La stagione delle sagre è tornata: gli appuntamenti a Bologna e dintorni

Pubblicato il 18 ottobre 2026

La stagione delle sagre è tornata: gli appuntamenti a Bologna e dintorni

Nel 1630, una contadina dell’Appennino bolognese si trova davanti al giudice. Per spiegare quando è cominciata una vicenda non dà una data, dice «dopo che furono colte le castagne». È una testimonianza di Roffeno, riportata dallo storico dell’alimentazione Massimo Montanari. Nelle case di montagna il raccolto serviva a due cose. A misurare l’anno e, se andava bene, a superare l’inverno. Le castagne si facevano seccare e macinare. A Bologna, racconta ancora Montanari, pare si vendessero fino a maggio. Da ottobre alla primavera successiva.
Oggi nessuno misura più i mesi con i castagneti. È cambiato il peso del raccolto. Da scorta per l'inverno a motivo per fare festa. Anche la parola «sagra» ha cambiato significato, viene da «sacro», indicava una celebrazione religiosa e solo più tardi una festa popolare, spesso legata ai prodotti della terra. Ma non tutto quello che ruota intorno al cibo ha radici contadine. Ci sono festival e mercati nati da storie completamente diverse. Bologna, in autunno, offre entrambe le cose.  Abbiamo scelto nove appuntamenti fra ottobre e novembre, a Bologna e nei comuni appena fuori, senza cercare a tutti i costi una tradizione comune. 

Boletus satanas

Il porcino malefico ha il cappello pallido, i pori rossi ed è velenoso. Meglio lasciarlo nel bosco. A Bologna, però, il suo nome è arrivato fino a tavola. Nel 1987 era già quello di un ristorante della Festa dell’Unità. Il nome è sopravvissuto anche al trasferimento della Casa del Popolo Calari, nel 2025, in via Nino Bertocchi 26. È qui che oggi si svolge la Sagra del Porcino Malefico, il cui ultimo fine settimana comincia il 30 ottobre. E alcune ricette resistono almeno dal 2017, come il Fritto del Malefico, con cotoletta di porcino e fritto misto di funghi, e il Boletus, con guancia di vitello, cappella di porcino, cotoletta di funghi e funghi trifolati. Il Piatto del Malefico riunisce queste preparazioni. Si mangia fino al 1° novembre. Venerdì e sabato a cena, domenica a pranzo.

Sagra del Porcino Malefico
📍 Via Nino Bertocchi 26, Bologna
📅 Dal 9 ottobre al 1° novembre 2026, venerdì, sabato e domenica
📞 352 0555693

Polpo e funghi 


Alle 4:04 del 20 maggio 2012 una scossa di terremoto sveglia l’Emilia. Nove giorni dopo, alle nove del mattino, la terra trema di nuovo. A Crevalcore, nella pianura bolognese, il centro storico viene evacuato. Per dare un letto agli sfollati arrivano le tende e persino un treno con sei carrozze cuccette. Sette mesi dopo, al Centro Feste Ivo Degli Esposti di Osteria Nuova, frazione di Sala Bolognese, la tradizionale cena dei volontari diventa anche un momento di solidarietà con Crevalcore. Ai fornelli ci sono i volontari del Bertoldo, che oggi a distanza di 14 anni, sono ancora lì, nello stesso capannone di via dei Bersaglieri. Sono loro i protagonisti della Festa d'Autunno «Funghi e… non solo!» che si sviluppa su due fine settimana di ottobre proprio a Osteria Nuova, a una quindicina di chilometri da Bologna. La polenta qua si frigge e si accompagna a funghi, friggione e formaggio. Più insolite le tagliatelle, che mettono insieme polpo e funghi. Cotechino accompagnato da cipolla caramellata e funghi trifolati. La festa prosegue il 23 e 24 ottobre a cena, il 25 a pranzo. 

Festa d’Autunno Funghi e… non solo!
📍Via dei Bersaglieri 7, Osteria Nuova, Sala Bolognese 
📅 16–18 e 23–25 ottobre 2026
📞 389 2728156 / 339 8857192

I Bogia Nen


Plin, in piemontese, significa «pizzicotto». È il gesto con cui si stringe la sfoglia intorno al ripieno degli agnolotti. Un pizzicotto che dalle Langhe arriva fino alle porte di Bologna. Dal 21 ottobre al 1° novembre, a Casalecchio di Reno, la Casa dei Popoli ospita la Sagra del Tartufo. Ai fornelli c’è Ester, del ristorante Alba delle Feste dell’Unità, con una cucina che parla piemontese. Nelle Langhe gli agnolotti del plin nascevano anche per recuperare gli arrosti, la carne avanzata diventava ripieno, racchiuso in una sfoglia sottilissima. I tagliolini al tartufo richiamano invece i tajarin, pasta all’uovo che nella tradizione piemontese si distingue per l’abbondanza di tuorli. Il Barolo invece finisce direttamente in pentola. Nella ricetta del brasato la carne viene marinata nel vino e poi cotta lentamente, fino a ottenere un fondo ristretto. Ma l’esordio della sagra, il 21 ottobre, non è soltanto a tavola. Alle 18.30 apre «La parola e il pathos», mostra sui comizi di Enrico Berlinguer alle Feste nazionali dell’Unità in Emilia-Romagna tra il 1974 e il 1983. L’appuntamento è in via Cimarosa 107: dal mercoledì al sabato a cena, la domenica a pranzo. 

