Piatti tipici e piccoli borghi intorno a Pescara. L'accoppiata perfetta per la gita fuoriporta

Pubblicato il 14 aprile 2024

Piatti tipici e piccoli borghi intorno a Pescara. L'accoppiata perfetta per la gita fuoriporta

Primavera, si sa, è la stagione ideale per una gita fuori porta. Ma una volta stabilita la meta, qual è la prima domanda a cui senti il bisogno di dare una risposta? Io, prima di tutto, devo sapere dove andrò a mangiare. Perché parte di un viaggio è la scoperta del territorio e non puoi veramente conoscere un luogo se non ne assapori i piatti tipici. A tal riguardo, in Abruzzo, è proprio il caso di dire “paese che vai, usanze che trovi” a tavola. Ecco perché non può pensare di visitare un borgo abruzzese senza concederti del tempo a tavola. Niente panini su una panchina al fresco però, perché sarebbe davvero un peccato sprecare l’occasione di vivere l’esperienza di un pranzo nel borgo. E allora ho pensato di proporti tre mete per una gita tra i borghi della regione con relativi spunti per un pasto tipico, di terra o di mare.

Al mare, per mangiare sulla Costa dei Trabocchi


Partiamo dalla costa e in particolare dalla famosa Costa dei Trabocchi con Fossacesia, borgo che si erge da secoli a guardia dei trabocchi, le antiche “macchine da pesca” che dal litorale si protendono sul mare Adriatico, oggi sede di ristoranti tipici. Scorci di natura incontaminata e spiagge di ciottoli bianchi disegnano il profilo del suo lungomare, da cui si sale fino al cuore del paese vecchio che domina tutta la costa. Qui c’è un bell’itinerario di visita da seguire per conoscere e apprezzare il suo centro storico, con palazzi nobiliari e chiese medievali. Tra i palazzi più belli ci sono Palazzo Mayer, risalente alla metà dell’800, caratterizzato da alcuni fregi, come una serie di leoni alati scolpiti che si alternano a facce poste in corrispondenza dei capitelli e Palazzo Contini, costruito intorno al 1770 su un progetto di Carlo Vanvitelli. In Piazza del Popolo ci sono la Chiesa di San Donato e la Fontana delle cinque cannelle, la cui datazione risale al 1888, come testimoniato da una iscrizione presente sul basamento a pianta rettangolare formato da cinque ampi gradini. Nella vasca di contenimento realizzata in marmo scorre l’acqua proveniente dalle cinque cannelle incorniciate da arcate e lesene.

Le idee per il pranzo
Espletata la visita culturale, c’è da accontentare il palato. La prima idea che ti propongo è ovviamente il ristorante sul trabocco. Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. A Fossacesia ti suggerisco di provare a prenotare un tavolo nel Ristorante Trabocco Pesce Palombo, storico quanto rinomato. La sua peculiarità è sicuramente il pavimento trasparente per cui sembra di mangiare con i piedi sospesi sul mare. Si gustano solo ricette realizzate con il pescato di giornata, come il cartoccio di alici fritte, la parmigiana di pesce, le cozze ripiene, i tortini di pesce con verdure. Per fare qualche esempio di antipasto.
Se invece preferisci un pasto più veloce, ma che non ti faccia rinunciare al sapore della cucina tipica di mare, al SUPPORTino puoi gustare un favolo aperitivo sul mare ordinando per esempio l’Aperimare freddo: assaggi di freddo con carpacci e crudi e abbinamento di salse con bevanda inclusa.
Ristorante Trabocco Pesce Palombo
Indirizzo: SS 16 Adriatica – Fossacesia (Chieti)
Telefono: 3333055300
SUPPORTino
Indirizzo: Via verde dei trabocchi - Fossacesia Marina (Chieti)
Telefono: 0872050000 – Mail: info@supporterdlhotel.com

In campagna, per vivere l’esperienza del borgo medievale


Tra i borghi dell’entroterra abruzzese, uno dei miei preferiti è quello di Spoltore. Posto su una collina, a metà tra le montagne e il mare, offre una favolosa vista panoramica sulle cime del Gran Sasso, sul profilo della Majella e sull’Adriatico. Spoltore è un borgo di origine medievale, che deve molto del suo aspetto attuale alle modifiche apportate tra il quattrocento e il cinquecento, quando subì una notevole ma ordinata espansione. L’itinerario di visita alla scoperta del borgo di Spoltore non può che partire dall’affascinante Convento cinquecentesco o Chiesa di San Panfilo “fuori le mura”. Dal convento si sale fino al borgo dove si trova Piazza D’Albenzio, sede di edifici storici molto importanti, tra cui il palazzo Castiglioni, oggi De Cesaris e la sua bellissima torre. Giunti in cima si incontra il castello di Spoltore, edificio antichissimo, la cui storia inizia probabilmente almeno in epoca longobarda. Esso presenta una pianta a forma rettangolare e della costruzione originaria si conservano un bastione posto a nord e due torrioni agli spigoli sud-ovest, ce ne confermano la funzione protettiva.

