Questi sono i giapponesi autentici di Roma

Pubblicato il 9 ottobre 2023

Questi sono i giapponesi autentici di Roma

A Roma non c’è solo la carbonara, la trippa o la cacio e pepe. La Capitale offre ormai cucina da tutto il mondo, e ormai ad ogni angolo i  sushi all you can eat e i ristoranti cino-giapponesi fioccano, tanto che in alcuni quartieri hanno quasi soppiantato le più classiche trattorie romane. Io, che amo il sushi e vengo spesso assalita da incontrollabili voglie di ramen, ho imparato dunque a orientarmi nella Capitale, in un’offerta di cucina giapponese spesso vasta ma altalenante, tra punte di eccellenza e ristoranti che offrono pessime imitazioni della squisita gastronomia dell’arcipelago. Della cucina giapponese non si può non amare il rigore, l’equilibrio e la capacità unica di esaltare, con pochi gesti, la freschezza unica di eccellenti materie prime, trattate da mani sapienti. Ma queste cose si ritrovano in pochi ristoranti nipponici a Roma: pochi eroici porti sicuri in cui è un piacere ritrovarsi per solleticare il palato e appagare il desiderio anche solo per un attimo di viaggiare verso Oriente.
Ecco perché ho selezionato 10 ristoranti giapponesi autentici a Roma, che sanno ricreare l’ originale cucina tradizionale giapponese, rifuggendo qualsiasi facile seduzione fusion, ma piuttosto preferendo raccontare le vere atmosfere e le suggestioni di questa cultura gastronomica millenaria, regalando così anche all’ ombra del Colosseo, un’esperienza verace e autentica del Giappone

Tokio "old but gold" a Piazza San Silvestro

Dal 1974 a Roma dici ristorante giapponese e dici Hamasei il primo e più storico di tutta la città, nato come  filiale del ristorante di Tokyo, Asakusa, Kappou Hamasei. Elegante ed essenziale, recentemente rinnovato Hamasei offre 140 coperti al tavolo, qualche posto al bancone, una saletta privata con il tatami e una sala in stile tradizionale a due passi da Piazza San Silvestro e Fontana di Trevi. Qui si gustano i sapori autentici della cucina di Tokio, senza alcuna trasgressione fusion ma solo 100% tradizione nipponica. Le materie prime sono eccellenti e freschissime in primis il pesce. In carta si possono trovare sashimi e nighiri ma anche makimono, futomaki con pesce e uovo fritto, erba cipollina e zucca. La chicca è anche trovare sia la cucina Kaiseki sia piatti tipici poco diffusi come lo shabu shabu, un piatto tipico di Osaka, in cui direttamente al tavolo i commensali cuociono fettine di carne wagyu, verdure e tofu tuffandole in un grande pentolone di brodo dashi, la carne poi si gusta con diverse salse. Ma hanno anche il sukyaki  a base di carne, di solito manzo wagyu a fette sottili, cotto lentamente, insieme a verdure e altri ingredienti, in una pentola poco profonda, in una miscela di salsa di soia, zucchero e mirin. Quando la carne è cotta la immergi in una piccola ciotola contenente uova sbattute e godi! A pranzo Hamasei, oltre il menu classico offre quattro menu “bento “fissi a 15 euro, che come da consuetudine in Giappone includono la portata principale ovvero una ciotola di riso bianco con una proteina, come salmone o pollo teriyaki, qualche verdura in salamoia (tsukemono), una miso soup, un altro contorno e un frutto. La sera l’atmosfera e il servizio si fanno più sofisticati ma salgono anche i prezzi
Via della Mercede, 35/36. Tel. 066792134

