Gemavvì, intervista a Giulio Paparella

Pubblicato il: 14 agosto 2020

Gemavvì, intervista a Giulio Paparella

Non semplici panini da imbottire, ma vere e proprie degustazioni di salumi e formaggi al coltello, sottoli e passione per il proprio lavoro, oltre, che per la propria famiglia. Abbiamo intervista Giulio Paparella, proprietario di Gemavvì, dove è possibile degustare panini gourmet, taglieri di salumi e formaggi, latticini locali e carpacci di carne, accompagnati da un buon boccale di birra spillata o da un calice di vino rosso corposo.

Come nasce l'idea di aprire Gemavvì?


L’idea di aprire Gemavvì nasce quasi da una necessità, dalla voglia di mettermi in proprio. Dopo aver avuto un’esperienza lavorativa ventennale di ristorazione, ho avuto il desiderio di aprire qualcosa che fosse mio, che facesse trasparire la mia esperienza, la mia personalità e la mia passione nei confronti di questa professione. Ho pensato, quindi, di aprire Gemavvì, un’attività easy con dei canoni imprescindibili: un servizio eccellente pur mangiando “panini”.
Il successo è sopraggiunto dopo circa un anno, nonostante la fatica iniziale nell’imporci sul mercato. Se dovessi prestare fede alle recensioni, le caratteristiche di Gemavvì che ci hanno portato al successo, sono date dal servizio cortese e celere, dall’ambiente selezionato e, ovviamente, dalla nostra passione per la cucina. Il “posizionamento” che amo dire, “nel cuore e nella mente della gente” è arrivato, proprio per il nostro amore in questa attività.

Gemavvì, come mai la scelta di questo nome così particolare?


Spero di non deludere le aspettative di qualcuno, ma Gemavvì è un acronimo semplicissimo creato con le iniziali del mio nome, di mia moglie, dei miei due figli e di mio nonno. G come Giulio, E come Emanuela (la moglie), MA come Mattia (figlio maggiore), V come Valentina (figlia minore) e VI come Vito, nonno di Giulio. Nome che vuole richiamare le nostre origini, tradizioni e amore per la famiglia.

Quali sono i principi della vostra cucina?
“Nella cucina di Gemavvì, non si viene per farsi un panino, ma per assaggiare i nostri panini”. Per cui ci tengo a precisare che non siamo una semplice paninoteca che realizza panini: non esiste il panino per tutti i gusti! Noi siamo focalizzati sulla Baguette ai multi cereali con delle proposte molto particolari precedentemente studiate, quindi, se determinati piatti vengono pubblicati sul nostro menù, è perché vale la pena degustarli!

3 piatti forti del vostro menù


Abbiamo una serie di panini con dei salumi molto selezionati, dal prosciutto crudo di Parma al San Daniele. Non tutti i nostri salumi e formaggi sono di produzione locale, per esempio, pensiamo al Jamon Iberico ottenuto dalle cosce posteriori dei maiali iberici e simbolo di alta cucina o al maiale nero allevato allo stato brado. I nostri ingredienti provengono dalla Toscana, dall’Umbria, dalla Sicilia. Onestamente non mi fossilizzerei sui 3 panini più richiesti, bensì sulle nostre proposte così particolari che cambiano di volta in volta.

Chi troviamo nella cucina di Gemavvì?
Siamo un piccolo staff a conduzione prettamente familiare; oggi, ci sono io in cucina, la mattina c’è mia moglie Emanuela che realizza dolci, focaccia e taralli tipicamente pugliesi. Poi ci sono i due meravigliosi banconisti che realizzano i taglieri di salumi e formaggi e i nostri panini e, infine, il nostro personale di sala.

Cosa possiamo aspettarci da bere?
Per quanto riguarda i nostri vini, c’è una discreta varietà: troviamo bianchi, rossi, rosati, bollicine e bollicine di un certo livello. Per quanto riguarda le birre, invece, a parte i must del momento come la Corona e la Tennent’s, puntiamo molto sulla birra alla spina. Ci tengo, maniacalmente, alla qualità della spillatura della birra: bicchiere deterso in maniera maniacale, la spillatura con le sue tempistiche d’obbligo perché deve riposare, il primo ripasso e così via.

Un'esperienza legata alla tua attività
Gemavvì è ubicato nella vecchia casa di mio nonno Vito (da cui le iniziali dell’acronimo Gemavvì). Uomo che ha vissuto ben 97 anni in questo locale e che fa sentire ancora la sua forte presenza.

Un tuo aneddoto personale
Sentirete spesso nominare da me il termine “Posizionamento” che per me è un mantra: ovvero, quello che rappresenti per gli altri e, ovviamente, più ti contraddistingui e più vai avanti.

Cosa pensi ci sia di unico nel tuo locale?


Credo che ogni esperienza sia unica: nonostante, i prodotti che utilizziamo siano così ricercati, provengono comunque da un mercato libero dove è possibile acquistarli; quindi, direi che la nostra unicità derivi proprio dalla passione che ci mettiamo nel nostro lavoro, dallo staff che fa parte della nostra famiglia e dalle nostre “facce conosciute” a cui potersi affidare per gustare in maniera diversa e impeccabile!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Anna Rosa Montalbò

33 anni da Polignano a Mare, giornalista pubblicista freelance, collaboro con testate giornalistiche cartacee e online da 15 anni. Proprietaria di Italy SWAG agenzia di comunicazione di Mola di Bari, Food Blogger italiana associata AIFB, madrina del progetto C'ena una Volta e dell'#iomangioacasa. Ho conseguito la qualifica come SEO Master, Eccellenze in Digitale di Google e Social Media Strategist esperta in FB ads e grafiche e infografiche. Specializzanda in criminologia psichiatrica forense. Amo sperimentare nuovi sapori e colori, per me la cucina non è nulla di scontato, anzi è scienza e matematica in un piatto.

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