Chioschi e baracchine a Bologna: dove bere all’aperto

Pubblicato il 1 maggio 2026

Chioschi e baracchine a Bologna: dove bere all’aperto

Immagina un padiglione aperto dentro un giardino. Acqua che scorre nei canali, filari di platani, tappeti stesi, ombra fresca mentre fuori il sole batte forte. Un uomo con una veste lunga e un turbante beve sharbat sotto il portico.
Siamo nella Persia safavide, tra XVI e XVII secolo, quando nei giardini e nei complessi di corte si diffonde l’idea del kūshk: una piccola costruzione aperta, pensata per la sosta e il riposo. Da quella parola, passata poi nel turco köşk, arriverà anche il nostro chiosco.
In Italia quella forma elegante si sporca presto di città. Diventa edicola, baracchina, banco stagionale, punto di ristoro piantato nei luoghi pubblici. A Catania, già da fine Ottocento, i chioschi delle bibite servono seltz, sciroppi e zammù nelle piazze più vive. A Jesolo le prime capanne in legno, montate d’estate e smontate d’inverno, vendono acqua, panini, frutta e gelati, fino a diventare fari del litorale. Anche Bologna ha la sua genealogia. Negli anni Cinquanta le baracchine dei gelati distribuiscono il COF, il ghiacciolo nato in via Lame e arrivato negli anni Ottanta a 120mila pezzi al giorno. In piazza Aldrovandi le baracchine entrano perfino dentro una storia di commercio minuto, arredo urbano e uso sociale dello spazio pubblico. Oggi, quando la primavera allunga le giornate e i parchi tornano pieni di vita, quel modello riemerge con una funzione precisa: dare al verde un motivo concreto per fermarsi.

Un altro mondo


C’è un bancone dove l’ordine non deve per forza correre. Può prendersi il tempo di uno sguardo, un gesto e una parola spiegata nella lingua dei segni. È la legge de L'Altro Spazio, un ecosistema nato in via Nazario Sauro e diventato d’estate chiosco al Parco 11 Settembre. Ci troviamo nel verde dell’ex Manifattura Tabacchi, trasformata in parco pubblico e oggi stretta tra MAMbo, Cineteca, area giochi e spazio cani, tavoli e panchine. Dietro questa creatura c’è Nunzia Vannuccini, che nel 2015 apre il primo locale con l’associazione FARM e Jascha Blume, artista e filmmaker olandese sordo. Dentro quel progetto c’è anche una storia personale: l’amore per sua figlia e per una lingua, la LIS, che diventa ponte invece che distanza. Da lì nasce un locale pensato per una comunicazione facilitata, staff inclusivo, menu in braille, banconi e percorsi accessibili. Al Parco 11 Settembre tutto questo prende aria con 250 posti all’aperto da maggio a settembre. Diventa aperitivo, cibo dal mondo, cocktail, birre, concerti, talk, laboratori per bambini, presentazioni con librerie come BAAK, rassegne di Bologna Estate, progetti con Parsec. Una sera puoi trovare un reading. Un’altra una proiezione. Un’altra ancora un incontro internazionale legato al cinema.

L’Altro Spazio
📍Parco 11 Settembre, Bologna
☎️ 340 3697708

Buena vista social club


Prima si erano conosciuti lì. Poi ci avevano fatto amicizia. Nel 2019 quel gruppo di frequentatori della Montagnola decide di rilevare il chiosco azzurro per non farlo chiudere. Nasce così Frida nel Parco, dentro una struttura liberty, ottagonale, piantata lungo l’anello centrale che un tempo fu anche velodromo. Intorno ci sono i platani secolari del giardino pubblico più antico di Bologna, sei ettari di passeggio, storia urbana, via Irnerio a pochi passi. Frida Project lo gestisce come bistrot di parco aperto per almeno otto mesi l’anno, dalla colazione alla notte. Caffè, brioche, gelati artigianali, piccoli pranzi, aperitivi, cocktail, birre. Ma la forza vera sta in quello che succede attorno al banco. In una sola estate sono arrivati a 120 eventi. Da qui sono passati Lydia Lunch, Andy Smith dei Portishead, Mad Professor, definito “la storia della musica dub al chiosco”. La bellezza di questo posto è che cambia faccia di continuo. La domenica mattina può diventare una matinée di classica. Un altro giorno arrivano le tavole e le ruote di Let’s Skate con Bologna Skate School. Lo Sbadabam Fest, che nel 2025 entra nella programmazione di Frida, racconta bene quest'elasticità. Si tratta di una rassegna di arti libere e musica indipendente. Comincia alle 15.30 con un torneo di scacchi e poi tira dentro la Montagnola per nove ore di programma. Performance, mercatini, live, corpi in movimento, banchetti e musica che passa dal pomeriggio alla sera e usa il chiosco come punto fermo della giornata.

