Godersi l'ultima parte dell'estate nei chioschi di Torino

Pubblicato il 13 settembre 2026

Godersi l'ultima parte dell'estate nei chioschi di Torino

C’è qualcosa di irresistibilmente semplice e bello nei chioschi. Forse perché non bisogna quasi mai decidere prima di andarci, non servono grandi programmi: ci si passa davanti, si vede un tavolino libero, ci si ferma per un caffè e magari si rimane molto più del previsto. A Torino resistono quelli che sembrano essere lì da sempre, ma accanto a loro sono nate formule nuove, capaci di trasformare pochi metri quadrati e un dehors in piccoli luoghi di ritrovo.
Nel verde, lungo il Po, in mezzo agli orti o ai bordi di un parco: abbiamo fatto un giro tra alcuni chioschi torinesi in cui vale la pena concedersi una sosta.

L’Oasi di Paola – un piccolo mondo nel verde


In zona precollina c’è un chiosco che per molti torinesi è un’abitudine consolidata da generazioni. L’Oasi di Paola è uno di quei posti che si frequentano in momenti diversi della vita e della giornata: per il caffè del mattino, una pausa pranzo, un aperitivo o semplicemente per stare un po’ all’aperto in un luogo piacevole e protetto dall'ombra degli alberi. La sua posizione è perfetta per parcheggiare comodamente senza alcuno stress e lo spazio che lo circonda è impagabile: tanto verde e un’area giochi che ne fanno un indirizzo particolarmente comodo per le famiglie, mentre i tavolini permettono di godersi ancora le giornate miti di fine estate. La gestione familiare e l’atmosfera informale fanno il resto. Oltre a colazioni, pranzi veloci e aperitivi, l’Oasi organizza feste e buffet su prenotazione.

Strada Valsalice 5A – Torino

Chiosco Bar il Paddock – una grigliata lungo il Po

Bisogna spostarsi lungo corso Moncalieri per trovare un chiosco con una formula decisamente particolare. Il Paddock si trova sul Po e si può raggiungere anche dalla passerella Turin Marathon: già il tragitto contribuisce alla sensazione di essere usciti per un momento dalla città.

Ci si può fermare per bere qualcosa, per un tagliere o per l’aperitivo, ma la trovata più curiosa è un’altra: si può portare la propria carne e utilizzare la griglia messa a disposizione dal chiosco. Una specie di barbecue tra amici senza dover possedere né giardino né barbecue.

Corso Moncalieri 422/A – Torino

Together – una giornata al Ruffini


Il Parco Ruffini ha una lunga tradizione di chioschi e Together interpreta bene la versione contemporanea del genere. È aperto dalla mattina e segue praticamente tutta la giornata del parco: colazione, pranzo, aperitivo e dopocena. Anche il pubblico cambia con il passare delle ore: chi ha appena finito di correre, famiglie, ragazzi, frequentatori degli impianti sportivi o semplicemente chi cerca un tavolino all’aperto. Nel fine settimana l’orario si allunga fino a mezzanotte: da semplice punto di ristoro del parco, il chiosco diventa così una destinazione anche per la serata.

Corso Trattati di Roma 30/A – Torino

Il chiosco di Orti Generali – la campagna dentro Torino

Questo è probabilmente il chiosco che permette di dimenticare più facilmente di essere ancora in città. Siamo a Orti Generali, il progetto di agricoltura urbana nato a Mirafiori Sud, tra orti coltivati, spazi verdi e attività legate alla natura. Il piccolo chiosco è aperto al pubblico nel fine settimana ed è il posto giusto per accompagnare una passeggiata tra gli orti con qualcosa da mangiare o da bere. Più che un semplice bar all’aperto, qui è il contesto a fare la differenza: una vera fattoria urbana a pochi passi dai palazzi della città.

Strada Castello di Mirafiori 38/15 – Torino

El Chiringuito – il chiosco quotidiano


Non tutti i chioschi devono essere una destinazione da gita. Alcuni funzionano proprio perché diventano parte della vita del quartiere. El Chiringuito, in corso Unione Sovietica, appartiene a questa seconda categoria. Apre al mattino presto e accompagna buona parte della giornata: caffetteria e colazioni, pausa pranzo e poi aperitivo. Organizza anche feste di laurea e compleanni. Un indirizzo molto urbano che conserva però quella piacevole informalità per cui, appena ci si siede a un tavolino di un chiosco, sembra subito di avere un po’ meno fretta.

Corso Unione Sovietica 209/I – Torino

Piadineria Ruffini – quando il chiosco trova la sua specialità


Restiamo al Ruffini, ma per una storia completamente diversa. Questo chiosco esiste dal 1995 e nel tempo ha cambiato pelle: nato soprattutto come bar e gelateria, grazie alle origini romagnole del gestore ha trovato la sua identità nella piadina. Oggi la proposta comprende piadine, panini e hamburger ed è un bell’esempio di come un piccolo chiosco possa trasformarsi in un vero indirizzo gastronomico senza perdere la semplicità che ne costituisce il fascino.

Corso Trapani 202/A – Torino

E presto ci saranno novità

Questa lista potrebbe invecchiare prima del previsto, ma per una buona ragione: la geografia dei chioschi torinesi sta cambiando.
A metà settembre è annunciata l’apertura di Affogato all’inizio di corso Moncalieri, proprio nello spazio che fino a poco tempo fa ospitava Lumen. Il nuovo progetto nasce dall’incontro tra il gelataio d'eccellenza Alberto Marchetti e Caffè Vergnano e, come suggerisce il nome, avrà nell’affogato uno dei suoi protagonisti.
E non è l’unica novità in arrivo. Il Comune di Torino ha messo a bando numerosi chioschi ed ex edicole inutilizzati e proprio in questi giorni si sta decidendo il futuro di diverse strutture, alcune delle quali potranno tornare a vivere anche come punti per la somministrazione di cibi e bevande.
Insomma, tenete d’occhio quei piccoli edifici chiusi che incontrate nei parchi e lungo i corsi: il prossimo chiosco torinese da scoprire potrebbe essere proprio uno di loro.


Le foto sono tratte dalle pagine FB e IG dei chioschi citati.
In copertina: Together.

  • MANGIARE ALL'APERTO

scritto da:

Elisabetta Lugli

Laureata in filosofia, racconta da anni Torino partendo dai suoi tavoli: ristoranti e locali dove cucina, vino e miscelazione diventano linguaggio. Frequenta cucine, sale e banconi con curiosità e spirito critico, osserva chi li anima e chi li attraversa, poi mette tutto nero su bianco.

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