Dal samurai a Monti


Nello storico rione Monti, al centro di Roma, sulla pittoresca via dei Serpenti a due passi dal Colosseo, si trova il ristorante Hasekura al civico 27. Il locale viene fondato nel 1993 da Kimiji Ito e Franca Palma e prende il nome da Hasekura Tsunenaga, samurai giapponese, che nel 1615 dopo essere sbarcato a Civitavecchia, riuscì ad andare ad udienza presso il Papa, per ottenere un accordo commerciale. Oggi Franca insieme a suo figlio Jun mandano avanti questo piccolo ristorante da 40 coperti, che offre solo cucina giapponese tradizionale. Se vieni qui scordati i piatti fusion, accantona gli all you can eat, e abbraccia una proposta “veramente giapponese” basata su una idea di semplicità e rigore che permea tutto il locale, dalla mise en place essenziale ma curata agli arredi per giungere infine ai piatti . Qua solo pesce freschissimo dal Lazio o dalla Sardegna, e piatti tipici preparati con cura e rispetto. Il sushi, il chirashi, la Tempura e le tartare sono tra le specialità da provare. Ma saranno soprattutto il sukyaki con manzo e funghi e la soba i piatti per cui tornerai qui più e più volte. Da bere birre artigianali giapponesi, vini, sakè serviti sia caldi che freddi.
Via dei Serpenti, 27. Tel. 06483648

Piatti casalinghi e grande sushi a Campo de' Fiori


A due passi da Campo de’Fiori c’è una piccola grande izakaya dove al fianco di sushi e sahimi di qualità puoi gustare i veri sapori della cucina casalinga tradizionale giapponese si tratta di Shiroya citato nella guida Michelin tra i migliori giapponesi del centro capitolino e meta di buongustai romani e giapponesi. Nonostante la proprietà sia cinese il locale è giapponesissimo: è Sabrina Bai innamorata del Giappone ha deciso di dare vita a Roma un ristorante veramente autentico, solo dopo averne studiato la lingua e la cultura a fondo con molti viaggi sul campo. E allora da Shiroya trovi solo sushimen e chef giapponesi che cucinano ricette originali giapponesi basate sui princìpi della cultura dell’isola di Cipango(come Marco Polo chiamava il Sol levante),nel totale rispetto dei tempi, dell’equilibrio e dei sapori popolari. Ad esempio trovi  Katsu curry, ovvero il riso con verdure al curry ricoperto di cotoletta di lonza di maiale,  il tamagoyaki (rotolini di omelette giapponese),il chasyu (arrosto di maiale con la pancetta arrotolata prima bollita, poi brasata e infine cotta con la salsa di soia), il katsudon di maiale o il chicken katsu di pollo con cipolline e salsa katsu, o l’ introvabile chawanmushi un gustoso budino salato a base di uovo preparato con acqua, funghi e cotto al vapore. Non può mancare il ramen in varie declinazioni e in carta ci sono ovviamente anche vari nigiri, uramaki, hosomaki e  un sashimi spaziale con salmone, tonno, sgombro, polipo e ventresca di tonno. In abbinamento tè, sake, birre giapponesi, umeshu, shochu e una selezione di wisky giapponesi per il bicchiere della staffa.
Via Dei Baullari, 147a, Tel. 0664760753

Ramen autentici nella palestra di judo sulla Prenestina


In zona Prenestina all’ interno di un circolo culturale che ospita anche una palestra c’è Waraku, una trattoria nipponica dove potrai assaggiare il tipico piatto giapponese dei cartoni animati: il Ramen! Qui Maurizio e la moglie Miwako preparano il ramen, la zuppa di noodles con vari ingredienti, in tante versioni deliziose. Puoi scegliere tra il classico Shoyu Ramen con soia, uovo, maiale, mais e cipollina, o il Miso Ramen con soia fermentata. Se ti piace il piccante, prova il Karai Miso o il Tantanemen, ramen con zuppa a base di burro di arachidi, peperoncino, sesamo e salsa tobanjang, arricchito da carne macinata piccante, uovo, mais e cipollina. Puoi anche decidere il livello di piccantezza che preferisci, da 1 a 4. La cucina propone anche Soba, sia calda che fredda, svariati tipi di Udon, piatti di accompagnamento come Gyoza fatti a mano, Buta no Kakuni, Agedashidofu, Tori no Karaage e, solo a pranzo takoyaki fatti in casa. A queste proposte tradizionali, per lo più disponibili tutto l’anno si aggiungono alcune specialità stagionali: in autunno e in inverno, per esempio puoi trovare il Curry Rice giapponese, mentre in primavera e in estate spaghetti freddi come lo Hiyashi Chuka.Il mio favorito? l'okonomiyaki, un pancake di mais con carne e verza, condito con salsa dolce, maionese, alghe e Katsuobushi. Per finire in dolcezza, assaggia i dessert al tè verde, come la cheesecake, il tiramisù e i mochi di pasta di riso. Da bere scegli i te’:  l’offerta va dal verde speziato al blend di tè verde “Sencha” e Uji Maccha servito freddo, fino al tè con Ginseng rosso.
Via Prenestina 321, Tel. 0621702358

