F.G: All’inizio producevamo a malapena la birra per consumo personale (dovevamo pur assaggiarla) e, pensa, vendevamo zucchine per comprarci il malto. Abbiamo cominciato con una Weizen, poi abbiamo ampliato la produzione a quattro birre. Nel 2013, Alessandro, mio fratello, ci ha proposto di aprire un birrificio. Abbiamo accolto la sfida: lui si è occupato della gestione, Federico della produzione e io della commercializzazione.
Quindi, all’inizio, non conoscevate granché del settore. Come avete imparato?
F.C: Quando abbiamo cominciato a fare sul serio, ci siamo messi a studiare. Io, nel 2013, ho frequentato il “Corso Esperto nella produzione artigianale della birra” di ABF e ho ottenuto la qualifica di Birraio. Abbiamo letto tanto, ci siamo informati e documentati a lungo. E poi siamo stati a tante fiere di settore, per imparare da chi di birra se ne intende, e abbiamo collezionato molti viaggi in Austria e in Germania. Così, parallelamente alla quantità di birra prodotta, abbiamo aumentato anche la qualità, continuando a frequentare corsi di aggiornamento e sperimentando sempre. Ogni anno, infatti, ci sono luppoli nuovi, malti nuovi e metodi di produzioni innovativi che vanno testati per ampliare l’offerta e sorprendere i clienti, ma, soprattutto, i veri appassionati di birra artigianale.
F.G: Proprio per questo, oltre alle otto tipologie classiche, abbiamo anche delle speciali, delle stagionali e una “one shot”, una birra speciale al mese, prodotta una sola volta.