Montagna, lago e borghi medievali: dove andare (e mangiare) vicino a Roma

Pubblicato il 16 novembre 2020

Montagna, lago e borghi medievali: dove andare (e mangiare) vicino a Roma

Girare il mondo, almeno per adesso, è diventato una chimera. Il Covid-19 ha rallentato il mondo del turismo e le persone preferiscono "rifugiarsi" in luoghi all'aria aperta lontano dallo smog e dal traffico delle città. Roma, per fortuna, offre nei suoi dintorni un'ampia scelta di laghi, colline e cittadine medievali tutti da scoprire. La gita fuori porta è sempre la scelta giusta: rilassa la mente, stimola la curiosità e soprattutto allieta il palato. Perché il coronamento di una qualsiasi gita che si rispetti è un bel ristorantino con piatti tradizionali, gustosi e succulenti. C'è vita fuori dal Raccordo, eccome...

Ariccia, la perla dei Castelli Romani


Se c'è un luogo del cuore per i romani è Ariccia. Arroccata su una rupe in mezzo ai boschi, è uno dei paesi che ha conservato al meglio la sua natura urbanistica dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ariccia è la combinazione perfetta di arte, storia e natura. C'è il grandioso Ponte Monumentale (alto 59 metri), realizzato durante il pontificato di Pio IX. Poi c'è il Palazzo Chigi, ricco di dipinti e sculture neoclassiche e seicentesche. Da non perdere anche la Piazza di Corte, uno spazio arioso ed elegante progettato da Gian Lorenzo Bernini e il Parco Chigi: 28 ettari di pura bellezza in cui si possono trovare antichissimi esemplari di quercia. 
DOVE MANGIARE: Fra una visita e una passeggiata, il posto in cui sedersi a pranzo è La Selvotta. Un ristorante immerso in un bosco di castagni centenari dove la natura è protagonista. Raccontare il menù de La Selvotta significa raccontare la storia culinaria di una famiglia e di una regione intera: bruschette, antipasti misti di salumi e formaggi, bucatini all'amatriciana, bistecche alla braccia, porchetta, mozzarella di Bufala DOP...
Via Selvotta 43, tel.  06 9324521

A spasso nei dintorni di Santa Marinella 


Il litorale laziale regala emozioni forti e i romani non vedono l'ora che ci sia una bella giornata di sole per riempire le spiagge i ristoranti. Santa Marinella è una delle località balneari più amate per le sue spiagge, per le scogliere e anche per i numerosi siti di grande rilevanza storico-archeologica. Grazie alla storica stazione Santa Marinella, è la località di mare più comoda da raggiungere in treno da Roma: la stazione si trova a pochi passi dal mare e il regionale impiega soli 35 minuti per arrivare a Roma San Pietro. Da visitare c'è tanto: il Sito Archeologico di Pyrgi (contenente numerose lamine in etrusco), il Castello di Santa Severa (che domina la spiaggia e contiene sculture e ambienti unici), Il Museo Civico del Mare e della Navigazione Antica (che contiene vecchi macchinari, anfore e barche romane), la Villa Romana delle Grottacce e l'imponente Castello Odelscalchi, che si affaccia sul porticciolo turistico di Santa Marinella. 
DOVE MANGIARE: Al Km.58 della Via Aurelia sorge il ristorante Al 58, una incantevole palafitta sul mare nata negli anni Ottanta come panineria. Adesso è un ristorante rinomato che propone i piatti caserecci della tradizione marinara. I piatti forti sono i primi: spaghettoni ai frutti di mare, gnocchetti alle vongole veraci, ravioli di patata e broccoletti con ragù di polpo alla genovese. Il paradiso è qui. 
Via Aurelia km 58 n.700, tel. 0766 510600

