Vieni che ti porto a Roma a mangiare una carbonara come si deve

Pubblicato il: 2 aprile 2019

Vieni che ti porto a Roma a mangiare una carbonara come si deve

La regina delle paste romane: gialla, sapida, cremosa, croccante e ricca di colesterolo. Hai capito di cosa sto parlando? La pasta alla carbonara ovviamente. Che siano rigatoni, spaghetti, mezze maniche o altro non importa, la carbonara è sempre la carbonara. Tre cose sono però imprescindibili: uova, preferibilmente esclusivamente tuorli, guanciale e pecorino romano. Poi ci sono le rivisitazioni, più o meno riuscite, ma la carbonara è la carbonara e non va toccata. Dire dove la si mangia in maniera tradizionale a Roma non è impresa banale: a volte è troppo pesante, strapazzata, cotta o salata. A volte è dannatamente buona. Dove? Ecco a te alcuni dei migliori indirizzi dove ordinarla.

La carbonara di San Giovanni


Un indirizzo di qualità nella movimentata San Giovanni? Favilla, un giovane e contemporaneo ristorante - pizzeria che propone una cucina tradizionale ma leggera elaborata a partire da materie prime di qualità. Accanto all’ottima pizza, da Favilla, puoi mangiare una delle migliori carbonare della città da gustare accanto ad un calice di vino rosso con calma e serenità. E se la stagione lo permette potete provarla anche all’aperto ad uno dei tavoli esterni.
Favilla - via Urbino, 35 - Roma

La carbonara che non ti aspetti


A Monteverde c’è un piccolo ristorante gestito da due giovani ragazzi del sud che propone una cucina divertente e contemporanea. Il suo nome è Primo Osteria In Roma e non ha un menù suddiviso in antipasto, primi e secondi. Non ci sono barriere: è il cliente a scegliere e organizzare la sua degustazione. E dopo aver ordinato un fantastico ceviche di pesce con latte di cocco e nachos fatti in casa potete avvolgere la forchetta in un ottimo spaghetto alla carbonara, ricco e opulento ma per nulla stucchevole. Solo tuorli, guanciale di prima scelta, spaghetti artigianali e pecorino romano dop. Questo il segreto del successo. Ed il merito, oltre alla materia prima va allo chef che la prepara: Pietro Adragna.
Primo Osteria In Roma - Circonvallazione Gianicolense, 76 - Roma

La carbonara stellata


La carbonara nel menù di un ristorante stellato? E’ possibile solo da Pipero, ristorante di Corso Vittorio Emanuele da sempre provocatorio e fuori dalle righe. Qui il maitre Alessandro Pipero è l’emblema della veracità romana e ama la carbonara come poche altre cose al mondo. Per questo, dopo un periodo di assenza, ha riportato la sua famosa carbonara all’interno del menù progettato dal bravissimo Ciro Scamardella. Se un tempo proponeva gli spaghetti ora è passato ai rigatoni. Il resto è come sempre: guanciale a cubi erti, pecorino romano e parmigiano e solo tuorli d’uovo, uno ogni 50 grammi di pasta. Godere di una carbonara in una location così lussuosa è un vezzo che nella vita va vissuto.
Pipero - Corso Vittorio Emanuele II 246/248 - Roma

La carbonara di Campo dei Fiori


A Campo dei Fiori Luciano Monopolio, chef stellato noto in tutta la Capitale e non solo, ha aperto una trattoria che, come piatto principe, propone ovviamente la carbonara. Il suo nome? Luciano Cucina Italiana. E al tavolo, nelle sale interne o all’esterno, ti vedrai servire un piatto fondo stracolmo di spaghetti alla carbonara, al dente, giallissimi, cremosi ed estremamente saporiti. E se sarai a tal punto ammaliato dal piatto potrai tentare di replicarlo a casa: assieme alla pasta il cameriere ti porgerà la ricetta con tanto di firma dello chef.
Luciano Cucina Italiana - Piazza del Teatro di Pompeo,18 - Roma 

La regina delle carbonare


Forse il ristorante più famoso in tutto il mondo per la sua carbonara è lui: Roscioli. Nel cuore di Roma, all’interno di un lungo corridoio rivestito da scaffali e bancone stracolmo di eccellenze da tutto il mondo, clienti romani e non restano entusiasti da una degustazione complessa e ricercata che racconta tanto Roma quanto l’Italia, la Francia, la Spagna ed il mondo enogastronomico intero. Ovviamente ruolo centrale nel menù lo ha la carbonara, gli spaghetti alla carbonara. La loro cottura espressa è sempre millimetrica e la mantecatura dosata al milligrammo. Si possono mangiare a tutte le ore del giorno, a pranzo o a cena, accanto ad un calice di vino e dopo una selezione di prosciutti italiani e spagnoli.
Roscioli - Via Dei Giubbonari, 21 - Roma

La carbonara da trattoria


In zona Piramide c’è una piccola e deliziosa trattoria contemporanea che propone una cucina di stagione che cambia di continuo. Il suo nome è Trattoria Pennestri e se ancora non la conosci che aspetti a prenotare un tavolo per domani sera? Qui lo chef Tommaso Pennestri propone piatti sfiziosi che omaggiano Roma come il fiore di zucca in pastella ripieno di baccalà, la coratella d’abbacchio con ricotta di pecora e limone. Poi ci sono dei fantastici gnocchetti acqua e farina con bisque di gamberi e stracciatella. E poi ovviamente lei, la carbonara qui con i rigatoni. Il guanciale è tagliato spesso, la crema d’uovo ricca e intensa nei sapori. La porzione è abbondante ma la finirai con entusiasmo e ne chiederai ancora.
Trattoria Pennestri - Via Giovanni Da Empoli, 5 - Roma

La Carbonara dei pasoli estivi


Arcangelo Dandini è l’oste romano per eccellenza, colui che sta facendo conoscere la vera, antica, cucina romana al popolo. Al suo ristorante L’Arcangelo offre una proposta unica ed autentica che esplora il territorio delle campagne romane con sguardo critico e nostalgico in giusta dose. Oltre a piatti complessi sia concettualmente che al palato, Arcangelo da sempre mantiene in carta la carbonara, con la pasta corta. La pasta è quasi al chiodo, la crema non troppo formaggiosa e il guanciale tagliato abbastanza grossolano. Poi c’è la carbonara dei pascoli estivi senza guanciale solo con uovo, formaggio e, perché no, una goccia di limone. Una vera bontà, adatta anche ai vegetariani.
L'Arcangelo - Via Giuseppe Gioacchino Belli, 59 - Roma

Immagine di copertina dalla pagina Facebook di Favilla
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  • CIBO CHE FA BENE

scritto da:

Francesca Feresin

Ex studentessa del Liceo Classico Virgilio di Roma e futuro medico, mi scopro gourmet all’età di dodici anni dopo una cena illuminante ad una delle tavole più stellate della scena capitolina. Tra atticismi e artifici di filosofi e oratori del passato, trovo posto per pranzi e cene, tradizionali e all’avanguardia, che gusto all’insegna delle sentenze greche e latine di un tempo. Tracce, fili, spie di momenti di vita gustativa sono l’oggetto favorito delle mie giornate.

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