La cucina popolare del Kansai a Porta Pia


Se sei un appassionato del Giappone e vuoi vivere un'esperienza autentica mangiando ramen indossando un vero kimono, non puoi perderti il nuovissimo Hiromi-La Maison, il nuovo locale nipponico all day long in Via Reggio Emilia, 24, vicino a Porta Pia a Roma. Non solo un ristorante ma uno spazio esperienziale in cui immergersi a 360° nella cultura giapponese: è questo l’obiettivo della fondatrice Okazaki Machiko insieme alle socie Valeria Alves De Souza e Tingting Wu. Qui troverai un angolo di cultura asiatica, dove potrai fare corsi di lingua e calligrafia giapponese, lezioni di pasticceria tradizionale, partecipare alle cerimonie del the sul tatami,e  assaporare specialità gastronomiche della regione del Kansai o mangiare uno squisito sushi. Ai fornelli troverai lo chef Aiuchi Takehiko, che ogni mattina prepara il dashi (di cui è molto fiero), il tipico brodo giapponese alla base di molti piatti tipici. Stratosferici i loro antipasti dal Sake Sekai, un’insalatina di verza e salmone, ai Gyoza, agli Huramaki con i gamberi, passando per il Goma ae con alghe e semi sesamo. Da non perdere il loro eccellente Ramen (disponibile in 5 varianti). Inoltre potrai sorseggiare fantastici cocktail a base di whiskey e distillati nipponici mentre contempli il loro Giardino Zen creato dall'artista Akiyama Nobushige. Hiromi-La Maison è anche sakebar con la più completa esposizione di sake d’ Italia e una pasticceria di alta qualità, dove la Pastry Chef giapponese MitsukoTakei prepara i suoi dolci home made, con cui oltre a deliziare gli ospiti di questo locale rifornisce oltre 250 ristoranti giapponesi e catering. Tra le sue creazioni, c'è anche la monoporzione dedicata a Sonic, il famoso personaggio dei videogiochi.
Via Reggio Emilia, 24, Tel. 0688936084

L'izakya doc dell'Infernetto


Cosa mi diresti se ti dicessi che in zona infernetto c’è un posto dove si respira l’aria vera del Fujiama? Qui c’è Mikachan una piccola izakaya, una sorta di osteria giapponese aperta da Micaela Giambanco e suo marito, un’appassionatissima cultrice del Giappone, italiana ma che ha vissuto lungamente nella terra del sol levante di cui conosce bene cucina, ma anche lingua e storia. Per venire qui c’è una lista d’attesa di sei mesi, infatti i coperti (24) sono pochissimi e occorre prenotare e attendere, ma ne vale la pena. Il locale è piccolo e accogliente, cucina a vista e un piccolo bancone: tutto in legno chiaro, intorno oggettini kawai e orpelli tradizionali provenienti dal Giappone, quadri di elegante fattura e in generale un'atmosfera da vera trattoria nipponica. L'accoglienza è fantastica, la proprietaria e cuoca ti assiste e orienta con pazienza tra gli innumerevoli piatti della tradizione. Tutte le ricette sono realizzate con una grande attenzione al dettaglio, e un rispetto assoluto dei sapori autentici che rende unico questo luogo. Consiglio di assaggiare: il ramen equilibrato come pochi, il katsucurry da capogiro, il sushi delicato e freschissimo, il SakeDon , una ciotola di riso con salmone in salsa teriyaki, la Yakisoba ovvero la pasta di grano duro saltata con verdure e pancetta o gamberi, per non parlare dei mochi un sogno! E da settembre il mercoledì sera per sei fortunati al bancone ci sarà solo cucina kaiseki, l’espressione più alta della gastronomia giapponese. E con formula omakase cioè con un menù a degustazione con portate a sorpresa scelte dallo chef. Da bere Birra, sake e alcolici giapponesi.
Via Torcegno, 39. Tel 3381737246