Natura e tradizione sui Monti della Tolfa


Tolfa è un piccolo comune tra le colline dell'Etruria poco distante da Civitavecchia. Un paese caratteristico, dove la storia è padrona incontrastata e dove si mangia benissimo. Il centro del paesino è molto affascinante: vicoli, piazzette e panorami da immortalare con la fotocamera. Se il cielo è terso, in lontananza si vedono gli Appennini. Il must di Tolfa è l'antico Palazzo dei Priori, sovrastato dall'imponente Torre dell'Orologio. Camminando si arriva alla Rocca di Tolfa, la rocca medievale cheriuscì a difendere il popolo tolfetano dall'esercito napoleonico. Il Polo Culturale (che sorge in un ex convento dei padri agostiniani) è notevole e comprende: il Museo Archeologico, la Biblioteca e l'Archivio Storico "Giuseppe Cola". 
DOVE MANGIARE: A pochi chilometri da Tolfa, alla Contrada La Bianca, sorge lo storico ristorante a conduzione familiare Da Serafino. I piatti che si possono degustare qui sono quelli tipici della montagna: bruschettine, lumache al sugo, funghi, fagioli con cotica e salsiccia, fettuccine alla coda alla vaccinara, agnello e arrosticini. Le porzioni sono abbondanti e il rapporto-qualità prezzo è imbattibile. 
Via delle Mimose 13 Loc. La Bianca, tel. 0766 967606

I mille volti del Lago di Bracciano 


Fra i posti più affascinanti del Lazio c'è sicuramente il Lago di Bracciano, l'ottavo lago italiano per estensione e il terzo d'Italia dopo il Trasimeno e il Lago di Bolsena. Attorno al lago, si snoda una strada panoramica che consente di giungerei ai comuni più famosi: Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia. D'estate il Lago diventa una splendida piscina a cielo aperto con lidi attrezzati, porticcioli romantici e acque limpide. Nelle altre stagioni è un toccasana per chi vuole passeggiare e camminare nella natura. Il fiore all'occhiello è il Parco Naturale Regionale di Bracciano – Martignano, un territorio vulcanico di 16.682 ettari. L'appetito vien camminando e tra una passeggiata e l'altra, la sosta in un ristorante diventa un rito a cui non ci può sottrarre.
DOVE MANGIARE: Se c'è un locale che rappresenta al meglio queste diversità, quello è la Mucca Golosa di Anguillara Sabazia: un'osteria che si ispira alle diverse cucine regionali e che propone una carne alla griglia pazzesca. Il locale arredato in legno trasmette calore e familiarità, la vista sul Lago è da immortalare con foto a ripetizione. Se ti piace la carne, sei nel tuo regno: cotolette, costate, entrecote, tagliate, filetti, controfiletti, stinco, porchetta...
SP 11/b 57 Anguillara Sabazia, tel. 06 98268050

Un gioiello incastonato su una roccia: Civita di Bagnoregio 


Chissà quante volte abbiamo sentito nominare Civita di Bagnoregio, un borgo magico in provincia di Viterbo. Viene considerato uno dei borghi più belli d'Italia ed è famosa per essere stata chiamata "la città che muore" dall'intellettuale Bonaventura Tecchi. Questa metafora è stata coniata perché la cittadina si trova su uno sperone di roccia minacciato da frane e dall'erosione del terreno e per raggiungerlo bisogna attraversare un ponte lungo 200 metri. Il borgo è mozzafiato e ogni anno viene visitato da migliaia di turisti. L'accesso è monitorato costantemente per non danneggiare il fragile equilibrio delle antiche strutture. All'interno del borgo rimangono varie case medievali e la chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza principale e al cui interno è custodito il Crocefisso ligneo. 
DOVE MANGIARE: Civita di Bagnoregio non è solo un gioiello architettonico ma anche un luogo in cui mangiare bene. L'Osteria Al Forno da Agnese è l'espressione più alta di tradizione e propone solo piatti fatti in casa che derivano da antiche ricette come i sedanini con granella di nocciole e panna e gli umbricelli al tartufo. Il piatto forte di questo locale è il Pollo alla Civitonica, nella sua ricetta tradizionale, accompagnato da pane e patate al forno. 
Piazza Principale, Bagnoregio, tel. 340 125 9721