Frida nel Parco
📍Parco della Montagnola, Bologna
☎️ 351 6780316

Fuori orario


Prato, ghiaia, un banco compatto e un rimorchio per le focacce. La baracchina di Villa Angeletti c’era già, dentro il parco di via de’ Carracci, lungo quel pezzo di Bolognina che corre vicino alla stazione e al Navile. Poi ha incontrato i ragazzi di Fermento e ha cambiato ritmo. Da marzo a fine ottobre, finché il tempo regge, Fermento in Villa porta fuori la lingua del bar di quartiere. Vini naturali, birre artigianali e cocktail, accompagnati da taglieri, focacce e "mangiarini" in collaborazione con Orsetto d’Abruzzo. Il chiosco lavora con tavoli, sedute, spillatori e una platea naturale che nelle sere giuste diventa spazio per i live. Non a caso Villa Angeletti è entrata nei patti di collaborazione del Comune come bene comune da curare e animare anche attraverso il chiosco-bar. Con Baumhaus e Bologna Estate arrivano rassegne come Monsonica. Ci passano progetti indipendenti, artisti come Imane Guemssy e traiettorie sonore che stanno tra elettronica, jazz e cantautorato.

Fermento in Villa
📍Villa Angeletti, Bologna
☎️ 351 6261795

Space jam


Stridio di scarpe sul cemento, palla che rimbalza, ferro del canestro che vibra. Poi la musica del chiosco, le risate dai tavoli, i bicchieri, le famiglie che restano nel parco invece di attraversarlo soltanto. Ai Giardini Graziella Fava di via Milazzo, dietro la stazione, playground e Chiosco FAVAloso sono diventati cuore e polmoni di questo spazio. Da una parte il campetto riqualificato dal Comune nel 2021, dall'altra la baracchina che ha riportato luce, cucina e presenza in un’area per anni difficile, tra via Cairoli e viale Pietramellara, dedicata a Graziella Fava, vittima dell’attentato del 1979 alla sede dell’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna. Dietro c’è Ivan Poletti, chef bolognese, che qui parla di “parkfood”. Cucina bolognese servita nel formato del parco. Crescentine fritte leggere, salumi scelti, patate tagliate a mano ogni giorno e cotte due volte e polpette croccanti. Da bere ci sono birre, vini, spritz, Hugo, gin tonic, signature come il gin vellutato al mandarino. Nota di merito per la torta al mojito, dettaglio fuori guida: lime, menta e rum portati dentro un dolce, come se il cocktail uscisse dal bicchiere e finisse in forchetta. D’estate il calendario diventa Estate Favalosa: live, dj set, karaoke, serate ANT con jazz e mercatini solidali. 

Chiosco Favaloso
📍Giardini Fava, Bologna
☎️ 327 4206500

L'arrivo della sera


Piazza Trento e Trieste, 1971. Agnese vende fette di anguria sotto gli alberi e chiama il suo chioschetto “Dall’Agnese, i migliori”. Nel 1986, dopo quindici anni di attività ambulante, arriva la prima baracca fissa. Poi la svolta. Nel 2004 la piazza entra nella riqualificazione voluta da Giorgio Guazzaloca. Il chiosco smette di essere solo ambulante, diventa pubblico esercizio stabile e nel 2006 inaugura la nuova struttura, con accanto quella fontana a cocomera pensata dal Comune che oggi sembra quasi un’insegna d’acqua. Se Lucio Dalla gli ha dedicato una canzone, un motivo c’è. Agnese delle Cocomere è infatti l’unico locale al mondo a cui Lucio Dalla ha dedicato una canzone, intitolata proprio “Agnese delle cocomere”. Dalla era cliente abituale. Si fermava ai tavoli, conosceva Agnese, e da quel rapporto è nata una canzone che ha fatto uscire il chiosco dalla piazza, portandolo nell’immaginario di Bologna. Agnese arriva fino a 91 anni, poi lascia il banco al figlio Roberto e al nipote Diego. Intanto il chiosco cresce. Resta la fetta di cocomero, mitica dal 1971, ma attorno si allarga una frutteria vera. Macedonia espressa, coppe di frutta tagliata, yogurt, gelato artigianale, smoothies, centrifughe. La sera arrivano tigelle, crescentine, taglieri, piadine, crêpes dolci e salate con più di 20 cocktail di accompagnamento. Da fine settembre a febbraio il cambio d'armadio: caldarroste, vino novello, vin brûlé. Quasi 200 coperti nelle sere estive, tavoli sotto gli alberi e una clientela che sembra il cartellone di un concerto lungo mezzo secolo: Guccini, Morandi, Mingardi, Carboni, Bocelli. 

