All“enosteria” nel cuore di Centocelle i due fratelli Camponeschi ripropongono in chiave contemporanea il concetto di osteria con cucina. Il risultato? Straordinario

Se c’è una cosa che ho imparato degustando, provando, assaggiando e sorseggiando in centinaia di locali e ristoranti da anni è che non ci si può improvvisare ristoratori.  Questo è un mestiere troppo ricco di sfaccettature, segreti e comportamenti che occorrono anni per poterli immagazzinare e fare propri. L’esperienza alle spalle dei fratelli Camponeschi, Paolo e Daniele, gestori di Menabò Vino e Cucina, la si può descrivere solo nel cognome, che dà il nome ad uno dei ristoranti storici più famosi del centro di Roma, dove loro sono cresciuti fisicamente e professionalmente. Ma poi, ad un certo punto, arriva la voglia e il desiderio irrefrenabile di abbandonare il tetto familiare e mettersi in gioco da soli. Ed ecco che l’occasione si presenta nel cuore di Centocelle, dove Daniele e Paolo costruiscono la loro “enosteria”.

L’osteria contemporanea

Menabò è qualcosa di unico e straordinariamente semplice nel guazzabuglio di nuovi format complessi e complicati nel panorama enogastronomico romano. Una sala in stile anni ’50, grandi lavagne, tavoli, tanti scaffali pieni di vino e un bel bancone per la mescita. In sala troviamo Daniele che sa consigliare ogni singolo cliente sull’abbinamento di vino adatto al menu del giorno, mentre in cucina è Paolo a tenere le redini, proponendo un menu quotidiano con piatti che partono e ritornano dalla e verso la tradizione romana.

La carta dei vini

Sono decine e decine le etichette presenti, tutte perfettamente e rigorosamente selezionate di persona da Daniele. C’è, ovviamente, tantissimo spazio dedicato al vino naturale, con le eccellenze di tutte le regioni italiane. Interessante anche il reparto bollicine, con qualche etichetta difficile da rimediare altrove a Roma. I vini alla mescita li puoi scegliere, invece, dalla grande lavagna della sala, ma chiedi comunque a Daniele per qualche etichetta “fuori menu” del giorno.

La cucina

Cominciamo a dire che il menu qui è quotidiano e cambia a seconda degli arrivi dal mercato o dai fornitori. Si parte e si ritorna, dicevo, dalla grande tradizione romana, con un pizzico di inventiva e fantasia che dona ai piatti di Menabò quel qualcosa in più che altrove non trovi. A tavola si comincia sempre con un piccolo benvenuto degli osti, che nel nostro caso è stata una deliziosa crema di finocchio aromatizzata allo zafferano e accompagnata da pane carasau.

Gli antipasti

Di mare e di terra, con sapori decisi o più delicati a seconda dei propri gusti. Si possono gustare degli straordinari fegatini di maiale alla cacciatora con alloro, ginepro e cipollotti arrostiti, o un morbido tortino di scarola e baccalà. Non mancano, poi, proposte quotidiane per vegetariani.

I primi

La pastasciutta, prima di tutto, con i giganti della tradizione romana che trionfano, come la succulenta carbonara. Ma poi ci sono piacevolissime sperimentazioni, come ad esempio i fusillotti alla gricia e pere, con la frutta che dona un tocco di agrodolce ad un piatto sapidissimo, donandogli una nota armonica che lo completa.

I secondi

Anche qui Roma comanda, e d’altronde sarebbe un peccato il contrario. Bollito di manzo alla picchiapo’ con cipollotto arrostito, un piatto invernale della tradizione contadina romana a cui ridare il giusto valore. Non mancano poi le proposte di mare, come il polpo rosticciato e un sontuoso baccalà in umido. Il mio consiglio è di venire a cena in gruppo con gli amici, ordinare e assaggiare un po’ di tutto, perché ogni piatto di Menabò ha qualcosa di unico da raccontare.

I dolci

Così come il menu, anche i dolci cambiano ogni giorno, seguendo anche il filo delle festività e della stagione. Noi ci siamo capitati nel periodo di Carnevale e non poteva altro che essere il tradizionale Migliaccio il dolce del giorno, che forse non tutti conoscono a pare delle più popolari frappe e castagnole, ma che i veri romani doc non possono dimenticare. Poi il tiramisù, le crostate  e le torte della casa e tante altre meraviglie per concludere nel migliori dei modi una delle cene più sorprendenti dell’anno.

Ideale per tutte le occasioni

Il bello di Menabò è che risulta perfetto per tutte le occasioni di ritrovo: in famiglia, con i bimbi, con gli amici, con i colleghi di lavoro, per una cenetta romantica. Ovviamente siamo sempre in un’osteria e un po’ di chiacchiericcio di sottofondo è necessario come il sale per condire bene il tutto.

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scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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