Uno tra i più famosi barman di Bari ci svela perché i suoi cicchetti sono un ottimo modo per trovare la felicità

Pubblicato il 29 giugno 2021

Uno tra i più famosi barman di Bari ci svela perché i suoi cicchetti sono un ottimo modo per trovare la felicità

A Bari c’è un posto in cui festeggiare il proprio traguardo, lenire le proprie ferite sentimentali o semplicemente bere da solo una serie di cicchetti senza che nessuno ti giudichi, si chiama Il Postaccio. Dare del tu a Riccardo La Padula, il proprietario, sarà la prima cosa da fare, visto che nell’ambiente si respira già aria di casa.

Perché Postaccio?
8 anni fa, quando aprii in questo quartiere, i locali erano arredati prevalentemente in bianco e nero, c’era una propensione al lusso, volevo invece un locale abbattuto, sfatto, e per comunicare la mia idea agli arredatori dissi che avrei voluto un locale “stile postaccio”, una frase apparentemente dispregiativa che poi si rivelò illuminante per la scelta del nome.
 


Che rapporto hai con il tuo staff?
Ora siamo in 5, ma alterniamo, lavoriamo sempre in 3, nel weekend siamo in 4 perché c’è più affluenza. Lo staff è composto da 3 ragazze, un barman e il sottoscritto. Il rapporto con il gruppo è ottimo, mi piace molto il confronto con loro, mi stimola continuamente, voglio che qualcuno mi dica che sto sbagliando per avere un punto di vista differente, è un modo per crescere. Tutti insieme indossiamo la stessa divisa del locale con su scritto “Shothub by Postaccio”, chiara allusione al sito più visitato durante la quarantena, allora abbiamo pensato a una spiritosa fusione. Sul retro della maglietta invece compare la frase “#unconventional bar”, sì, non stai entrando in un bar normale, come tutti gli altri”.


Invece con la tua clientela?
Da noi il cliente si sente a casa, per lui è come se fosse una seconda famiglia, viene anche da solo, perché sa perfettamente che qui troverà altri assidui frequentatori con cui bere e trascorrere la serata. Tra i fedelissimi del nostro locale sono nate grandi amicizie, ci sono gruppi allargati con cui spesso vado a farmi una pizza. Qui le più grandi delusioni d’amore vengono alleviate con diversi cicchetti. Le più grandi confidenze passano da Il Postaccio. L’anno scorso, durante il compleanno del locale, abbiamo regalato ai nostri clienti una fiaschetta con su scritto “Il Postaccio”, quest’anno venderemo le magliette sopracitate, sono già molto richieste”.
 
Il tuo cicchetto preferito?
Impazzisco per la nocciola, di conseguenza il mio cicchetto preferito è quello molecolare al gusto di nocciola, fu battezzato “déjà vu” da un mio cliente, lo bevve, gli ricordò qualcosa che aveva già vissuto e lo chiamò così, a noi piacque molto e inserimmo il nome sul menu della lavagna.


 Quando nasce questa passione per l’american bar?
Dall’età di 15 anni ho sempre lavorato nel settore del beverage, in estate, dopo la scuola, facevo le mie prime esperienze nei bar, dopo ho proseguito con i lavori stagionali, a 23 anni ho aperto il Postaccio, 8 anni fa a Bari ho compiuto una piccola rivoluzione, ero uno dei primi a realizzare il cicchetto molecolare, una tecnica che oggi molti colleghi ritengono puramente scenografica, invece dietro quest’operazione viene richiesta una certa preparazione. A Milano ho seguito un corso specializzato, quello molecolare di Dario Comini, uno dei bartender più celebri d’Italia.

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scritto da:

Augusto Ficele

Amante del vino, mi vergogno di essere un poeta, canto le canzoni di Lucio Dalla, non porto al polso l'orologio, mi avvicino al ragù per sentirlo pippiare.

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