Il Zogo de l’Oca trasforma Mirano in una festa di paese d’altri tempi
Pubblicato il 16 ottobre 2026
Il 7 e 8 novembre Mirano torna a ospitare la Fiera de l’Oca e la ventottesima edizione dello Zogo de l’Oca in Piazza, una manifestazione che prende spunto da una tradizione legata a San Martino. Al centro c’è un gioco dell’oca vivente, ma attorno si sviluppa una ricostruzione storica che coinvolge l’intero centro cittadino.
La partecipazione è diretta. La tavola del gioco, adattata benissimo all’ovale della piazza, viene riprodotta con 63 caselle disposte nello spazio urbano. Sei squadre, in rappresentanza di Mirano e delle sue frazioni, avanzano a colpi di dado affrontando prove fisiche e di abilità. Capitani, alfieri e concorrenti si muovono sotto gli occhi del pubblico, che segue la gara a pochi metri dalle pedine umane e contribuisce all’atmosfera con il tifo.
Per due giorni il centro storico torna idealmente ai primi anni del Novecento. Compaiono insegne d’epoca, stendardi, artisti di strada, bande musicali, burattini, saltimbanchi, antichi mestieri e figuranti in costume, in una festa paesana ricostruita nei dettagli.
L’offerta gastronomica ruota interamente attorno all’oca, protagonista della manifestazione. Nei banchi della fiera si trovano prodotti provenienti da territori legati a questa tradizione, come Mortara e Palmanova. All’Osteria de l’Oca si servono affettati, panini con salsiccia d’oca e risotto con salsiccia d’oca. Al Bacareto de l’Oca trovano spazio musetto d’oca con polenta, panini con prosciutto cotto d’oca e ravioli ripieni di oca. C’è anche l’Osteria del Fritto, con mozzarella in carrozza farcita al prosciutto cotto d’oca.
Ciò che rende particolare lo Zogo de l’Oca è il legame con la storia locale. Il gioco, la fiera e la cucina nascono dalla stessa tradizione contadina legata a San Martino e continuano a essere raccontati attraverso una formula che coinvolge tutta la città.
Per programma completoe info aggiuntive vedi il sito della Proloco.