Riapre con una nuova gestione un bel ristorante vicino al Campiello dei Miracoli
Pubblicato il 9 febbraio 2026
Pochi giorni fa ha aperto a Venezia, vicino al Campiello dei miracoli, il ristorante Piera Alta. L'indirizzo preciso è Campiello de la Cason 5406, lì dove per diverso tempo e con diverse gestioni c'è stato il ristorante Bacanera.

La nuova direzione di Piera Alta proviene dalla ristorazione e ha già collaborato proficuamente. Ci sono il titolare Olger, per tutti Oli (in foto a sinistra), già titolare della trattoria Le Bandierette, e il giovane manager Sebastiano Del Misser che a Le Bandierette ha messo a punto gran parte della sua formazione.
Il nome del ristorante vuole richiamare il vecchio gioco veneziano della “piera alta” (mettersi in salvo dall'amico che ti rincorre salendo su un riazo, un gradino, un ponte) e allo stesso tempo essere una dichiarazione d’intenti: «puntare in alto, alzare l’asticella», ci racconta Sebastiano. Se infatti Le Bandierette sono una trattoria tradizionale e popolare, sia pure di qualità, amata dai veneziani, Piera Alta si presenta come un ambiente più elegante, sebbene non troppo formale. Di pari passo la proposta enogastronomica: una cucina sì legata alla tradizione, ma con una vocazione contemporanea e una cura estetica del piatto. Notevole anche la carta dei vini.
Il locale, nelle sue prime settimane di attività, si propone certamente al turista, ma vuole diventare un porto sicuro anche e soprattutto per il veneziano: «ndemo a Piera Alta, semo salvi», ironizza e spiega Sebastiano.
Giovane lo staff, tra cui lo chef Federico Lazzerini (in foto a destra). Venticinquenne, originario del Lido, ci racconta di aver ereditato la passione per la cucina e i capisaldi dalla sua conoscenza dal padre Paolo. Al Piera Alta prepara i suoi piatti preferiti, tali fin da quando era bambino. Sono soprattutto i primi veneziani, reinterpretati con creatività e innovazione.
Appassionato d'arte, vuole infondere nelle sue ricette anche fantasia e valore estetico, giocando, ad esempio, coi colori delle verdure e delle erbe aromatiche.
«Una cucina della tradizione che strizza l'occhio all'innovazione» - parole di Sebastiano - con un impiattamento, si diceva, diverso da quello più spontaneo da trattoria. «Si vuol essere professionali, ma con un tono ancora leggero, proporre un numero non eccessivo di piatti, proprio perché curati e preparati con ingredienti freschi e stagionali. A proposito di freschezza: lavoreremo anche molto con i piatti del giorno, e cambieremo il menu ogni 4 mesi, se non prima».
Tra i piatti consigliati disponibili al momento: l'antipasto crudo, con 6 varietà di pesce crudo del giorno (35 euro), lo spaghettone alla Malamocchina (con le cozze, tipico del Lido, 18 euro), i bigoli alla busara (23 euro), le linguine vongole e ceci (20 euro). Regna il pesce, ma non mancano le alternative di carne e vegetariane, per accontentare tutti.
Rimane gran parte degli arredi, tra cui i due scenografici dipinti d'epoca. La location è molto bella, con un imponente soffitto di travi in legno, un pianoforte, comode poltroncine: un mix ben riuscito di antico e contemporaneo.
Con la bella stagione si potrà mangiare anche nel bel dehors esterno, proprio sul campiello, intimo e raccolto. Come la sala interna, ospita 35 coperti.
Piera Alta
Campiello de la Cason, 5406, 30121 Venezia
Tel: 041 260 1146