Pranzo in paese o in campagna
Proprio nel cuore del borgo di Spoltore c’è un localino speciale: Tamo Ristorante, piccolo gioiellino della ristorazione abruzzese. Questo posto stupisce sempre con nuove proposte definite in base alla stagione come l’Aperitivo da TAMO, da gustare seduti nel panoramico giardino.
Se invece per mangiare dal centro preferisci spostarti nella tranquillità della campagna, puoi andare all’Osteria La Corte, un ristorantino rustico, completamente immerso nel verde di un giardino ordinato e curato. Qui potrai gustare piatti della cucina tradizionale abruzzese rivisitati in chiave moderna e gourmet, ma con una particolare attenzione ai prodotti locali e di qualità, meglio se biologici e di stagione.
Tamo Ristorante
Indirizzo: Via del Mulino, 6 – Spoltore (Pescara)
Telefono: 0854962430 – 3207670687 – Mail: info@tamoristorante.it
Osteria La Corte
Indirizzo: Via Montani – Spoltore (Pescara)
Telefono: 085 415 9787 - Mail: prenotazioni@lacorteosteria.it

Sulla montagna madre, per un po’ di aria fresca


E poi c’è la montagna con i suoi borghi incastonati tra le cime, più o meno aguzze. Borghi come Roccacaramanico in provincia di Pescara, che fino a qualche anno fa, era uno dei tanti paesi abbandonati e che è stato lentamente ripopolato. Un processo lento ma graduale e ancora oggi in corso, che ha riportato alla vita uno dei borghi più caratteristici d’Abruzzo con vista panoramica sui morbidi profili della Majella. Passeggiando tra le case in pietra da poco ristrutturate, si scorgono i fiori appena sbocciati che sporgono dai balconi e, camminando, si raggiunge il Museo Etnografico “Diana e Tamara” del Parco Nazionale della Majella, che ha sede nell’ex Municipio di Roccacaramanico. Un tempo l’edificio ospitava la chiesa di Sant’Antonio Abate, di cui resta una formella scolpita nella pietra sul lato ad oriente. Nelle tre sale dedicate al Museo viene raccontata la storia e la vita dell’homo laborans del comprensorio montano Majella-Morrone e dell’Abruzzo, attraverso la cultura degli utensili e delle macchine attinenti alle attività agricole, artigianali e silvo-pastorali. La strada, poi, si arrampica fin sulla sommità del paese dove si trova la scalinata panoramica che dà accesso alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e che custodisce al suo interno un’antica statua della Madonna delle Grazie.

La cucina di montagna
E proprio tra le vie del borgo si incontra il ristorante agriturismo Maiella in tavola, dove si può pranzare in piazza godendo del panorama mozzafiato con vista sulla Majella. Pallotte cace o eve, pizzonte, ravioli con tartufo o lasagna tradizionale e l’arrosto che profuma ancora di brace. Questa è la meraviglia di un pranzetto in montagna, tra aria pura e rumori di pace.
Nella vicinissima Caramanico, c’è un posto che invece conosciamo già: la Locanda del Barone, dove si possono gustare ottimi piatti della tradizione culinaria abruzzese, preparati utilizzando solo prodotti freschi e genuini del territorio. Qualche esempio? I ravioli di ricotta e la tagliata di maiale nero d’Abruzzo.
Maiella in tavola
Indirizzo: Piazza callarone - Roccacaramanico (Pescara)
Telefono: 3771307607
Locanda del Barone
Indirizzo: Contrada Case del Barone 1, SP68 - Caramanico Terme (Pescara)

 

Le foto interne sono tratte dalle Pagine Facebook dei locali citati
Foto in homepage: Maiella in tavola

 
 

  • ANDARE PER BORGHI

scritto da:

Maria Orlandi

Laureata in Scienze della comunicazione e iscritta all'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo. Dal 2006 lavora come giornalista e ufficio stampa libero professionista, collaborando con diverse testate giornalistiche regionali.

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