Quando i sogni si realizzano: Daniel Menazza al timone del Casa Bianca al Mare e del suo ristorante Amarmio

Pubblicato il 29 luglio 2022

Quando i sogni si realizzano: Daniel Menazza al timone del Casa Bianca al Mare e del suo ristorante Amarmio

Estate 1945. L’Italia è finalmente libera. La brezza che soffia sul Mar Adriatico, ritmandone il moto ondoso, risuona tra le dune sabbiose dell'ormai ex Cavazuccherina, addolcendone l’atmosfera balneare con una melodia carica di risurrezione, adesso, e non più di requiem. Al centro di questo locus amenus, mentre inizia a schiudersi la crisalide da cui la nascente Jesolo Lido prenderà il volo, c’è un sontuoso albergo affacciato sulla battigia d'oro e marron: il Casa Bianca al Mare. Qui, la signora Florinda lavora come lavandaia, colando sudore dalla fronte e spaccandosi la schiena giorno e notte, ma senza mai perdere quel sorriso visionario tipico dei pionieri che fecero grande il Veneto a partire dal dopoguerra.

Fast forward a cavallo tra i due secoli: Gino Menazza, figlio di Florinda, assieme alla moglie Marsica, mattone su mattone costruisce un piccolo impero jesolano, con la saggezza e l’umiltà degli albergatori illuminati, quelli partiti da zero, senza mai fare il passo più lungo della gamba e cercando di tenere al centro d'ogni progetto ricettivo l’unico, vero punto fermo di qualsiasi hotel… Il cliente.

Gino e famiglia covano però un sogno: gestire un giorno il simbolo di Jesolo, quel Casa Bianca al Mare dove lavorò mamma, anzi nonna Florinda. Peccato, però, ella non abbia fatto in tempo a conoscere il suo nipotino più giovane, il secondogenito di Marsica e Gino. Oggi infatti Daniel Menazza gestisce l’hotel Casa Bianca al Mare, dove ha per giunta creato un ristorante del calibro di Amarmio. Quanto orgogliosa sarebbe stata la sua nonna.


Ciao Daniel, e complimenti anzitutto.
Grazie. Qui però siamo solo all’inizio del lavoro…
 
Allora cominciamo parlando dei lavori già completati. Mi racconti un po’ la tua storia nel settore?
Certamente. Sono nato, come si sa, all’interno del mondo della ristorazione e dell’hotellerie. Ho quindi cominciato prestissimo, a 15 anni, con la classica gavetta di lavapiatti, poi cameriere, dopodiché caposala. A 21 anni mi hanno lasciato la gestione della pizzeria Christian Inn, in Via Olanda tra Piazza Milano e Piazza Torino, assieme a mio fratello Igor. Lì mi sono fatto le ossa.

“Fatto le ossa”. Qual è il segreto di un bravo ristoratore?
Per diventare un bravo imprenditore della ristorazione, secondo me, è fondamentale aver conosciuto, provato personalmente ogni singolo ruolo della squadra che vai a gestire. La gavetta, una gavetta multipla peraltro, non è importante: è imprescindibile. Per un lungo periodo, assieme a mio padre giravo tutte le dispense dei nostri alberghi per sessioni di assaggio e controllo…
 
Suona come il classico “sporco lavoro che qualcuno deve pur fare”.
Haha, sì, forse sì, ma noi di famiglia siamo indubbiamente buone forchette ma siamo anche molto professionali al contempo. Ci piace andare a ristoranti buoni, rubare spunti dai locali di alto livello, dove andarci per noi, per me, rappresenta una passione ma anche un investimento sulla mia conoscenza del settore, e quindi sulla mia professionalità.
 
Di famiglia, quanti alberghi avete?
Sei. Cesare Augustus, Monaco&Quisisana, Brioni Mare, Colombo Christian Inn e… Casa Bianca al Mare.

 
E qui veniamo al dunque!
Eh già. Ho gestito il Christian per 10 anni, poi è capitata questa occasione. L’albergo in cui lavorò mia nonna da ragazza, e che già mio padre sognava prima o poi di arrivare a gestire.
 
Casa Bianca al Mare che, pronti via, hai subito impreziosito con il nuovo ristorante frontemare, l’Amarmio.
Indubbiamente un motivo d’orgoglio. Ma anche una grandissima responsabilità. Poi, chiaramente un conto è gestire una pizzeria, un altro invece un ristorante di questa importanza, inserito nell’albergo simbolo di Jesolo. All’inizio è stato difficile, poi con il giusto mix di semplicità, intelligenza, disponibilità economica etc., sono arrivato alla conclusione che per certi versi mi risulta più agevole gestire un locale di questo livello, lavorando con una clientela che, inutile sottolinearlo, ha la fortuna di riuscire a spendere il soldino in più.
 
Il menù che avete impostato con lo chef Paolo Businaro è fortemente incentrato sulla cucina tradizionale di pesce. Pochissime concessioni alle odierne tendenze gourmet, per non dire zero. Come mai?
Perché siamo frontemare. Il mare rispecchia la tradizione adriatica, il suo pesce, il duro lavoro dei pescatori. Il nostro cliente peraltro, tendenzialmente è veneto, quindi siamo voluti andare sul sicuro. La tradizione vince sempre. Piace sempre. E’ trasversale alle mode. E poi, francamente, a me il gourmet non ha mai entusiasmato… Non sono tipo da nouvelle cuisine e affini. Pesce crudo, pesce cotto, pescato fresco all’amo, esposto direttamente sul bancone installato presso la nuova cucina a vista. Una proposta di mare semplice, almeno all’apparenza, ma senz’altro efficace. E soprattutto, di altissima qualità.


Idee per il futuro, Daniel?
Sicuramente c’è la volontà di espanderci ancora, come Menazza Hotels. Ci piacerebbe prendere in gestione alberghi in città, a Venezia, per esempio. Ma anche più lontano. Questo è un obiettivo per il futuro, vedremo quando sarà concretizzabile.

Sempre alberghi-ristorante?
No. Il giorno che mi espanderò in città, farò solo camera e colazione. Bed&Breakfast. Coi ristoranti chiudiamo qui, nel senso che mi bastano quelli che gestiamo a Jesolo. Personalmente, ad Amarmio ho già il mio bel daffare..!
 
E i risultati si vedono. Due Forchette del Gambero Rosso prese subito, uno-due, tra il 2020 e il 2021.
Esatto: la prima già nella stagione del debutto, la seconda l’anno scorso. Chissà se a ‘sto giro arriva la terza!
 
C’è la Michelin all’orizzonte di Amarmio?
No, direi di no. Qui si mangia molto bene, si bevono grandi vini e champagne, si pranza e cena frontemare in uno dei posti più esclusivi dell’Alto Adriatico. Ma vogliamo comunque restare accessibili per una clientela significativamente ampia, seppur di un certo livello. Semmai, col Casa Bianca ci piacerebbe entrare nel circuito Relais Chateaux, che annovera alberghi tanto forti sul piano dell’ospitalità quanto della ristorazione. Quello sì, ecco, sarebbe un sogno.

Vabbeh, il sogno direi che l’hai già realizzato, qui…
“Abbiamo”.


Amarmio
Piazzetta Casa Bianca, 1 - Lido di Jesolo (VE)
Telefono: 3807945520
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • RISTORANTE DI PESCE

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Amarmio

    Piazzetta Casa Bianca 1, Jesolo (VE)

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