Dietro una grande osteria c’è sempre un grande oste. Lucio racconta El Bacaro di Mirano

Pubblicato il: 9 marzo 2020

Dietro una grande osteria c’è sempre un grande oste. Lucio racconta El Bacaro di Mirano

Conosci Lucio e subito ti chiedi: oste si nasce o si diventa? Perché osservando il patron di El Bacaro muoversi nel suo ristorantino con sorriso, piglio deciso e la nonchalance di chi padroneggia bottiglie, cichetti e chiacchiere a occhi chiusi la domanda sorge spontanea.

Ho cercato di scoprirlo durante il nostro incontro mattutino: alle 11 e mezza l'osteria è presa d'assalto per l'aperitivo prima di pranzo, una bella tradizione veneta che El Bacaro porta avanti dal 1994, data in cui Lucio, ora affiancato dalla moglie Silvia, ha preso la gestione di questa storica osteria sotto il campanile di Mirano.

Ciao Lucio, raccontami un po' di quando hai iniziato la tua avventura qui a El Bacaro...

Questa è un'osteria da più di 100 anni. Nel 1994 l’ho preso in gestione. Quando ho aperto, a Mirano e paesi limitrofi si vendeva solo vino sfuso e alla spina. El bacaro è stato il precursore dei vini in bottiglia e degli spumanti (metodo classico e Champagne) serviti nei calici adeguati. Per me è stato un po' un rischio, ma ci ho creduto e un po' alla volta anche i miei colleghi hanno cominciato a prendere un po'...

Sei un grande appassionato di vino? 

Sì, sono autodidatta e... bevitore appassionato (ride, ndr). Ora in cantina ho circa 400 etichette, pensa che ho iniziato con 10! Le bottiglie sono praticamente tutte a vista, di nascosto non ho più niente. 

Ci sono stati altri cambiamenti significativi negli anni?

Nel 2004 abbiamo cambiato la cucina, rendendola più professionale perché ho deciso di puntare più sul ristorante che sull'aperitivo. Mi è sempre piaciuta l'idea del ristorantino e ce l'ho fatta, ma l'aperitivo resta comunque importante qui a El Bacaro. Anche prima di pranzo, i clienti vengono per l'ombra della casa oppure il vino al calice da sorseggiare con i nostri cicchetti veneziani sempre freschi preparati da Silvia.  A novembre 2019 invece abbiamo rifatto i pavimenti e il bancone, non si smette mai di migliorare.

Ho visto che tutte le persone che sono entrate dalla porta questa mattina ti salutano per nome. Oste si è o si diventa? 

El Bacaro piace non solo per la cucina veneta autentica, il pesce fresco e i nostri piatti forti: spaghetti alle vongole, catalana e baccalà.  El Bacaro conquista anche per l'atmosfera familiare e accogliente. Mi piace avere un bel rapporto con i miei clienti, molti loro sono diventati amici. Ma ti confesso che sono una persona molto diretta che non la manda a dire ... 

Credo che essere schietti sia un pregio. Quali altre doti servono per fare questo lavoro?

Soprattutto tanta passione. È con quella e con tanta intraprendenza che ho deciso di fare questo lavoro. Io sono figlio di un postino, non vengo da una famiglia ricca, né di mestiere. Ma sono un oste da sempre e ci ho creduto fino alla fine. La determinazione e l’amore per il mio lavoro mi hanno portato dove sono ora. A volte sono stanco, ma sempre soddisfatto!

E dov'è arrivato El Bacaro a distanza di 26 anni dall'apertura? 

Sono felice non solo di avere la mia clientela fissa ma di essere conosciuto anche fuori Mirano. Ci sono tante persone che vengono da noi da Mestre, Padova e addirittura da Milano. Ma la gioia più grande è quella di vedere le persone che tornano e ritornano a trovarci. È andata così dopo il periodo di crisi che ci ha coinvolti tutti ... chi ha dovuto assentarsi da El Bacaro per un po', poi è tornato! 

Com'è lavorare con tua moglie?
 

Sono molto fortunato perché Silvia segue la cucina in modo esemplare lasciandomi il tempo di fare l'oste a 360°… quando apro una bottiglia faccio “do ciacoe” e mezzo bicchiere è per me!  Anche lei è contenta perché ha imparato un mestiere che le piace sul serio.

Vedi il futuro di El Bacaro in famiglia?

E chi lo sa! Il figlio più grande qualche volta viene a dare una mano, ma temo si proponga perché ha bisogno di qualcosa (ride, ndr). Si potrebbe dire che El Bacaro è stato il primo figlio mio e di Silvia, poi ne abbiamo fatti altri tre e chissà. Io spero scelgano di fare quello davvero vogliono fare. Come dicevo, la passione è tutto.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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