente il bar e di privare decine di anziani del loro ambiente di ritrovo.

Tantissimi clienti attuali (ora anziani) sono cresciuti in questo bar storico di quartiere che si chiamava Bar dello Sport: un bar di quelli all'antica con tanto di biliardo dove al posto dell'attuale veranda c'era una pista di pattinaggio. Un luogo dell'anima insomma che nel corso degli anni è diventato anche un locale notturno e che ha una storia e un'identità ben precisa, Marianna ha deciso di custodirla e di portala avanti. 

La ristorazione di una volta: gustosa e alla mano


Se chiedi a Mariana perché le persone dovrebbero andare a mangiare nella sua trattoria, lei ti risponde in modo molto sereno: "Vengono qui soprattutto perché ci sono io". Se l'hai conosciuta, sai benissimo che in questa affermazione si può riassumere l'anima del Mantik. Mariana è one woman show, un uragano di simpatia che ti travolge e che ti fa sentire subito a casa.

Non c'è spazio per i formalismi o per atteggiamenti da ristorante altolocato, dal Mantik funziona come a casa: sei accolto con entusiasmo, mangi bene, spendi poco e sicuramente ritorni. E se ritorni è sia per la cucina genuina e ben preparata e sia per l'atmosfera di relax che si respira che non ti fa mai sentire un corpo estraneo. 

Un altro dettaglio fondamentale è l'abbigliamento. Mariana si veste come il proprio staff: pantaloni, scarpe comode e maglietta del locale. Molte persone si meravigliano nello scoprire che è lei la proprietaria del locale. Un capo ante litteram che non si presenta mai come proprietario e che ama "scendere" sulla terra dei comuni mortali.

Un pranzo veloce e sfizioso


Il Bar Trattoria Il Mantik è il luogo ideale per un pranzo veloce, gustoso ed economico. Oltre ai primi espressi del ristorante (cacio e pepe, carbonara, amatriciana su tutti) e gustosi secondi, puoi trovarci anche gustosissimi poké (delicatissimo quello con fragole, riso nero, edamame e fagioli di soia), insalatone e piatti freddi. Interessante anche la formula aperitivo: oltre a un sushi e taglieri (alla carta), c'è un'interessante formula aperitivo a 10 euro comprensiva di drink più piattino con bruschette e fritti. La carta dei vini è classica (4 bianchi e 4 rossi) e funziona molto bene: squadra che vince, non si cambia. 

Umiltà e sacrificio come stile di vita

Se c'è una cosa che mi ha colpito in particolar modo di Mariana è l'umiltà. Non ha mai affermato di essere migliore degli altri e ha sempre mostrato rispetto per il lavoro degli altri ristoratori della zona, che non chiama mai competitor ma colleghi.

"Abbiamo grande rispetto per chi fa il nostro lavoro nel quartiere, noi siamo come un neonato che ha appena iniziato a camminare. Ci vorrà ancora tempo per diventare una trattoria riconosciuta e famosa, noi ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo rilevato un bar e lo abbiamo trasformato, sapevamo che ci sarebbe voluto più tempo di un'attività avviata"

La prosecuzione del sogno: diventare solo ristorante


Il sogno di Mariana è togliere l'enorme bancone e adibire quella parte di locale a ristorante. Glielo leggi negli occhi e lo capisci ogni volta che nomini la parola ristorante. Da imprenditrice però sa che non può essere una scelta fatta con leggerezza: il bar esiste da decenni ed è ancora un punto di ritrovo per gli anziani del quartiere, in più porta il 30% delle entrate dell'attività. Togliendolo di netto o relegandolo in uno spazio più piccolo, non è detto che questa percentuale si vada a sommare alle entrate derivanti dalla trattoria.

Per questo motivi ha deciso di non fare il passo più lungo della gamba e di attendere ancora un po' di tempo. La campagna vaccinale procede e la pandemia sembra in fase calante, ad ogni modo non è conclusa e di sicuro non è il tempo giusto per fare passi azzardati. Mariana si è innamorata di Roma e intende conquistarla con la sua cucina e il suo sorriso. Se le premesse sono queste, il successo è assicurato...

Immagini interne prese dalla pagina Facebook del locale

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