"Magnamo 'na cosetta": alla scoperta delle piccole osterie di Roma Sud

Pubblicato il 28 maggio 2023

"Magnamo 'na cosetta": alla scoperta delle piccole osterie di Roma Sud

Hai presente quando ti dicono: "Non comprendi il valore di una cosa fino a quando l'hai persa?". Bene, in giorni di ferrea dieta - quest'anno alla prova costume volevo prendere perlomeno la sufficienza - ho riscoperto la bellezza del cibo. Ok, hai ragione, una golosa come me non ne aveva bisogno. Bada bene, però, non mi riferisco al cibo nella sua definizione più semplice, quanto nel piacere di andare a cena con gli amici e provare quel piatto che sognavi da una vita. Oppure, di fare una passeggiata per Roma e fermarti in quel piccolo forno di quartiere da cui esce un inebriante profumo di pizza. Insomma, oltre al cibo c'è molto di più. E in giorni in cui pesi anche l'aria che respiri, inevitabilmente perdi qualcosa (oltre a qualche chilo, il Cielo volesse). Persa nei miei pensieri, mi sono immaginata - che in questi casi il potere dell'immaginazione è fondamentale - un romanticissimo pranzo di famiglia in una tipica trattoria romana. Ho pensato a tutto, dall'antipasto al dolce da scegliere. Poi mi sono svegliata e avevo petto di tacchino ad attendermi. Ma questa è un'altra storia. Quel che ci interessa è che, sull'onda del cibo come atto d'amore, mi sono buttata in un viaggio (mentale, sigh) nella romanità più profonda, optando per la parte Sud della città. E niente, questo è il risultato.

A Testaccio il re della carbonara 

La storia di Flavio al Velavevodetto nasce con Flavio De Maio, romano della Garbatella, oste della porta accanto. Per anni informatico, poi l'illuminazione sulla via dell'arte culinaria. Due sale interne, una saletta, cortile esterno utilizzabile anche in inverno, terrazza estiva per un totale di oltre 200 posti a sedere nella splendida (e passionale, oserei dire) cornice di Testaccio. Tra i loro cavalli di battaglia c'è la carbonara, al punto che il fondatore ne viene considerato un po' "il re". I profumi sono quelli che arrivano da lontano, da quel sugo che le mamme e le nonne preparavano la domenica mattina. La "lezione" non è mai stata dimenticata, anzi tramandata. Non solo carbonara: amatriciana, carciofo alla giudia, cacio e pepe, trippa, cicoria ripassata e chi più ne vuole, prepari lo stomaco e vediamo "come va a finì".
Flavio al Velavevodetto. Via di Monte Testaccio, 97 - Roma. Tel. 065744194

A San Giovanni semplicità fa rima con eleganza

Da Schietto Cucina Alla Mano, osteria situata nel cuore di San Giovanni, si punta forte su tradizione, stagionalità e l'indubbia qualità delle materie prime utilizzata. Perché la semplicità può far rima con eleganza. E la conferma arriva dal menù, che spazia dai classici della tradizione romana a proposte più mediterranee. Da Schietto è fortissimo il concetto del "si mangia quel che c'è", ma gustato al meglio, preparato con la cura e l'amore di chi annovera il cibo tra le ricchezze del mondo. Non aspettarti 15 pagine di menù tra cui scegliere, qui la carta è "sostenibile": pochi piatti, tanto spazio alle proposte del giorno ma tenendo ben a mente le esigenze di tutti. La location non è da meno: la sala è arredata con gusto, semplicità ed eleganza. La cucina è la vera "chicca", rigorosamente a vista, "dominata" dalla lavagna su cui lo chef scrive ogni giorno i piatti disponibili. Fresco e piacevole anche il dehors. Dimmi, cosa vuoi di più?
Schietto Cucina alla Mano. Via Vercelli, 6 - Roma. Tel. 3517600079

