La stagione invernale di Courmayeur anche quest’anno porta a casa ottimi risultati, grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli e alle piste invitanti. Ma non è solo il Monte Bianco e lo sci a fare da calamita per i turisti: anche l’offerta d’intrattenimento gioca un ruolo fondamentale. In particolare, The Outsider si è affermato come punto di riferimento per l’après-ski, diventando una vera istituzione invernale. Per scoprire di più su questa realtà innovativa, abbiamo chiacchierato con Manuel Castelnuovo, socio e fondatore del locale. 

Courmayeur è una delle mete alpine più rinomate. Cosa ti ha spinto ad aprire The Outsider proprio qui? 

Io sono nato e cresciuto a Courmayeur e qui pratico da sempre sci e snowboard. Ricopro anche la carica di presidente della scuola di sci. Parlando con i miei soci abbiamo pensato che a Courmayeur servisse qualcosa di nuovo e diverso. La sfida di far funzionare un locale – in un punto che storicamente ha sempre faticato – ci sembrava decisamente intrigante. L’idea nasce nel 2023, data la possibilità di aprire un locale che potesse restare in piedi dal punto di vista del business. Il nome "The Outsider" sottolinea il fatto che il locale si trova in una zona defilata, che non ha mai funzionato come si sperava, e che doveva essere rivoluzionato: non solo per il menu o la strategia, ma per renderlo accogliente, bello e moderno in chiave montana. 

Puoi spiegare perché, nonostante le difficoltà, avete deciso di affrontare questa sfida? 

Ci serviva qualcosa di diverso rispetto a quanto era stato fatto in quel luogo fino a quel momento. Non si trattava solo di cambiare il menu, ma di ripensare completamente l’approccio: trasformare un locale statico e basico in un ambiente innovativo e accogliente, perfettamente in sintonia con il contesto montano. La sfida era un modo per dare nuova vita a uno spazio che finora non aveva mai brillato come avrebbe potuto. 

Il locale ha subito un rimodernamento completo, mantenendo il concetto dello street food ma puntando su prodotti di altissima qualità grazie alla collaborazione con Pescaria. Puoi parlarci del processo di trasformazione e di come nasce la filosofia della "unusual kitchen"?

Abbiamo trasformato il locale con un restyling completo, investendo per modernizzare l’ambiente e la cucina. Pur mantenendo il concetto di street food, ora puntiamo non solo su prodotti a chilometri zero e di alta qualità del nostro territorio, ma, grazie alla collaborazione con Pescaria abbiamo arricchito il nostro menù con le loro classiche proposte di panini di pesce. La filosofia della “unusual kitchen” nasce dal desiderio di integrare piatti di pesce e di terra, mantenendo le radici del progetto originale ma offrendo un’esperienza innovativa e diversificata.  

Si dice che siete stati tra i primi a Courmayeur a portare il vero après-ski. Puoi spiegare in cosa consiste, cosa significa per il vostro locale e come si vive questa esperienza? 

In pratica, l’après-ski nasce come tradizione fuori dall’Italia da più di 15 anni – anzi, da oltre un ventennio – e ha le sue origini nelle Alpi austriache, per poi diffondersi in tutte le regioni alpine. In genere, dopo la giornata di sci, la gente si sposta in questi locali con musica dal vivo o DJ che intrattengono i presenti. Per noi, l’après-ski non è solo un momento di socializzazione, ma un vero e proprio percorso: un ambiente dove la gente, stanca ma felice, si ritrova per godersi una serata in cui l’energia è contagiosa. L’anno scorso, al nostro primo après-ski, avevamo qualche dubbio su come sarebbero andati i weekend, ma quest’anno abbiamo avuto ottimi riscontri. Il nostro DJ residence, attivo da metà febbraio a metà marzo, ha suonato tutte le sere. 

Considerando che a Courmayeur il turismo è molto concentrato durante l'inverno, come gestite l’attività durante questa stagione e quali sono le principali sfide legate alla stagionalità? 