Sagra del Tartufo di Casalecchio
📍 Via Domenico Cimarosa 107, Casalecchio di Reno 
📅 21–25 ottobre e 28 ottobre–1° novembre 2026
📞 353 4275085

L'editto rosa

150 anni di solidarietà tra salumieri, 365 di battaglia contro le mortadelle false. A Bologna le due ricorrenze si incontrano in un unico festival. Il 24 ottobre 1661 il cardinale Girolamo Farnese firmò un bando che imponeva l’uso di carne suina e il sigillo dei Salaroli per tutelare la mortadella. Nel 1876 fu invece il salumiere Giuseppe Vaccari a promuovere una società di mutuo soccorso che serviva ad aiutare i colleghi malati e le loro famiglie. Oggi quella Mutua compie 150 anni e festeggia il 24 e 25 ottobre a Palazzo Re Enzo, in piazza del Nettuno, con «La Città dei Salsamentari». Due giornate tra produttori, degustazioni e una gara dedicata al ragù alla bolognese. Il 24 ottobre si celebra anche il Mortadella Day dove alle 11.30 lo chef Max Poggi e Daniele Reponi, specialista dei panini gastronomici, le dedicano uno showcooking. Dalle 15 alle 17 dame e cavalieri in abiti ottocenteschi ripercorrono la storia del salume, mentre alle 18 è previsto un aperitivo con prodotti IGP. Tra le proposte gastronomiche c’è anche il Tagliere dei Salsamentari, riconosciuto De.Co. nel 2023 e regolato da un disciplinare: accanto alla mortadella trova posto il salame rosa, dalla fetta marmorizzata per i pezzi di carne tagliati più grossi. Ingresso gratuito, dalle 10.30 alle 20.30.

La Città dei Salsamentari
📍 Piazza del Nettuno 1/C, Bologna
📅 24 e 25 ottobre 2026
📞 051 6583192 (Palazzo Re Enzo)

La casa rossa

È il 1977. A San Lazzaro una trentina di giovani che lavora nei campi, nelle officine e nelle fabbriche decide di rimettere in piedi un vecchio fienile. Nasce così il circolo Arci di via Bellaria 7. Nel 1988 comincia a organizzare feste gastronomiche. Tra le prime c’è il Festival del Pesce di Mare, nato da un incontro a Viserba con pescatori e ristoratori romagnoli. Si mangia prima in strutture provvisorie, poi sotto il RistoTenda con spifferi in primavera, afa d’estate, gelo d’autunno. Nel 2014 la tenda lascia posto alla Sala 77, battezzata con l’anno di fondazione del circolo. È proprio qui che il 24, 25 e 31 ottobre e il 1° novembre 2026 torna la Sagra dei Sapori d’autunno, nata dall’unione di due manifestazioni già organizzate dal circolo: la Sagra della Lasagna e quella del Cinghiale. Entrambe hanno lasciato qualcosa nel menù. Le lasagne alla bolognese da una parte, le pappardelle al cinghiale dall’altra, con la stessa carne che torna nello spezzatino servito sulla polenta. C’è spazio anche per una deviazione dall’Emilia, infatti il gulasch, piatto di origine ungherese, qui accompagnato da patate e friggitelli. E per chiudere la crema fritta, dolce ottenuto facendo rassodare la crema pasticcera prima di tagliarla, impanarla e friggerla.

Sagra dei Sapori d’Autunno
📍 Via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena 
📅 24, 25 e 31 ottobre e 1° novembre 2026
📞 051 451200

Caccia al tesoro


Tra le valli del Reno e del Setta il tartufo trova quello che cerca: boschi, umidità e terreni argillosi e sabbiosi, dove cresce sottoterra legandosi alle radici degli alberi. A Sasso Marconi questa non è una rarità la rete nazionale Città del Tartufo registra 13 tartufaie controllate e 357 tesserini di raccolta rilasciati ai residenti. Dal 2015 Sasso Marconi è stata eletta Città del Tartufo, ma la sua Tartufesta esiste dal 1989. Torna il 24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1° novembre 2026. Date tutt'altro che casuali. La festa segue il calendario dei cercatori, queste sono le prime settimane della stagione del tartufo bianco pregiato, la cui raccolta in Emilia-Romagna è consentita dal 1° ottobre al 20 gennaio. In piazza dei Martiri della Liberazione, nel centro di Sasso Marconi, trasformata in Piazza del Gusto, si compra il tartufo e lo si ritrova nelle cucine dei ristoratori. Al Parco Marconi c'è anche il ristorante dei tartufai, dove nelle edizioni passate si servivano sformatini di patate, mortadella e tartufo. Per strada si incontrano castagne, crescentine e borlenghi, sfoglie sottilissime cotte sulla piastra e condite con la cunza di lardo, aglio e rosmarino. Tra mercati, passeggiate e visite ai luoghi di Marconi. Il 1° novembre arriva anche lo spettacolo di Andrea Barbi e Marco Ligabue, data presente nel tour del musicista. Ingresso gratuito.