Agnese delle Cocomere
📍Piazza Trento Trieste 8, Bologna
☎️ 051 302528

Imagine


Prima c’erano Parker e Lennon. Poi è arrivata Yoko. Ai giardini di via del Lavoro, in San Donato, il nome della baracchina gioca proprio su quel triangolo: Charlie Parker, John Lennon e Yoko Ono, l’artista giapponese finita per decenni nel mito storto della donna che avrebbe “rotto” i Beatles. Qui invece diventa insegna, faccia psichedelica, ironia pop piantata nel verde. Yoko nasce nel 2023 come baracchina estiva de L’Ortica, l’enoteca-birreria di via Mascarella conosciuta per vini naturali e birre artigianali. Solo che al parco tutti i giorni, da mezzogiorno alle 23.30 circa, porta quella stessa mano in mezzo a campetto, giochi, famiglie e clienti storici arrivati dal centro. Calici, birre, cocktail, bibite, succhi, caffè e da mangiare panini, piadine e insalate. D'estate anche gelati artigianali in coppetta. È quando cala il sole, però che Yoko diventa punto di appoggio per il quartiere. Ogni tanto un dj set dalle 19, area chill, musica nel fresco dei Parker Lennon. Durante SunDonato il parco si riempie quotidianamente di concerti e attività. 

Yoko 
📍Giardino Parker Lennon, Bologna
☎️ 331 3562584

Sapore di mare 

Una pizzetta dopo basket. Un gelato dopo i giochi. Una birretta prima di tornare a casa. Tito Lido funziona così, con il passo semplice della Lunetta Gamberini, parco sportivo di Bologna est tra via degli Orti e via Dagnini. Qui ci sono campi da tennis, basket, pallavolo, pista di pattinaggio, palestre, scuole, aree cani, bambini che corrono e gente che attraversa il verde da una strada all’altra. Il chiosco è la costola estiva di Tito Sport, bar di quartiere della Cirenaica portato avanti da Andrea Accorsi e Paolo Nanni. Loro lo spiegano meglio di tutti: “Gelati, pizzette e birrette. Tipo un Lido ma in Lunetta Gamberini”. Niente mare. Al suo posto ci sono prati, platani, palloni e tavoli all’aperto. Via degli Orti diventa il punto in cui ci si ferma tra una partita e una merenda. C'è di tutto: dal banco dei gelati per bambini al forno per pizze quando arriva fame vera. Dal lunedì al venerdì apre dalle 12 alle 21. Nel weekend dalle 9.30 con le colazioni fino alle 22.30. Anche per questo Tito Lido lavora come presidio leggero. Supporta feste di quartiere, mercatini del riuso, giornate della Lunetta Mia.

Tito Lido
📍Giardino Lunetta Gamberini, Bologna
☎️ 375 8060794

Into the wild


Gambe in spalla perché qui prima di bere devi salire. I 300 Scalini non sono un modo di dire. Sono uno degli accessi più fisici alla collina bolognese. Gradino dopo gradino lasci sotto le case, il traffico, il caldo della città. Sopra trovi un pianoro verde e la vista stupenda su San Luca.
Dal 2014 il Teatro dei Mignoli ha rimesso in moto questo pezzo di collina abbandonato e lo ha trasformato in un luogo di “Cultura e Colture”. Il rifugio di collina nasce lì dentro, insieme a orti, vigna, palco all’aperto, apiario e al forno comunitario in terra cruda costruito nel 2015. Il chiosco non fa orario da bar cittadino. Apre quando si accende la rassegna estiva, di solito da giugno a settembre, spesso dalle 18.30, il tempo di salire, prendere qualcosa e aspettare il tramonto. Al banco trovi burger vegani de La Zappa e il Mestolo, pizze, focacce e torte salate del Forno Gasperini, vini della Cantina Palazzona di Maggio, birre del territorio, succhi e bibite. Si beve sulle panche di fieno accanto all’orto di pomodori. Poi partono yoga, trekking, teatro tra i sentieri, concerti acustici e laboratori.

Ai 300 Scalini 
📍Parco San Pellegrino, Bologna
☎️ 333 1722027



Foto prese dai rispettivi profili social dei locali
In copertina Frida nel Parco

 

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