Bella location e cucina sperimentale: 7 super ristoranti da provare quest’autunno a Milano

Pubblicato il 5 ottobre 2022

Bella location e cucina sperimentale: 7 super ristoranti da provare quest’autunno a Milano

Sperimentare in cucina non è mai facile. Per tanti motivi ma, tra i primi, ci metto il rischio di risultare eccessivi o troppo pretenziosi. Può capitare, sia chiaro. Ma nella mia personalissima idea di “cucina sperimentale” il tentativo riesce se i piatti sanno sorprendere il gusto, senza mai risultare invadenti. Non serve, per forza, esagerare. Abbinamenti arditi e impiattamenti originali si possono seguire senza stravolgere i sapori. Una piacevole sorpresa, ecco cosa vorrei provare con un menù che tenta di sperimentare. Un’alchimia di sapori che rimanda ad esperienze nuove ma sempre con un certo equilibrio. Non sempre succede, ma quando capita, la cena diventa un’esperienza multisensoriale che resta impressa nella memoria e sul palato. Ultima nota, in questo pezzo abbiamo cercato di abbinare una cucina originale con una bella location. Perché, si sa, anche in cucina l’occhio vuole la sua parte.

In Pagano

Il viaggio inizia in via Carlo Ravizza, perpendicolare di Marghera, tra Pagano e De Angeli. Bottega Lucia è proprio di fianco a Casa Lucia ma qui il menù è un viaggio tra sperimentazione e tradizione, tra materie prime nostrane di qualità ed escursioni sudamericane ed asiatiche. Per iniziare Riccardo Onni - esperienza decennale a Casa Lucia - ci porta un Bao al vapore con Pulled Pork e Kimchi. E già dall’inizio si capisce che sarà una cena alla scoperta di nuovi sapori ma con equilibrio, senza mai una nota stonata. L’abbinamento con il vino - qui entra in gioco il sommelier Renato Gaudioso - fa da cassa di risonanza al gusto che si espande con eleganza ma sempre con personalità. Si prosegue con un altro antipasto, forse il piatto con il sapore più definito: l’uovo di montagna Poché con spuma di patate e tartufo nero. Il primo è uno dei piatti forti della Bottega, il risotto Riserva San Massimo al BBQ, dove l’affumicatura arriva dalle costine che sono marinate a 70 gradi per tre giorni, con lime bruciato e miele al mango. Il vino è un Pinot nero. Il meglio arriva con la pluma iberica BBQ, un taglio di carne del maiale tra il lombo e il collo, morbidissima, impreziosita da un Sassella Valtellina Superiore. Per dessert un tortino di carote con crema al Mascarpone. Alla fine resta un senso appagante, un viaggio alla scoperta di contaminazioni che si esaurisce con eleganza, quella del vino, ma merito anche della sapiente selezione di materie prime che abbinano il meglio della nostra tradizione con un tocco esotico. Location rustica ma anche elegante. Servizio attento e mai invadente. È stato un piacere.
Bottega Lucia - via Carlo Ravizza 4, Milano - tel. 024814295

L’intento è quello di dare alla cucina tradizionale cantonese una spinta verso la sperimentazione. Operazione che riesce alla perfezione da Ba Restaurant, in via Raffaello Sanzio. Aperto nel 2011 e rinnovato nel 2019 dalla famiglie Liu, che in città ha anche Gong e Iyo, qui lo chef Bryan Hooi propone piatti intriganti e mai banali. La specializzazione è nel Dim Sum, piatti cotti al vapore variamente farciti, presentati con un tocco di originalità. La carta dei vini offre oltre 500 referenze, nazionali ma anche internazionali, selezionate dal sommelier Marco Spini. Non stare a cercare l’insegna perché praticamente non c’è. Sei sicuro di essere nel posto giusto perché trovi un otto sulla maniglia dell’ingresso. Ecco Ba in cinese significa proprio “otto”, il numero dell’armonia e della stabilità.
Ba Restaurant - via Raffaello Sanzio 22, Milano - tel. 024693206