Fine dining giapponese nel quartiere Ludovisi


Si varca la soglia e in un battito di ciglia ci si ritrova in Giappone, in un ambiente raffinato con note orientali in sottofondo. Siamo da Kohaku il primo ristorante giapponese di Roma specializzato in cucina Kaiseki, una cucina tradizionale che accompagnava la cerimonia del tè e che è fondata sulla stagionalità e sul rispetto delle materie prime in purezza che danno vita a piatti senza fronzoli dove ci si concentra sull’ esperienza gustativa nella sua essenza. Ogni piatto nella tradizione kaiseki ha un suo significato simbolico e ben augurante. Qui ci sono due menu degustazione e alcune proposte per il pranzo. La prima il Kohaku Sushi Kaiseki(180 a persona) si svolge al bancone, ed è incentrata prevalentemente al sushi preparato sotto i tuoi occhi e servito direttamente dallo chef Kazuaki Kawane che propone 12 piatti che cambiano spesso, in un ordine che alterna gusti, temperature e consistenze. La seconda è il Kohaku Kaiseki(120 euro a persona,), un menu degustazione di nove portate con piatti caldi tipici della tradizione giapponese: bolliti, al vapore, alla griglia o fritti. Gli ingredienti sono di stagione e del territorio o dal Giappone quando possibili come il riso delle terrazze di Nigata. In abbinamento il sake scelto da Sabrina Bai, proprietaria e sommelier. Tra i piatti irrinunciabili: l’anatra cotta al forno e avvolta in foglie di houba, la magnolia giapponese a foglie grandi. Intrigante e più accessibile la proposta light lunch menu a mezzogiorno con ramen o un vassoio teshoku pieno di piccole pietanze a base di riso, carne, tofu, verdure e preparazioni che variano con la stagione.
Via Marche, 66. Tel. 0645665202

Il regno del ramen a fontana di Trevi...ma pure a Termini e Ostiense


Se vuoi assaggiare l’autentico “Iekei Ramen” la tipica zuppa di noodles fatti in casa e brodo ricca di ingredienti freschi e saporiti che fa impazzire tutti i personaggi nei cartoni animati made in Japan, da Ramen Bar Akira devi andare. Questo tipo di ramen è nato a Yokohama nel 1974 e fu creato dalla famiglia Yoshimura (吉村家), divenendo il più famoso. Questa deliziosa zuppa è composta da “Tonkotsu soup”, un brodo di ossa di maiale che cuoce 10 h, e “Futomen” una variante di spaghetti spessi fatti in casa con una speciale farina. Ed è proprio così che Akira Yoshida, giapponese doc ed eclettico proprietario di questo Ramen bar ama prepararla. Potrai scegliere tra diverse varianti di brodo, di carne o pesce, con soia o miso, e aggiungere le guarnizioni che preferisci, come carne di maiale marinata, alghe nori, uova e verdure. Il Ramen Bar Akira ti propone anche una versione fredda del Ramen, ideale per i mesi estivi, e tanti altri piatti tipici giapponesi, come gyoza, onigiri, takoyaki e wakame. Il tutto accompagnato da birre, sakè e bevande frizzanti. Il Ramen Bar Akira è un locale moderno e accogliente, che strizza l’occhio alla cultura pop giapponese con oggettini kawai e fumetti qua e là, con una cucina a vista e un dehors che può ospitare fino a 35 coperti. Inoltre di quando in quando qua si può partecipare a diversi eventi tematici  volti a promuovere e diffondere la cultura giapponese in vari campi dalle arti marziali, ai kimono fino al teatro kabuki e tanto altro. Presente  con diversi ristoranti in giro per la capitale è sempre una certezza.
Via Ostiense 73F. Tel. 0689133841
Via Arcione 71 (Fontana di Trevi), Tel. 0664014602
Mercato Centrale (Stazione Termini) 