A Colli Albani la cucina romana è un atto d'amore

All'Osteria del Velodromo Vecchio, situata in zona Colli Albani, l'autentica cucina romana è punto (d'amore) di partenza, che si declina ogni giorno in proposte gastronomiche al passo con la stagionalità dei prodotti. Tra i piatti con cui conquistano quotidianamente i propri clienti c'è sicuramente la carbonara, ma anche la cacio e pepe, la pasta e broccoli in brodo d'arzilla, la coda alla vaccinara, la trippa, le puntarelle, carciofi alla romana e potrei andare avanti fino a dopodomani (ma non potrei più contenere l'acquolina). Al Vecchio Velodromo, oltre a quel del buon cibo preparato con maestria, si riscopre anche il piacere del calice di vino in tavola: lo staff propone una quantità indefinita di etichette regionali ed eccellenze nazionali. "Magnamo, bevemo, stamo insieme e ciao core".
Osteria del Velodromo Vecchio. Via Genzano, 139 - Roma. Tel. 067886793

Al Quadraro un viaggio tra le ricette di famiglia

Poco distante, nel cuore del Quadraro Vecchio, quartiere storico e popolare di Roma, sorge l'Osteria Grandma. "Osteria nonna" se volessimo tradurre, e in effetti mangiando le loro prelibatezze si torna un po' indietro nel tempo. Si tratta di una sorta di viaggio "nostalgico" tra i ricettari di famiglia. I sapori e gli odori sono frutto della riscoperta di tradizioni familiari: ricette tramandate, che hanno interagito nel tempo anche in modo imprevedibili, dando luogo a mescolanze di cibi e combinazioni culinarie. Il menù è ben assortito, così come la carta di vini composta con cura e dolci abbinati alla stagione. Potrei dire qualunque cosa, ma in casi come questi la carta parla da sé. E allora, voglio farti solamente una raccomandazione. Assaggia la picchiapò di bollito di manzo ripassato in padella con pomodoro e olive e non t'accadrà nulla di brutto. E questa è una minaccia.
Osteria Grandma. Via dei Corneli, 25 - Roma. Tel. 3756115695

A Monteverde si tramanda la tradizione

L'Osteria Palmira, nel cuore di Monteverde Vecchio, nasce dalla passione per la cucina di un fratello e di una sorella, Claudio e Assunta. I due, cresciuti nell'osteria di famiglia nel Rione Monti di Roma, hanno avuto da sempre come obiettivo quello di ricreare quell'atmosfera di famiglia e familiarità tramite una proposta che si basa tutta sui sapori della cucina romana e laziale. Originari di Amatrice, il locale è stato dedicato alla nonna Palmira in uno splendido prosieguo della tradizione, di generazione in generazione. Con la stessa passione dei propri genitori, Claudio e Assunta s'impegnano in una continua e attenta ricerca e selezione di piccoli produttori in gran parte biologici. Spaghetti all'amatriciana, vitella alla fornara, carbonara e pajata: il viaggio gastronomico è una riuscitissima continua rievocazione dei sapori di un tempo, più autentici e genuini che mai.
Osteria Palmira. Via Abate Ugone, 29 - Roma. Tel. 0658204298

A Subaugusta si riscopre la bellezza della cucina popolare

Sellero e Ventresca - con due sedi, una in zona Appia, l'altra a Subaugusta, a un passo da Cinecittà - è una hosteria romana. Qui si ritrovano i sapori della cucina tradizionale romana con i suoi piatti "poveri", abbondanti e saporitissimi. Trippa, coratella, coda alla vaccinara, ma anche carciofi alla giudia, cacio e pepe, carbonara e pollo alla cacciatora: il loro menù è una vera riscoperta della bellezza (e della golosità) della cucina popolare. Quella che iniziavi a mangiare con l'olfatto appena varcavi la soglia di casa della nonna e che continuavi ad assaporare una volta seduto a tavola. Io sinceramente non so quale sia il loro segreto. Ma in questa hosteria - che già il nome sa di romanità - mi sono sentita a casa. E tanto basta per essere felice, no?
Sellero & Ventresca. Via Quinto Publicio, 7 - Roma. Tel. 0671543000
Sellero & Ventresca Due. Via Lidia, 40 - Roma. Tel. 0645470443

