Forse perché, rinchiusa all’interno di quattro mura, la mente sente più prepotente il bisogno di volare, fatto sta che sono tanti i progetti di vita che hanno visto la luce durante il periodo del lockdown imposto dal covid. Tra questi c’è quello di Stefano Mazzotta e Moira Piconese, coppia nel lavoro e nella vita che nel 2017 ha aperto il proprio bar, quello che oggi si chiama Caffetteria Ariosto coffee art.
Lo spirito del locale lo cogli già subito dal nome: non un bar, dove passare per un caffè veloce bevuto tutto in un sorso al bancone, ma una caffetteria, un luogo accogliente e molto curato nello stile dove concedersi dieci o più minuti di pausa, una coccola quotidiana, una chiacchiera con un amico, un pasticcino, uno specialty coffee e magari anche un bell’aperitivo nel dehors che si affaccia in piazzetta Ludovico Ariosto. Un sogno che Stefano e Moira hanno costruito giorno dopo giorno e, quando manca poco ai festeggiamenti per i primi dieci anni di attività, si guardano indietro quasi increduli per tutta la strada che hanno fatto. Così, sorseggiando uno specialty appena arrivato, che emana sentori di nocciole e frutti rossi, Stefano racconta la sua storia.

La mia compagna, Moira, ha sempre lavorato nel mondo della caffetteria come dipendente, mentre io mi occupavo di tutt’altro. A un certo punto, insieme con il progetto della famiglia, abbiamo pensato di fare squadra anche sul lavoro e di aprire insieme qualcosa tutto nostro. Siamo partiti nel 2017: all’inizio io mi occupavo dell’amministrazione perché di caffetteria non sapevo nulla. Moira mi ha insegnato a fare i primi caffè e l’idea di stare dietro il bancone mi è piaciuta subito. All’improvviso, è arrivato il covid: abbiamo dovuto chiudere e in un primo momento è stata dura.
Ma da un momento difficile, avete saputo cogliere una grossa opportunità.
Non sono abituato a stare fermo e, dovendo stare per forza in casa, ho pensato che se la caffetteria era il mio futuro, allora volevo essere il migliore e per diventarlo dovevo formarmi. Ho comprato dei libri, ho iniziato a studiare sul serio e man mano che leggevo ho iniziato ad appassionarmi al mondo del caffè. La botanica, l’origine, la produzione, la lavorazione: c’è un viaggio di almeno nove mesi che quel chicco di caffè da espresso, raccolto a mano magari a 1.700 metri di altitudine, deve affrontare prima di arrivare nel macinino e nelle nostre tazze. Tutto inizia così.

Intanto l’emergenza sanitaria finisce e il bar riapre dopo un restyling che è molto più che un rinnovamento di arredi. Cosa rappresenta il cambio di nome, da bar a caffetteria Ariosto?
Il bar è un porto di mare: c’è chi va, chi viene, la folla al bancone, il caffè veloce, tutti che hanno fretta. La caffetteria è invece un invito a respirare, a prendersi un momento per sé all’interno di una sala piacevole, in un ambiente curato. L’idea è che il cliente venga qui, si sieda al tavolino, si rilassi per dieci minuti, sorseggi il suo caffè e sia poi pronto ad affrontare la giornata in un modo migliore. E in questo modo si possono anche fare incontri interessanti, nuove amicizie.


Nel 2023 una coppia di clienti americani, innamorati della nostra caffetteria, ci ha chiesto di collaborare: avevano intenzione di aprire un locale simile al nostro negli Usa, a Cincinnati, per far conoscere meglio la caffetteria italiana che negli stati Uniti è considerata un prodotto d’elite. Così siamo partiti per il Midwest a fare allestimento, logistica, formazione del personale, fino all’inaugurazione. La collaborazione è andata avanti con la partecipazione a fiere importanti e continua ancora oggi.

Parliamo dell’estrazione a filtro di un caffè che rientra nella categoria specialty secondo le norme della Specialty Coffee Association, la SCA. Da qualche anno ho intrapreso il percorso di certificazioni che a breve mi consentirà di diventare trainer SCA, perché il mio desiderio è quello di insegnare alle nuove generazioni e di diventare un punto di riferimento su Lecce anche con la mia Accademia. Intanto, però, accanto al tradizionale espresso cerchiamo di intercettare i clienti più curiosi a cui proporre un viaggio nel mondo dello specialty.

Rispetto al caffè che siamo abituati a conoscere è un’esperienza del tutto diversa, che in qualche modo si associa più al mondo della tisaneria. Si lavora sempre su acqua, polvere di caffè, temperatura e tempo di contatto, ma mentre per l’espresso c’è la meccanica, qui è tutta natura e forza di gravità. Si tratta di un prodotto etico e più salutare, anche perché è un monorigine 100% arabica, coltivato con criteri seri, spesso in micro-lotti dove i chicchi vengono raccolti a mano uno per uno: ecco perché i costi sono più alti di quelli di un espresso. Io lavoro sul brewing, perché variando alcuni parametri si può variare la percezione, ottenere sentori diversi a partire dallo stesso prodotto, ed è questo quello che mi affascina.


Verdure grigliate, patate al forno, polpette, panzerottini di patate, focaccia rustica, focaccia barese, paninetti fatti con il lievito madre e imbottiti con i salumi affettati al momento: il nostro non è il solito aperitivo perché c’è molta attenzione alla qualità delle materie prime e soprattutto cerchiamo di fare rete con il territorio appoggiandoci a piccole aziende locali che non si dedicano alla produzione di massa. Il tutto da accompagnare con un buon cocktail: oltre ai classici, ne abbiamo alcuni molto beverini ideati da noi come il Blueberry Basil Smash a base di mirtillo, basilico, vodka, lime juice, zucchero di canna e seltzer, oppure l’americano twist, con anice stellato, rosmarino e un sentore particolare dato dall’affumicatura del bicchiere.

Per la colazione, invece, ci appoggiamo al nostro pasticciere che ha 75 anni e lavora old school: questo vuol dire che la crema è crema e il prodotto è genuino. Per le nostre brioche vengono da ogni parte della città.
Mi vedo impegnato a fare formazione nell’Academy che vorrei aprire negli Usa, ma con una succursale a Lecce. Mentre nella caffetteria ci sarà mio figlio, che oggi ha 19 anni, ma già si è appassionato a questo mondo, sta imparando tanto e ha dimostrato di saperci fare.
Ariosto Coffee Art - Piazza L. Ariosto, 19 - Lecce. T: 0832526527
Piazza Ludovico Ariosto 17, Lecce (LE)