Quanti tipi di 'pizza diversa' si possono mangiare a Milano?


Pubblicato il 23 marzo 2026

Quanti tipi di 'pizza diversa' si possono mangiare a Milano?


A Milano, come in tutto il resto del Paese, la pizza è sacra, si mangia sempre, ovunque, con tutti. Oltre alla classica napoletana, dal cornicione morbido e gonfio, popolarissima in ogni quartiere della città, tante tipologie diverse di pizza occupano vetrine e cucine dei locali milanesi. La pizza cambia forma, spessore, lessico. Si fa trancio filante per le pause pranzo veloci, si distende sottile e croccante in versione romana, si allunga in silhouette ovale quasi fosse un vezzo grafico, si raccoglie nel padellino piccola e super soffice. Nel capoluogo meneghino convivono tradizioni regionali e reinterpretazioni contemporanee, fedeltà al canone e slanci creativi. Dalla pizza “popolare” che si mangia in piedi, con il tovagliolino che scotta tra le dita, a quella più curata, quasi sartoriale, servita tiepida per rispettarne l’equilibrio: Milano dimostra che l’identità gastronomica non è mai monolitica, è stratificazione, contaminazione, dialogo. E allora la domanda non è solo quanti tipi di pizza si possano mangiare in città, ma quante personalità possa assumere lo stesso, antichissimo gesto: impastare acqua e farina e trasformarle, ancora una volta, in qualcosa che sa di casa, anche quando cambia indirizzo.

La pizza al taglio in Darsena


Da Roma a Milano, Pantera Pizza Rustica ha portato nel capoluogo meneghino la pizza al taglio, quella tradizionale romana, piatta e croccante. La prima apertura, quella in zona Barona, ha inaugurato a inizo febbraio 2026 la sua setting room/playroom per fermarsi a mangiare i traci di pizza acquistati, bere una birra ma anche giocare con videogiochi anni 2000. La seconda sede si trova in Darsena, ed è solo d'asporto. Il progetto di Pantera nasce nella capitale, nel quartiere Garbatella, grazie al lavoro dei fratelli Treccastelli; propio loro hanno portato qui in città il loro prodotto, che rimane fedele a se stesso, semplice, rustico, ma buonissimo. La scelta è piuttosto ampia e diversa, con tante teglie colorate ricche di ingredienti che invitano a essere provate tutte.
Via Giacomo Watt 2, Milano
(Playroom) Via Franco Tosi, 2, Milano

Mercato Comunale Coperto Darsena, Milano; Tel: 3452576231

La pizza al trancio in Piazzale Susa


Alta, morbida e bruciacchiata ai bordi: popolare soprattutto a pranzo, la pizza al trancio è un must anche per le cene milanesi. Tra le più apprezzate c’è Filante, in piazzale Susa, tanto celebrata egli ultimi anni. Sarà per il suo impasto a lunga lievitazione, per le sue ricette divertenti e mai scontate, ma nche per l’atmosfera leggera che si respira nel locale. Il menù si divide in tranci rossi (leggeri, senza mozzarella), tranci tradizionali, con proposte evergreen reinterpretare sul triangolo filante e tranci contemporanei, con farciture a tratti ricercate, sempre golose. Gli ingredienti provengono da piccoli produttori locali e ogni trancio è disponibile in due versioni, normale e abbondante. I prezzi restano nella media (non superano i 14 euro per i tagli abbondanti).
Piazzale Susa 1, Milano; Tel: 0243416280

La pizza romana in Isola


Nuovo indirizzo milanese firmato da Luca Pezzetta, da Futura mangi la pizza romana piatta e croccante, presentata in modo curato e contemporaneo. L’impasto della pizza di Futura è molto leggero (solo 160 grammi), cotto come da tradizione, lasciando il bordino esterno leggermente bruciato. Di ricette ce ne sono tante, dalle classiche rosse alle bianche (dai 9 ai 16 euro), passando per le pizze speciali (più care, fino a 20 euro). Queste sono servite tiepide, a una temperatura che rispetta la natura del prodotto facendone risaltare gli ingredienti; dopo la cottura vengono poi completate da toping aggiunti a mano. Spicca la Capricciosa di mare, riconosciuta pizza dell’anno Gambero Rosso 2024.
Via Pietro Borsieri 28, Milano; Tel: 3421405728

La pizza ovale in Piazza Cinque Giornate


“60 cm di felicità, 200 gr di leggerezza”: Federico dal 1929 è una delle pizzerie più particolari di Milano, specializzata da generazioni nella preparazione della pizza ovale. L’anno presente nell’insegna può però trarre in inganno: non si tratta dell’anno di inaugurazione del locale, indica invece l’invenzione di questa particolarissima pizza. L’impasto è allungato, molto sottile, leggero e digeribile, occupa uno spazio notevole ma anche un po’ insolito, particolare al taglio, deciso al gusto. Si tratta di una simpatica alternativa alle solite napoletana e romana. Il menù è interessante, con le pizze ovali (sui 14 euro), le stagionali e le classiche, a cui è possibile aggiungere 125 g di burrata o modificare con mozzarella senza lattosio; ci sono poi gli sfizi da condividere e i piatti completi dalla cucina.
Viale Regine Margherita 32, Milano; Tel: 3270626687

La pizza al padellino in Moscova


La pizzeria Biga è nota per la sua pizza al padellino (signature dello chef Simone Nicolosi), che affianca altre due proposte: la classica a ruota di carro e la tradizionale pizza napoletana, dal cornicione morbido a canotto. L’offerta è interessante proprio per la sua diversità, che mette d’accordo tutti anche allo stesso tavolo. La pizza al padellino è cotta in una piccola teglia: questo ne riduce la dimensione (solo in larghezza, perché l’impasto cresce in lunghezza), ma la rende sofficissima, seppur fragrante ai bordi. La consistenza è simile a quella di una focaccia, fuori croccante e morbida all’interno. Uno spazio del menù di Biga è dedicata alle pizze vegane (nei tre diversi formati); i prezzi restano nella media milanese, senza superare i 15 euro (tranne per le special, leggermente più care).
Via Alessandro Volta 20, Milano; Tel: 0252801936


Fotografie interne tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
In copertina: Futura. 

 

  • PIZZE PARTICOLARI E GOURMET
  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Beatrice Tagliapietra

Milanese dalla nascita, amo ballare, viaggiare e mangiare. Mi piace la poesia, il cinema e il buon vino (soprattutto se bevuto in compagnia). Odio la convenzionalità e la monotonia mia annoia. Di giorno scopro il mondo, di notte dormo poco e scrivo tanto.

×