Prima del Covid, il The Bridge era un buffet da Paese dei Balocchi: il tavolo era imbandito di ogni ben di Dio e tutti i giovani di zona facevano a gara per mettersi in prima fila con il proprio piattino. Adesso la storia è cambiata, ma la qualità è rimasta la stessa. Il cibo è un omaggio alla cucina italiana, i drink sono di un altro livello. Dietro al bancone c’è Gianpaolo Santarelli, socio del locale e autentico fenomeno in fase di miscelazione.

Formula aperitivo: 11 euro e passa la paura


Con la scomparsa dei buffet, ogni locale ha preso una strada diversa. The Bridge Gastropub propone una formula davvero interessante: con soli 11 euro, hai a disposizione una qualsiasi bevanda (alcolico o analcolico) e uno strepitoso piatto aperitivo con finger food di livello.

Ogni finger è una mini-portata di ristorante e se li mangi in ordine (dall’antipasto al dolce) ti sembrerà di aver fatto una cena gourmet. Un modo originale e intrigante per bypassare la scomparsa temporanea dei buffet. 

Agente Happy Hour: missione Gold Finger

Il piatto aperitivo è una fantasia di finger food da sentisse male e comprende (quasi sempre) affettati di prima scelta e pane carasau, formaggi selezionati (parmigiano o caciotte di vario genere con miele), pappa al pomodoro e parmigiana di melanzane.

I restanti finger variano in base alla disponibilità e alla stagionalità. Fra questi, ce ne sono alcuni che sono di una bontà indescrivibile come le polpette al vino con la salsa di guacamole. Per i vegani e i vegetariani ci sono spesso la caponata di verdure, lo sformatino vegetariano e la bruschetta con olio e pomodori confit. Per finire in bellezza, non può mancare il dolcetto finale, che può variare tra brownie, crostata o salame di cioccolato

Il trionfo del luppolo in 70 etichette


Come ogni pub che si rispetti, il The Bridge offre un'ampia scelta di birre alla spina e in bottiglia. Stefano, l’esperto brassicolo del The Bridge, spilla perfettamente le spine nel modo in cui vanno spillate: alla belga, all’anglosassone e alla tedesca. Le birre alla spina a rotazione sono 7 e sono esemplificative della varietà presente sul mercato. Si parte dalla Engels Pils Keller Bio non filtrata: una birra artigianale proveniente dalla Germania a bassa fermentazione con lieviti naturali e dal colore biondo intenso. Una birra corposa che si sposa perfettamente con il menù poliedrico del The Brige. 

Poi c'è la Bayreuther Lager Hell, la birra per tutte le occasioni: colore giallo tenue, delicata e profumata dalla schiuma compatta e persistente. Il suo sapore è inconfondibile. Per gli amanti delle birre corpose e strutturate c'è la Waterloo Tripel Blonde, ad alta fermentazione. Questa proviene dal Belgio ed è dolce all'assaggio e molto profumata: la presenza in bocca è corposa e perfettamente equilibrata. 


Per gli amanti delle birre chiare c'è la blanche. Ma non una qualsiasi, stiamo parlando della birra numero 1 al mondo da diversi anni, la Blanche de Namur. Il retrogusto è simile a quello della buccia d'arancia e in bocca regala una sensazione di impagabile freschezza. Notevole anche la Punk IPA, la birra scozzese che ha fatto la fortuna di Brewdog. A queste birre alla spina devi aggiungere più di 60 etichette provenienti da tutto il mondo. 

La carta dei vini: è quasi magia

Trovare vino di qualità in un pub sembra quasi un'eresia: da The Bridge invece è la normalità. La carta dei vini è davvero intrigante e ripercorre, con dovizia di particolari e con grande precisione, tutte le tappe che hanno consentito all'Italia di posizionarsi come miglior produttore mondiale assieme alla Francia. 