In Porta Nuova

Ci spostiamo in Porta Nuova, in piazza Alvar Aalto, da Aalto. Gli interni sono stati progettati da Maurizio Lai, la cucina creativa è quella di Takeshi Iwai. Per scoprirla c’è il menù degustazione da 8 portate (150 euro): gamberetti, uova e rabarbaro; zucca; seppie, midollo e caviale; anguilla, tataki di manzo e liquirizia; spiedino di piccione; spaghetti alla tsukemen con pollo e polpo; risotto a mano e gelato all’ostrica e, per finire, sfoglia al cioccolato e gelato al latte affumicato.
Aalto - Piazza Alvar Aalto / Viale della Liberazione 15, Milano - tel. 0225062888

Punto fermo chichettoso per l’aperitivo in piscina, Ceresio 7, sta in cima al palazzo Dsquared. Del progetto si è occupato Storage Studio per la parte architettonica e Dimore Studio per gli interni. Lo spazio è idealmente diviso in due, con la parte dedicata agli aperitivi in piscina e l’area del ristorante. La vista è sul Monumentale ma anche sullo skyline di Porta Nuova. La carta curata dallo chef Elio Sironi unisce eleganza e semplicità con un tocco di ricercatezza contemporanea.
Ceresio 7 - via Ceresio 7, Milano - tel. 0231039221

Sui Navigli

Se penso a una cucina sperimentale, mi viene in mente 28 Posti, a Milano. Siamo sui Navigli, il nome è semplice: sono i posti disponibili per mangiare. Pazienza se dopo dieci anni lo chef, Marco Ambrosino, classe 1984, ha deciso di lasciare Milano e tornare più vicino a Procida. La sua impronta resterà ed è, ancora oggi, il biglietto da visita del locale. Impresa ardua riassumere in poche righe la sua cucina che prende il meglio della tradizione campana, unendolo alla sperimentazione d’avanguardia. Anche qui, il modo migliore per scoprirla, resta il menù degustazione (5 portate 65 euro) che cambia ogni due mesi ma ci saranno sempre i piatti forti come i tagliolini con porro fondente, polvere di capperi, limone candito. Ma anche il dolce a base di ricotta, cenere, gelato al polline e bottarga. Molti degli oggetti presenti in sala e in cucina sono autoproduzioni provenienti dalla baraccopoli di Mathare e dal laboratorio del ferro di Jue Kali, a Nairobi, parte della mostra Made in slum, alla Triennale di Milano nel 2013.
28 posti - via Corsico 1, Milano - tel. 028392377

Lo stile è quello della Segheria, con grandi tavoli lunghi, atmosfera da casa di campagna ma con bellissimi pezzi di design. L’anno scorso Carlo Cracco ha preso parte al progetto di ristrutturazione della Ca’ Bianca e, in via Ludovico il Moro, ha ricavato uno spazio che fa venire in mente una masseria ma elegante. Al Naviglio ha un’anima molto internazionale ma in cucina lo chef Luca Pedata propone piatti della tradizione gastronomica italiana rielaborati in chiave moderna. Il menù degustazione da 4 portate (75 euro) è composto da Uovo o provola?; ravioli con genovese Napoletana; Wellington all’italiana e banana, arachidi e caramello.
Al Naviglio - via Ludovico il Moro 117, Milano - tel. 0282196615

In Centrale

Prima era un magazzino tessile, da qualche anno è diventato un ristorante ma anche un cocktail bar. Moebius ha un’anima post industriale, basta vedere la location (700 metri quadri di superficie per un’altezza di dodici metri) ma c’è spazio anche per un negozio di vinili e per la musica dal vico. Al centro della sala c’è una pedana sospesa, avvolta da pareti di vetro, che rende unico lo spazio. Lo chef è Enrico Croatti che sperimenta con tapas internazionali. Il menù degustazione “divertimento e sperimentazione” si declina in sei tapas incluso il dolce (90 euro). Calamaro e calamaretti, spaghetto alla cannocchie e ovuli, pescato fuori carta, crudo o alla brace. Per bere qualcosa, si può scegliere tra oltre 300 referenze di liquori e distillati. Non mancano serate mixology con bartender internazionali dietro al bancone.
Moebius - via Alfredo Cappellini 25, Milano - tel. 0236643680

Foto di copertina dalla pagina FB di Ceresio 7

  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

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