La stagionalità comporta diverse sfide, soprattutto organizzative e logistiche. Non esiste un giorno di riposo: tra il trasporto delle merci e gli imprevisti tecnici ogni giorno è una corsa contro il tempo. In un’attività stagionale, se il tempo si fa brutto, il weekend può venire slittato al successivo, il che incide notevolmente sulla programmazione e sull’afflusso della clientela. C’è di buono che Courmayeur d’inverno è meravigliosa ed è una meta molto frequentata sia da turisti internazionali che italiani, grazie alla neve abbondante e alle condizioni ottime delle piste. Quest’anno, per esempio, chiuderemo il locale il 5 aprile, con l’ultimo après-ski della stagione, quando la neve è ancora presente in abbondanza. 

Noti differenze nell’approccio tra turisti italiani e stranieri? 

La maggior parte dei nostri clienti sono stranieri e il 99% degli stranieri cerca quell’energia e il divertimento tipici dell’après-ski. Al contrario, i turisti italiani, essendo spesso famiglie, tendono a preferire momenti più tranquilli, soprattutto a pranzo. Le famiglie, dopo aver finito di sciare, preferiscono portare i figli a casa invece di restare per feste o balli. Quindi, a Courmayeur convivono due realtà: da un lato il target internazionale in cerca di divertimento, dall’altro quello delle famiglie italiane che apprezzano un approccio più sobrio.  

Cosa distingue The Outsider dagli altri locali di Courmayeur, soprattutto per quanto riguarda l’approccio all’après-ski? 

 La differenza sta nella nostra interpretazione dell’après-ski. A Courmayeur, l’après-ski è arrivato grazie al Super G 11 anni fa, ma la sua interpretazione si è più vicina a quella di un club o una discoteca, con ingresso a pagamento, tavoli ecc. Noi abbiamo scelto di proporre un après-ski “vero”, in cui non ci sono tavoli fissi o prenotazioni; entri, paghi se bevi, altrimenti ti diverti e vai a casa. Questo approccio "out of the box" risponde perfettamente alla richiesta dei clienti stranieri e dei turisti, offrendo un’esperienza innovativa e non convenzionale rispetto ai tradizionali locali della zona. 

Ritieni che questa innovazione abbia portato vantaggi dal punto di vista turistico?

Sì, i tour operator che vengono a Courmayeur da quando siamo nati sono molto soddisfatti. Ci mancava un’offerta come la nostra e, in un certo senso, siamo riusciti a colmare quella lacuna. La nostra proposta ha anche ispirato altri locali a organizzare serate simili, anche se in maniera non strutturata. In sostanza, più l’offerta è differenziata, più la gente si diverte: alcuni rimangono per una settimana intera, altri tornano per una serata, a seconda delle proprie esigenze e della capacità di spesa. Questo approccio ha contribuito a rendere l’offerta turistica di Courmayeur più ricca e variegata. 

Ti va di raccontarci un aneddoto legato all’après-ski che ti emoziona particolarmente? 

Quello che mi emoziona di più all’Outsider è vedere la gente felice, i sorrisi e il puro divertimento condiviso. Ho vissuto personalmente questa emozione, sia come maestro di snowboard che ora gestendo il locale. Non posso non ricordare il sorriso di un bambino che faceva la sua prima curva o si divertiva per la prima volta, anche se in piccoli gruppi. Ma ciò che mi colpisce davvero è vedere 150–200 persone tutte insieme, che ballano e condividono lo spirito di divertimento. Quello è il regalo più grande che mi fa questo locale e rappresenta pienamente l’essenza del nostro après-ski. 
 
Chiacchierare con Manuel è stato veramente piacevole, il The Outsider chiuderà la stagione salutando i suoi clienti con l’ultimo après-ski il 5 aprile, noi ti consigliamo di farci un salto.

The Outsider -  Localita' Plan Checrouit, 12a - Courmayeur (AO). T: 01651875033

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