Sperlonga, il borgo dove il mare diventa poesia 


Se ti piacciono i borghi a strapiombo sul mare, c'è un paesino nel Lazio che ti rapirà il cuore. Stiamo parlando di Sperlonga, un luogo dove è difficile distinguere tra realtà e fantasia. Neanche la mente dei disegnatori più bravi sarebbe riuscita a partorire un luogo così intrigante e piacevole. Si sviluppa in pendenza ed è ricca di vicoli suggestivi, negozietti e bar che la rendono unica in tutte le stagioni dell'anno. Il mare è pazzesco (acqua limpida e cristallina) ma anch eil centro storico è ricco di fascino. C'è la Torre Truglia (visitabile solo su appuntamento), il Capovento (una torre sul mare che sorge su una scogliera mozzafiato), la Villa di Tiberio (che contiene reperti e monumenti dell'imperatore romano) e la Sorgente (c’è una spiaggia con una sorgente di acqua fresca e potabile sulla sabbia). 
DOVE MANGIARE: Pesce freschissimo, vista da favola e un'atmosfera da locale stellato. Il ristorante la Nave propone una cucina semplice, raffinata e tipicamente mediterranea. Il menù varia in funzione della spesa giornaliera e i piatti tipici della zona sono principalmente a base di pesce fresco locale. I piatti sono molto interessanti: ecco il tonnarello fresco con pachino locale e granseola dei fondali di ponza e la seppia locale con vellutata di piselli, pancetta croccante e prezzemolo. 
Via Salette, tel. 0771 548270

Il paradiso all'improvviso: Subiaco e Monte Livata


I territori montuosi nei dintorni di Roma regalano emozioni forti. A un'ora di distanza da Roma c'è Subiaco, un borgo medievale ai piedi del Monte Livata. Arrivando al paese, si è subito rapiti dal paesaggio: situato su uno sperone di roccia calcarea, Subiaco è un fulcro di attrazioni storico-artistiche e naturalistiche. I due pilastri della storia di Subiaco sono i due monasteri benedettini di Santa Scolastica e San Benedetto detto anche Sacro Speco. A due passi c'è il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini caratterizzato da ampi boschi di faggio, fiumi e montagne tra i 1600 e gli oltre 2000 metri. Poco fuori dal borgo di Subiaco bisogna visitare la Chiesa di San Francesco, impreziosita da  altari lignei e pregevoli pitture dei secoli XV e XVI.
DOVE MANGIARE: Il ristorante La Panarda a Subiaco è proprio quello che ci vuole dopo una visita al borgo e alle sue bellezze. Un locale genuino che ha fatto della sostenibilità e della valorizzazione dei prodotti del territorio la propria ragione di vita. Il ristorante è improntato alla ricerca contadina ed esalta i prodotti della terra. Dietro al ristorante c'è la famiglia Rapone, che porta avanti da più di 60 anni una norcineria da leccarsi i baffi...
Piazza Emilio Blenio 4, tel. 0774 84532 – 338 5221846

Una cascata mozzafiato in un parco naturale di 15 mila ettari


Il Parco Naturale Regionale di Veio è il quarto parco del Lazio per estensione e contiene il cosiddetto Agro Veientano. Nel Parco sono presenti nove comuni: Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Riano, Sacrofano ed il XV° Municipio del Comune di Roma. In questa zona ci sono bellezze che tolgono il fiato come la villa romana di Campetti (rovine archeologiche che si estendono per 10.000 metri quadrati), la Mola di Isola Farnese (mulino dei primi del Novecento con il suo Fosso della Mola) il Fosso Piordo (piccola cascata nei pressi del mulino), il vulcano di Sacrofano e la Cascata dell'Inferno (che chiude la forra formata da un piccolo fosso che fluisce nel fiume Crèmera).
DOVE MANGIARE: Fra una passeggiata e l'altra, la tappa in cui fermarsi a mangiare è Morlupo. La Trattoria da Giglietto è nata agli inizi degli anni Cinquanta ed è stata sempre fedele alla tradizione romana. La cucina è tipica: carbonara, matriciana, fettuccine fatte in casa al ragù, alla gricia, gnocchi il giovedì, abbacchio alla cacciatora e a scottadito. Poi polenta spuntature e salsiccia, fagioli con le cotiche, coratella con i carciofi e tanto altro...
Via Domenico Benedetti 5, tel. ​06 907 0097

Immagini interne prese dalla pagina Facebook di comuni e dei parchi citati 
Immagine di copertina: Pixabay

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scritto da:

Angelo Dino Surano

Giornalista, addetto stampa, web copywriter, social media manager e sognatore dal 1983. Una vita intera dedicata alla parola e alle sue innumerevoli sfaccettature.

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