90's mania: 6 piatti a tema a prova di effetto nostalgia

Pubblicato il 19 agosto 2021 alle 06:34

90's mania: 6 piatti a tema a prova di effetto nostalgia

E vai di revival! Ecco come riscoprire gli anni '90 anche a tavola

Dal successo delle serie tv su Netflix a tema, ai podcast e remix di dance music disponibili su Spotify: gli anni '90 sono ovunque e tornano prepotentemente anche sulle nostre tavole con piatti moderni che però strizzano l'occhio al decennio "light" all’insegna della Dieta Mediterranea.

Dalla Bresaola della Valtellina (che diventa certificata IGP nel 1996) con rucola e grana all'intramontabile insalata di riso... in realtà gli anni '90 sono davvero ovunque. Ecco una rassegna di sei piatti che non possono che farci pensare a quei magici anni. 

Gli eventi che hanno segnato l'epoca 

Secondo alcuni rcenti studi sociologici è come se fossimo tutti un po' pervasi da un "effetto nostalgia" che ci porta a desiderare il conforto di un’era passata. Lo dicono anche i sociologi. Vale soprattutto per i Millennials, la generazione nata negli anni '80, entrata nel nuovo millennio a 18-20 anni, che ha negli occhi i ricordi di bambino di quei rampanti anni '80, seguiti dal relativo benessere dei '90. Gli anni segnati da due crolli (del Muro di Berlino nel novembre 1989 e delle Torri Gemelle di New York nel 2001) che ne hanno delimitato la durata. Gli anni '90 dei Mondiali di Italia 90, in cui ha inizio un decennio misterioso, luminoso e controverso.

Ma in mezzo cos’è successo? In radio arrivano le boy band (Spice Girls e Take That), in televisione è l’avvento dei teen drama (Beverly Hills, Melrose Place, Dawson Creek), è tempo di karaoke con Fiorello, di Non è la Rai e di Festivalbar. Internet era agli esordi, i social e gli smartphone non esistevano neanche. Per ordinare una pizza a domicilio non esistevano app di food delivery ma ci si appellava ad una telefonata.

Anni '90 a tavola: dieta Mediterranea e cibi light

Negli anni '90 inizia la globalizzazione del mercato, le famiglie diventano meno numerose, ci sono sempre più single e nascono le prime confezioni “monoporzione”, il fast food, i discount. 

Al contempo, in una delle decadi più controverse, si inizia a studiare, a parlare e a lodare la Dieta Mediterranea ed i cibi light. Inizia a prendere piede una nuova filosofia di cibo e di vita “slow food” con la riscoperta delle tradizioni e dei territori locali, delle Dop e delle Igp, oggi ancora attualissima.

In cucina, si assiste ad una “fuga dagli eccessi”. La forma fisica diventa fondamentale: al bando i cibi pesanti come la panna, che aveva dominato anni '70 e '80, assolutamente sì ad alimenti dietetici. La parola d’ordine è “light”, che da qui fino ai giorni nostri diventerà una tendenza.

Ecco i cibi ancora oggi più che mai presenti nelle nostre diete che ci riportano dritti dritti indietro a quegli anni. 

1) Bresaola della Valtellina

Negli anni dell’attenzione per la forma, la Bresaola della Valtellina IGP è un vero e proprio integratore sotto forma di cibo, è il più slim tra i salumi con un apporto calorico di 150 kcal/100 grammi, pochissimi grassi (2,6%) e un’alta percentuale di proteine (32%). Non a caso ancora oggi è molto utilizzata nella dieta degli sportivi, a livello agonistico e non. 

2) Formaggio spalmabile

A sgomitare per prendere il posto della panna, ormai in declino perchè troppo calorica, è proprio il formaggio spalmabile nato proprio negli anni '90 insieme al boom del Philadelphia. Come mai il più celebre formaggio spalmabile porta il nome dell’omonima città americana? Non perché sia stato creato in quel luogo (nasce a New York nel lontano 1872 da un’idea dl casaro William Lawrence), ma perché all’epoca Philadelphia era considerata la patria del cibo di qualità. 

3) Paella

Forse una delle prime incursioni di cucina etnica nei gusti a volte un po’ “conservatori” degli italiani. Simbolo di europeismo, di scambio, di apertura e di fratellanza tra popoli, la paella è un piatto tradizionale della cucina spagnola a base di riso, zafferano carne o frutti di mare. Non poteva che nascere in Spagna, dove furono i Romani a portare l'olio ed i Mori il riso e lo zafferano. È originaria della Comunità Valenzana e successivamente si è diffusa in tutta la Spagna, acquisendo popolarità all'estero, in particolare nel bacino del Mar Mediterraneo e nell'America Latina. Se dopo il 1800 la paella diventa un piatto estremamente richiesto (amato da personaggi come Franklin D. Roosevelt) le sue origini sono decisamente più umili. Nasce infatti come un insieme di “avanzi” spesso ottenuti dalle tavole nobiliari e consumati dalla servitù.

4) Plumcake

Il suo nome nasce in realtà da un “errore” ed è un’invenzione tutta italiana. In origine questa torta si chiamava Pflaumenkuchen (torta alle prugne). Di forma rettangolare, composta da pasta frolla, con pezzetti di prugna. Nacque in Germania e si diffuse in seguito nei Paesi anglossassoni e poi in tutta Europa. 

5) Yogurt gelato

I primi gelati allo yogurt sono stati introdotti sul mercato dall’imprenditore H.P. Hood negli anni '70, con il nome di frogurt ma solo negli anni '90 diventano un trend, per andare incontro al desiderio die consumatori di un cibo più light, con un più basso contenuto di grassi (dovuto all'uso di latte, invece di panna), ma dal gusto simile al gelato. Il frozen yogurt non ha mai preso pienamente il posto del classico gelato tradizionale, se non altro per il suo sapore aspro, ma ha ottenuto anche lui un posto al sole, segnando anche l’avvento di una nuova tipologia di locale, la yogurteria. 

6) Insalata di riso

Stabilire l’origine dell’insalata di riso è una missione praticamente impossibile, in questo piatto troviamo influenze dell’antica Roma, arabe e persino spagnole, con un chiaro rimando alla Paella, appunto, che veniva utilizzato come pietanza di festa dall’800 in poi. Gli ingredienti sono comuni ad altri piatti tipici di paesi del Mediterraneo, in Maghreb il cous cous, in Libano il tabulè, potremmo quasi dire che questo è quello che si definisce un vero piatto internazionale. 

Foto crediti: Paella photo by martin becker on unsplash

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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