A San Paolo tra storia e sapori

Nei piatti le nostre origini, nelle mura il passato di Roma: Saulo, nel quartiere di San Paolo, è un luogo dove storia e sapori s'intrecciano in un legame indissolubile fatto di memoria, profumi e radici. Molto più di una trattoria, e lo conferma anche una location in cui niente è lasciato al caso. Qui si assaggia una cucina in grado di raccontare la nostra storia, chi siamo e da dove veniamo, con un giusto sguardo al futuro. Grazie alla fruttuosa collaborazione con un rinomato pastificio, i primi piatti sono i loro maggiori cavalli di battaglia. In particolare, sono consigliatissimi i Ravioli di Saulo (ravioli di burrata, gamberi e la loro salsa). Se invece vuoi saltare la pasta e andare diretta al secondo, beh, non posso non citarti il "A bocca piena": guancia di vitello brasata con verza e crema di patate. Una vera meraviglia per il palato che non, e se dico non, credimi, puoi ignorare.
Saulo. Via Ostiense, 251 - Roma. Tel. 065750461

A Torpignattara il presidio della cucina romanesca

L'Osteria Bonelli a Torpignattara è un vero e proprio presidio di cucina romanesca. Il menù del giorno è scritto sulla lavagna. Niente carta e niente prezzi, dovete fidarvi sulla parola e, magari, farvi consigliare. Si va dagli antipasti di salumi e formaggi al fritto di alette di pollo o di alici per cominciare. Poi si passa ai primi: ravioli di burrata con pomodori pachino e guanciale, fusilli cacio e pepe, fettuccine al ragù di cinghiali. I secondi, invece, sono un vero e proprio trionfo della carne: si va dalle salsicce di cavallo agli involtini di polpette al sugo, dai saltimbocca alla romana fino allo stinco di maiale con patate. In una "girandola" golosa e caciarona di una Roma che quasi non c'è più, diventano "foodporn" anche le verdure: cicoria ripassata magistralmente e zucchine ripiene al sugo. Da bis, tris e quaterna.
Osteria Bonelli. Via dell’Acquedotto Alessandrino, 172/174 - Roma. Tel. 3298633077

A Garbatella l'autentica trattoria di quartiere

Questo splendido tour lo voglio concludere all'Osteria Dar Moschino, nella parte alta di Garbatella. Doghe di legno a metà parete, tovaglie di carta e cestini di pane in acciaio, proprio come negli anni '70. Il segreto è che non c'è finzione o folklore, quasi a ricordare che non serve la foto di Alberto Sordi o peperoncini finti alle pareti per far capire che si è in un'autentica trattoria di quartiere. In cucina sembra che le cose non siano poi cambiate così tanto: autenticità e genuinità sono più presenti che mai. Ecco allora ciò che ci si aspetta, ciò che si vuole mangiare in un luogo che "sprizza" romanità da tutti i pori: grigia, amatriciana, carbonara, trippa, spezzatino con i piselli e il coniglio alla cacciatora. Le loro patata al forno sono succose e saporite, mentre la melanzana ripiena alla vitella è ciò a cui faccio proprio fatica a dir di no. E infatti "per me due porzioni".
Dar Moschino. Piazza Benedetto Brin, 5 - Roma. Tel. 065139473


Foto copertina dalla pagina FB di Osteria Grandma

  • VITA DI QUARTIERE
  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Elena Bravetti

Nata nel '95. Giornalista per passione, sognatrice a tempo pieno. Appassionata e determinata, amo conoscere e raccontare. Romantica da fare schifo, le dediche più tenere continuo a riservarle allo spritz e alla pizza, indiscutibilmente le mie debolezze".

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