Tra contemporaneo e tradizione, al Ristorante Alfiero il pesce è uno spettacolo

Pubblicato il: 14 dicembre 2019

Tra contemporaneo e tradizione, al Ristorante Alfiero il pesce è uno spettacolo

Riaperto da pochi mesi al Sallustiano eccolo il nuovo locale del “guru” del pesce romano, Alfiero Tucci, coadiuvato da uno dei più talentuosi giovani chef della Capitale, Luca Baldacci

Quando un paio di mesi fa ho avuto la notizia che Alfiero Tucci, il grande “guru” della ristorazione di pesce a Roma proveniente dal grande successo del Villa Paganini, e Luca Baldacci, uno dei giovani chef in assoluto più promettenti della Capitale avevano preso in gestione insieme il Ristorante Alfiero al Sallustiano, ho subito avuto la certezza che ci trovassimo davanti a qualcosa che avrebbe rivoluzionato per sempre la grande cucina di mare a Roma. Certezza, ovviamente, confermata dopo aver provato il loro menu degustazione a cena, un trionfo di modernità, fantasia ed eleganza, senza però trascurare la grande tradizione. Più che una grande cena, il Ristorante Alfiero mi ha offerto un bellissimo percorso di avvicinamento verso un nuovo modo di presentare la grande ristorazione di mare. Ma andiamolo a vedere insieme nel dettaglio questo percorso.

Una selezione accuratissima della materia prima

Per un grande ristorante di pesce, quale Alfiero è, la materia prima è la base di tutto. Il pesce qui servito proviene da una selezione accuratissima fatta da Alfiero e da Baldacci personalmente e quotidianamente. I loro fornitori provvedono a dare il meglio del meglio del pescato locale da Fiumicino e Anzio. Non esiste qui la possibilità di trovare roba esotica o fuori stagione.

Una sala sobria ed elegante

Un bellissimo grigio e una boiserie essenziale, ma al tempo stesso elegante, dominano un bella ed ampia sala dall’alto soffitto. La tavola è praticamente perfetta, così come il servizio guidato da Alfiero Tucci in persona che ti accompagnerà in un percorso unico in gusto e raffinatezza e saprà consigliarti la migliore bottiglia possibile da abbinare.

Un giovane talento

Ma il vero tesoro di Alfiero si chiama Luca Baldacci, 28 anni, giovane talento dei fornelli formatosi sotto la guida del compianto Alessandro Narducci e già con importanti esperienze alle spalle come Acquolina, Il Ceppo e Cannolicchio. Una cucina elegante, la sua, dove contemporaneità e tradizione si uniscono in una vera estasi armonica. Un uso perfetto delle salse (le maionesi su tutte) è una delle tante qualità della cucina di Baldacci, qui da me riscoperta sorprendentemente anche in versione più strettamente tradizionale.

Il carosello degli antipasti, come un valzer viennese

Chi viene a cena al Ristorante Alfiero non può non ordinare il romantico carosello di antipasti della casa. Un percorso, quasi una danza, tra moderno e tradizionale dove il mare e i suoi tesori diventano protagonisti assoluti. Qualche “ètoile” dello spettacolo? Ad esempio la coloratissima insalata di polpo con alici, sedano, carote e cipolla di Tropea, oppure la rana pescatrice “vestita” di lardo di cinta senese e fichi, o l’elegantissima battuta di gamberi rossi con formaggio squacquerone, rucola, pomodori secchi e pistacchi. Non mancano, poi, i sapori della tradizione come il soutè di cozze e vongole in zenzero e lime e una strepitosa fritturina di moscardini al cartoccio.

I primi, un trionfo di colori

Se da un lato il sottoscritto non può abbandonare alcuni piatti ormai diventati vere e proprie icone di chef Baldacci, come il mitico Spaghettone rosso ai lupini di mare, non ho potuto fare a meno di notare come anche nella tradizione pura il suo talento si scateni in maniera tempestosa. E’ il caso delle fettuccine fatte in casa con burro alle alici, rana pescatrice, pomodoro giallo e bottarga, che si candida finora nettamente al primo posto nella personale classifica dei migliori piatti dell’anno.

I secondi, più spazio alla tradizione

Non mancano soprese anche nei secondi piatti, seppure qui lo spazio concesso alla tradizione – giustamente – sia bello ampio. Da segnalare un astice alla catalana tra i migliori serviti a Roma, un fritto di pesce unito a frutta e verdura fresche che, invece di appesantire, alleggerisce sorprendentemente la cena. Non mancano, poi, gli immancabili del pesce romano, come il rombo con le patate al forno.

I dolci, tra freschezza e un pizzico di provocazione

In un menù di pesce così variegato lo spazio per il dessert non poteva essere trascurato e così il cliente di Alfiero potrà provare ogni tipo di esperienza con i dolci. Si va dal più impegnativo, più strutturato e decisamente provocatorio “Love”, una cheesecake “rimodellata” dallo chef – diciamo – in chiave contemporanea, al delicatissimo Carpaccio di Ananas con cioccolato bianco sambuca e mirtilli.

A pranzo anche un menu del giorno low-cost 

Anche il pranzo al Ristorante Alfiero è un momento dove la qualità non può mai mancare. La sua proposta di mare che prevede primi e secondi del giorno di pesce fresco è decisamente una delle proposte a migliore qualità- prezzo della zona. Ovviamente, per chi vuole, c’è sempre tutto il menu alla carta.

Ristorante Alfiero, Via Servio Tullio, 9 Roma – Tel: 0683526093

Foto gentilmente concesse da Ristorante Alfiero

 

  • RECENSIONE

scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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