Un menù che cambia ogni giorno: il mio pranzo terra e mare da Caffè in Cucina

Pubblicato il 6 aprile 2023

Un menù che cambia ogni giorno: il mio pranzo terra e mare da Caffè in Cucina

Esaudire il sogno di una vita concependo il locale dei propri sogni. Non è solo il banale gioco di parole del vostro amichevole food writer di quartiere, bensì, soprattutto, la bella realtà di Caffè in Cucina.

Un posto che, a due passi dall’Ippodromo di Sant’Artemio e da Villa Margherita, racconta la storia di Michele Mion e sua moglie Giorgia. Quella di un ristorante-wine bar creato dal nulla, e divenuto in pochi anni un assoluto punto di riferimento per tutti i trevigiani che amano mangiare bene e bere meglio.
 
Personalmente, da Caffè in Cucina mi concedo non di rado aperitivi rinforzati, cenette in compagnia e pranzi di lavoro. Ci sono tornato di recente, per “conoscere” il nuovo chef Alessio Trevisiol e le novità che, anche in questo 2023, il locale ha deciso di introdurre. Ma che dico: novità ce ne sono ogni giorno, poiché il menù lunch cambia, letteralmente, con cadenza quotidiana.

La terra

Nelle cucine più prelibate, oggigiorno regina tra gli antipasti di carne è la tartare, senza dubbio. Non può far certo eccezione una bomboniera del gusto come Caffè in Cucina, vi pare?


Approvvigionata presso una piccola azienda familiare del veronese, infatti, la scottona Limousine battuta al coltello tradisce subito la filosofia di casa: poco condimento sulla materia prima, se vanta una simile qualità (capito, cugini francesi?), servita con un corredo di preziose note gastronomiche: capperi, senape in grani, cipolla rossa, naturalmente pane tostato e infine il ketchup di barbabietola, emulsionato con aceto balsamico e miele, in grado di offrire al piatto sia cromaticità che dolci nuance.

Spetta al cliente decidere cosa usare e quanto, per mantecarsi la carne cruda e comporre la propria sinfonia. Da buon curiosone, io provo diversi pastrocchi, ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia: si scioglie sempre in bocca.


Per innaffiare ogni piatto, mi affido ai sommelier di sala (ben due): con la tartare ecco un Metodo Classico Pas Dosé di Bellaguardia, una bolla secca e sofisticata, quanto serve per sorreggere degnamente persino un  antipasto di carne cruda.

La tradizione

Il piatto più richiesto dai turisti stranieri nei ristoranti della Marca Trevigiana, sapete qual è? Ve lo dico io: la pasta e fagioli. A casa me la preparo divinamente: prediligo le mezze maniche o i maltagliati, ci metto dentro il cotechino e la mangio solo d’inverno, però.

I professionisti dell’ars culinaria, invece, sanno come declinare questo capolavoro della tradizione veneta in chiave strettamente territoriale, e soprattutto godibile 12 mesi l’anno.


Caffè in Cucina me lo dimostra con quello che è un ibrido tra la ricetta classica e la variante trevigiana “radici e fasioi”: ci sono i golosi borlotti di Lamon, c’è la freschezza del Tardivo IGP… E poi la sottolineatura creativa dello chef: generoso lardo di Patanegra a conferire sapidità a questo ghiotto primo piatto, che rivisitato in questa maniera mi piace assai. Inutile dire che questa pasta e fagioli va annaffiata con del rosso: nel mio caso, un calice di “Scatto” Corte Bravi, sincero e corposo Corvina in purezza.

Il mare

Concludo (seee, magari) il mio pranzo con una prelibatezza ittica: un trancio di salmone alla piastra con finocchio cotto sottovuoto e crema di carota allo zenzero e arancio. Detto così parrebbe quasi il tipico secondo piatto di mare “furbo”, che non può non piacere ma al tempo stesso neppure sorprendere… Niente affatto.


La cottura sottovuoto, tanto demonizzata dagli integralisti degli ol’ good times, consente infatti di mantenere intatta ogni caratteristica del finocchio: gusto, colore, consistenze, proprietà organolettiche. Al resto pensa l’emulsione di carota, zenzero e arancio, che sgrassa la bocca dopo ogni morso al salmone.

A cambiarmi il gusto interviene invece un buon bianco d’oltralpe, il “Gentil” di Famille Hugel: un vino giovane, vivace ed energico, che rivela un intenso scintillio cristallino, illuminato da toni più chiari verde foglia e giallo paglierino. Per chi ama i vini alsaziani, un piccolo spettacolo nello spettacolo…

Il dessert

La voglia di novità ed esperimenti finisce qui. Sussisterebbe una ferrea intenzione di resistere al dessert, ché la prova costume è ormai incombente; ma s’infrange misera contro l’invito a provare il tiramisù fatto in casa. Parlo del vero Tiramisù di Treviso, preparato secondo la ricetta autentica, il dolce italiano più amato nel mondo. Quale miglior conclusione, del resto, in un ristorante che si chiama Caffè in Cucina?


Caffè in Cucina
Indirizzo: Viale G. G. Felissent, 41 - Villorba (TV)
Telefono: 0422262525
 

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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