Le migliori osterie d'Italia 2027 per Slow Food: le Chiocciole, i premi speciali

Pubblicato il 20 ottobre 2026

Le migliori osterie d'Italia 2027 per Slow Food: le Chiocciole, i premi speciali

La comunicazione digitale spinge verso formati visivi costruiti e trend passeggeri, ma una parte del mercato manifesta il bisogno contrario: ritrovare locali con un legame diretto tra produzione, cucina e condivisione.

In questo scenario si inserisce il debutto della guida Osterie d’Italia 2027 di Slow Food Editore, presentata alle Ogr di Torino. Il volume fotografa un comparto che affronta sfide globali — dalla crisi climatica ai rincari delle materie prime e dell'energia — e risponde applicando un filtro più severo: il totale delle strutture promosse con la Chiocciola scende a 335, due in meno rispetto all'anno scorso. 

La geografia della ristorazione: Campania e Piemonte ai vertici

La pubblicazione mappa quest'anno 1.952 realtà tra osterie tradizionali, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti. L'analisi quantitativa della presenza delle singole regioni evidenzia tre territori sopra quota 150:

• Piemonte: 169 locali inseriti
• Toscana: 158 locali inseriti
• Campania: 155 locali inseriti


Il bilancio cambia se si isolano le Chiocciole, il riconoscimento che valuta la qualità della proposta, l'accoglienza e l'accessibilità dei prezzi. In questo elenco la Campania detiene il primato nazionale con 34 Chiocciole. Il Piemonte scende al secondo posto con 31, mentre la terza posizione vede un pari merito a quota 26 tra Emilia-Romagna, Toscana e Puglia.

Il ricambio: l'elenco delle nuove Chiocciole 2027

• Liguria: OrtOsteria Renè (Albenga), Dalla Padella alla Brace (Imperia), Da Fiorella (Luni)

• Lombardia: El Licinsì (Brescia), Il Gabbiano (Corte de’ Cortesi con Cignone), Aquila d’Oro (Dosso del Liro), Buscone (Varzi)

• Valle d’Aosta: Brasserie du Bon Bec (Cogne), Lou Ressignon (Cogne)

• Piemonte: Ristorante Da Maurizio (Cravanzana), Osteria Imperfetta (Guarene)

• Veneto: Osteria dal Pupi (Cavallino-Treporti), Alla Ruota (Negrar di Valpolicella)

• Emilia-Romagna: La Longarola (Lesignano de’ Bagni), Antica Trattoria Carra (Varano Melegari)

• Puglia: 63 Osteria Contemporanea (Lecce), Frangipane (Trani)

• Trentino: Osteria 17 (Pergine Valsugana)

• Friuli Venezia Giulia: La Vallata (Barcis)

• Toscana: Summertime (Capoliveri, Isola d’Elba)

• Umbria: Antica Cantina (Orvieto)

• Marche: Trattoria da Giamburesti (Fano)

• Lazio: Isotta (Roma)

• Campania: Due Nani (Ariano Irpino)

• Basilicata: La Taverna Lucana (Castelluccio Superiore)

Cambiamenti strutturali: l'integrazione dei Locali Quotidiani

Il volume cartaceo modifica l'organizzazione dei contenuti. I 175 "Locali Quotidiani" — che includono pastifici, gastronomie ed enoteche leggere — non occupano più una sezione separata in fondo al libro, ma si trovano inseriti all'interno delle singole sezioni regionali. 

Questa scelta punta a unire nello stesso spazio la ristorazione classica e le nuove forme di consumo quotidiano. Rimangono i focus dedicati alle specialità territoriali, come i bacari a Venezia, le malghe in Trentino, i buffet a Trieste e i trippai a Firenze.

Storie di gestione: i premi speciali del 2027

I premi attribuiti dai curatori mettono in evidenza modelli specifici e risposte concrete alla marginalizzazione dei territori:

• Novità dell'anno: Martina Russi (Radici - Vico del Gargano, Foggia), per la ripartenza di una cucina di territorio nel Gargano.

• Giovane dell'anno: Carolina Vio (Ortosteria da Renè - Bastia di Albenga, Imperia), per un progetto incentrato sull'autoproduzione di ortaggi, olio e vino.

• Premio Ostinati: Pino Trimboli (La Collinetta - Martone, Reggio Calabria), isolato presidio che unisce la ristorazione all'inclusione lavorativa di persone con disabilità e alla resistenza contro la criminalità organizzata attraverso il lavoro in rete.

• Interpretazione della cucina regionale: Terra di Ea (Tortoreto, Teramo), per il recupero di coltivazioni sostenibili e allevamenti bradi con funzioni educative.

• Dispensa: Roberta Polloni (Casa e Ciliegie - Loro Ciuffenna, Arezzo), per l'impiego esclusivo di materie prime locali e pane cotto a legna.

• Oste dell'anno: Maria Dadomo Campanini (Osteria Campanini - Busseto, Parma), riconoscimento a una conduzione familiare che prosegue da tre generazioni.

I premi tematici su piatti e bevande

I riconoscimenti legati alla selezione delle bevande e delle specialità tracciano l'evoluzione delle osterie e la conservazione delle tradizioni:

• Piatto dell'anno: Il tris di paste ripiene dell'Hostaria Viola (Castiglione delle Stiviere, Mantova), per la valorizzazione dei formati tradizionali.

• Vino in osteria: Thomas Del Castello (Alla Ruota - Negrar di Valpolicella, Verona), premiato per una carta che associa i prodotti locali a selezioni esterne basate sulla sostenibilità.

• Birra in osteria: Pork'n'Roll (Roma), un pub che affianca ai prodotti degli allevamenti suini di famiglia oltre cento etichette e produzioni artigianali proprie.

• Bere bene: Taverna Nonna Vera (Latronico, Potenza), per l'ampiezza dell'offerta dei distillati e delle bevande.

• Menzione speciale Fipe: Trattoria da Amerigo 1934 (Savigno, Bologna), premiata per la permanenza nella pubblicazione fin dalla prima edizione del 1990 e la tutela della tradizione.


Foto da ufficio stampa Osterie d’Italia 2027, Slow Food

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scritto da:

Mariagiovanna Bonesso

Una mamma tacco 12? Anche un paio di ballerine Prada vanno bene, ideali per (rin)correre (il pargolo). Non ho smesso di "fare cose e vedere gente", coltivare la mia passione per arte, design, fotografia e moda, of course. A sdoppiarmi ancora non riesco, ma un Hugo cocktail e un cigarillo Cohiba mi ridanno i superpoteri istantaneamente.

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