Partiamo dai rossi, che rappresentano lo stivale in tutta la sua meraviglia: Negramaro, Montepulciano d'Abruzzo, Valpolicella, Amarone, Pinot Nero, Chianti, Morellino di Scansano, Brunello di Montalcino, Cesanese del Piglio, Sangiovese Capolemole, Primitivo di Manduria e Syrah. Di livello anche i vini bianchi: Gewurztraminer, Pecorino, Ribolla Gialla e Vermentino. Le bollicine regalano emozioni: ecco dal Prosecco Extra Dry Millesimato, il Moscato d'Asti e il Franciacorta Berlucchi. 

Cocktail e long drink in modalità speakeasy: Gianpaolo is on fire!

I pub di solito hanno la birra buona ma sui drink sono un po' carenti. Invece qui troviamo una linea di classici e di signature che lascia senza parole.


Prima di entrare nello specifico dei drink, vorrei fare una menzione particolare al ghiaccio: non il classico ghiaccio che si scioglie come neve al sole, ma un ghiaccio professionale limpido e compatto che non altera mai la consistenza del drink: anche dopo mezz'ora, la struttura e la corposità rimane inalterata.

A questo si aggiunge la professionalità di Gianpaolo Santarelli, uno che dietro al bancone si muove in maniera egregia. Uno gajardo, insomma, uno che non se sbaglia manco se ce prova. I drink classici sono tanta roba: bicchiere generoso, ghiaccio di qualità e decorazioni e guarnizioni in modalità speakeasy. Da provare l'Hugo Spritz (Liquore ai fiori di sambuco Saint Germain, ginger ale, prosecco, lime, menta). 

Per chi ama le rivisitazioni, c'è un drink che entusiasma: l'Americano strano. Il sapore inconfondibile del vermout e del bitter viene mitigato da un velluto di Fernet affumicato che gli conferisce struttura e dinamicità. Notevole anche il Daiquiri The Bridge (rum bianco, sciroppo di lavanda home made e limone).


Altro cavallo di battaglia è l'Aquamarina (malibu, creme de banana, blue curacao, sour e ananas): un cocktail fresco, estivo e bilanciato adatto per un aperitivo di tendenza (da postare a rotta de' collo sui social network). Sulla stessa lunghezza d'onda c'è il Paura e Delirio (gin, cherry brandy, DOM bénédictine, granatina, ananas, lime, angostura e shot di mezcal spicy).

Soave come il brano di Prince è il Purple Rain con Iovem (liquore allo zenzero con uva e miele), Saint Germain e sour. Quando ho iniziato a berlo, ho sperato che non finisse più. Se ti piace la tequila, c'è il Te piasse ‘n corpo! (tequila all’habanero white, lime, sciroppo di cocco e basilico). 

Fermati anche dopo l'aperitivo: il menù ti sorprenderà! 

Adesso che arrivano le belle giornate, è sempre un piacere passare del tempo fuori all'aria aperta. Soprattutto dopo un annoi di restrizioni e distanziamenti forzati. Il The Bridge è un'oasi di pace e di relax e se vuoi fermarti dopo l'aperitivo, rimarrai sorpreso dalla versatilità del menu. Partiamo con gli antipasti: oltre ai taglieri, ecco la Toscana in tavola: pappa al pomodoro con burrata e pan croccante all'aglio e coccetto di nero toscano (paté di fegatini servito con bruschettine). 


Anche i primi sono clamorosi: fra questi, spiccano le mezze maniche alla carbonara, pici all'amatriciana, i fusilli al ferretto con salsiccia, zafferano, zucchine e birra La Trappe e i maltagliati al ragù bianco di chianina.


Pure sui secondi, non se fanno parlà dietro: pollo speziato con riso basmati e cardamomo, costolette di maiale con patate al forno, stinco alla birra, guancia di manzo brasata. Poi c'è la griglia, che regala emozioni incandescenti (tagliate, salsicce, petti di pollo, costolette, picanha) e una serie infinita di hamburger.

Applausi a scena aperta per i fritti, come sempre home made: stick di pollo, crocchette di coppa con maionese al lime, zenzero e grani di senape, verdure pastellate, olive ascolane, fiori di zucca, e patatine come se non ci fosse un domani...

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