Kaiseki chic a Ostiense


In una viuzza un po' nascosta del quartiere Ostiense c’è uno storico indirizzo di cucina giapponese che da 18 anni ammalia romani e non coi suoi profumi d’ oriente: è Sushisen ristorante di cucina giapponese di alto livello entrato nella Michelin nel 2022. Qui lo chef Eiji Yamamoto originario di Hokkaido e la sua brigata interamente giapponese vi aspettano con i loro piatti autentici preparati secondo la filosofia della cucina kaiseki, la declinazione più raffinata della cucina del sol levante. Qui si possono gustare pietanze tradizionali e innovative, preparate con i migliori ingredienti freschi e di stagione. Alghe, yuzu, soya, miso, spezie, aromi e molti altri condimenti vengono reperiti instancabilmente in Giappone, dal proprietario Giuliano Kunhiro. L’ambiente recentemente rinnovato  è accogliente e raffinato, in stile zen, progettato da architetti nipponici. Si può scegliere tra due sale: una con tavoli (prenotabili) e una con kaitenzushi, il nastro trasportatore dove passano su tanti piattini colorati le delizie dello chef. Tra le specialità ci sono i menu Omakase, che significano "affidati a me", con portate esclusive. Si può ordinare anche sashimi, sushi e uramaki vari, oltre a carne e dolci a base di the matcha, yuzu e altri ingredienti tipici. Da provare i tanti sakè, alcuni anche rari, e gli Shochu, i distillati giapponesi, come lo Shiso Shochu fatto con le foglie di Shiso.
Via Giuseppe Giulietti, 21A. Tel. 065756945

"In famiglia" a Mezzocammino


Nella zona di Mezzocamino non lontano dal raccordo e l’Eur, c’è  Nomisan un piccolo ristorante autenticamente nipponico dove si onora la migliore tradizione della cucina giapponese con piatti che nascono dall tipiche ricette che puoi assaporare nelle case e nelle cucine più veraci del Giappone, frutto di una sapienza antica e del lavoro di abili pescatori. Nato da una storia d’amore, quella tra la giapponese Chikako e suo marito, l’italiano Massimo, è un accogliente ristorante a conduzione familiare, dove lavorano anche le due figlie della coppia. Nomisan ha una proposta ampia e variegata, arricchita quotidianamente da piatti fuori menù che dipendono dal pescato del giorno. Il pesce viene comprato fresco ogni giorno al mercato di Fiumicino e questo si traduce in una qualità superiore e in un sapore eccezionale. Molte anche le ricette di famiglia come la salsa segreta della nonna o il Pesce alla Nomisan. Da non mancare il loro Gran Crudo, veramente fantastico che cambia spesso volto per adattarsi a ciò che il mare offre. La carta spazia dal sushi ai crudi di pesce, con persino capesante e ricci di mare freschi quando è periodo, ma troverai anche tempura, diversi tipi di soba e donburi. Ramen, bao e gyoza  ti manderanno in estasi. Infine potrai gustare anche alcune pietanze rare come gli Occhiverdi, un pesce autunnale che si può mangiare solo in questa stagione. Non proprio alla portata di tutte le tasche ma con prezzi commisurati alla qualità dell’offerta. Selezione ampia e variegata di distillati giapponesi.
​Viale Gianluigi Bonelli, 237. Tel. 3428036080

Foto copertina di Hiromi-La Maison

 

  • RISTORANTI E CIBI ETNICI

scritto da:

Valentina Franci

Giornalista freelance, romana e sommellier Fis, scrivo da anni su varie testate enogastronomiche online, tra cui Mangia&Bevi. Ho iniziato occupandomi di cultura, spettacoli, viaggi. Folgorata dalla cucina gourmet, sono un'edonista che esplora il mondo in punta di forchetta e ve lo racconta.

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