Tartufesta di Sasso Marconi
📍 Piazza dei Martiri della Liberazione, Sasso Marconi
📅 24, 25 e 31 ottobre e 1° novembre 2026
📞 051 6758409 (infoSASSO)

Coco


In Messico i morti tornano a casa. Almeno una volta all’anno, secondo la tradizione del Día de Muertos. Per accoglierli, le famiglie cucinano i piatti che amavano in vita e li sistemano sugli altari domestici, accanto a fotografie, fiori e candele. È un rito di origine preispanica, poi intrecciato al cattolicesimo, riconosciuto dall’UNESCO. Tra i suoi simboli c’è il pan de muerto, un pane dolce con decorazioni d’impasto a forma di ossa. Nel 2021 il musicista messicano Carlos La Bandera porta questa tradizione a Bologna, organizzando al DumBO la prima edizione di Viva la Vida. Il festival torna dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, in via Casarini 19, con altari, danze tradizionali, concerti e gastronomia messicana. Nelle scorse edizioni, tra le proposte di street food, anche quesadillas e chilaquiles, preparati con tortillas di mais fritte e condite con salsa rossa o verde. Il 31 ottobre, dalle 22.30, al Binario Centrale arrivano La Yegros ed El Búho, tra cumbia ed elettronica. 

Viva la Vida! - Festival messicano
📍 Via Camillo Casarini 19, Bologna
📅 Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026
📞 051 0493742 (DumBO)

Un'ottima annata


Quattro padiglioni, circa mille vignaioli e carrelli della spesa che si riempiono di bottiglie. A BolognaFiere, dal 21 al 23 novembre, il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti occupa 40mila metri quadrati. Chi coltiva l’uva presenta il proprio vino, lo fa assaggiare e lo vende direttamente. Nel 2011, alla prima edizione di Piacenza, i vignaioli erano duecento. Nel 2023 il Mercato si è trasferito a Bologna, ormai troppo grande per la sede originaria. Quest’anno arrivano produttori da tutta Italia, quattro delegazioni europee e 32 olivicoltori indipendenti. Tra un calice e l’altro c’è anche l’area degli Artigiani del Cibo, mentre le masterclass portano dentro le storie delle cantine. Il 22 novembre, per esempio, la vignaiola Marinella Camerani racconta Mangiabottoni: un vino nato dall’incontro con Fabio, ragazzo di una cooperativa sociale che aveva l’abitudine di staccare i bottoni dai vestiti. Da lì è cresciuto un progetto che coinvolge persone con disabilità nella produzione vinicola. Il 21 novembre la festa raggiunge anche la città, con una notte bianca della ristorazione nei locali bolognesi. Ingresso da 25 euro in prevendita fino al 15 novembre.

Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti
📍  Viale della Fiera 20, Bologna
📅 Dal 21 al 23 novembre 2026
📞 051 282353

V per vegano


Il soffritto c’è, la cottura lenta pure. A mancare è proprio la carne. È il ragù alla bolognese di Ragood, una delle proposte che il 22 novembre arrivano al DumBO per FunnyDay. Nella città della mortadella e dei tortellini, il festival dedica un’intera giornata alla cucina vegetale, tra ricette della tradizione rivisitate e preparazioni che arrivano da altre culture gastronomiche. Sono già quindici gli espositori annunciati, tra produttori alimentari e altre realtà del mondo vegano. Kekoji, per esempio, applica la fermentazione giapponese a legumi come ceci e lenticchie per ricavarne il miso. The Halva Lab porta invece l’halva, dolce a base di sesamo diffuso in Medio Oriente. Tra gli stand si assaggiano gratuitamente polpette, straccetti vegetali e creme spalmabili, mentre l’area street food propone sushi e hamburger. Non manca chi vuole mettersi ai fornelli con showcooking e laboratori affrontano pasta fresca, lievitati e pasticceria, tutti senza ingredienti animali. Dietro il festival c’è FunnyVeg, progetto nato nel 2012 con una rivista, diventato scuola di cucina nel 2016 e approdato a Bologna nel 2024 con la prima edizione di FunnyDay. Quest’anno si svolge in una sola giornata, dalle 11 alle 21, con ingresso gratuito.

FunnyDay Festival
📍 Via Camillo Casarini 19, Bologna
📅 22 novembre 2026
📞 051 0493742 (DumBO)



Immagini prese dalle pagine social degli organizzatori. In copertina Tartufesta di Sasso Marconi

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