Dove vanno le sciure milanesi
Pubblicato il 1 maggio 2026 alle 11:00
Archetipo culturale del capoluogo meneghino, la sciura milanese è irriducibile icona di stile e di vita lenta. Mentre il resto della città sprofonda nella frenesia, lei vive, con calma, senza fretta, perché la sciura non rincorre niente e nessuno. La sciura vive per essere, per stare, per fare. Sempre impeccabile, mai fuori luogo, la si riconosce subito, con il suo bassotto al guinzaglio e quel fare inequivocabile, presuntuoso quanto basta, sarcastico, talvolta pungente.
Sempre indaffarate tra colazioni e aperitivi, shopping, amiche, incontri mondani, appuntamenti dal parrucchiere, lezioni di pilates, partite a carte e visite ai nipoti, le sciure milanesi (si muovono quasi sempre in coppia), con quell’aria disinvolta e leggera, sembrano non interessarsi a ciò che gli accade intorno: sono in realtà attentissime al loro angolino di società. E se la raccontano, si informano, vogliono sapere. Ma dove avvengono queste sessioni di chiacchiera e scoperta? Noi dei posti li abbiamo trovati. Bar e pasticcerie storiche, che nell’estetica riflettono perfettamente lo spirito delle signore milanesi e ne accolgono i pettegolezzi. Retaggi culturali che, proprio come loro, raccontano la storia di una Milano borghese, educata, un po’ snob, ne sono espressione riconoscibile e immediata, parte di un mondo quasi antico che continua ad affascinare per il suo essere così lontano dai cortocircuiti moderni e dai nuovi ritmi insostenibili. Loro sono lì, sedute sulla sedia, a bere cappuccino e mangiare pasticcini, così precise, così bellissime. E alla fine ci sediamo anche noi, di fianco a osservarle, perché guardando loro guardiamo la nostra città e un po’ anche noi stessi.

Storica pasticceria Milanese fondata nel 1817, Cova - nella sua sede in Montenapoleone - è una celebrazione dell’artigianalità italiana e meneghina. Oggi il locale mantiene il fascino del caffè letterario ottocentesco, con il suo arredo elegante di altri tempi e un servizio attento e preciso: meta perfetta per le merende delle sciure che girano per il centro e che qui ci passano poi ore. Simbolo della pasticceria, il panettone, che da Cova si mangia tutto l’anno. Per colazione o come dolce spuntino pomeridiano, si ordina con cioccolata calda o tè (che sì, si beve anche in primavera). Pasticcini e aperitivo sono serviti nelle alzatine come una volta e questo rende l’atmosfera ancora più suggestiva.
Via Monte Napoleone 8, Milano; Tel: 0276005599

Al centro di un quartiere ricco di trasformazioni, la pasticceria Cucchi rappresenta un punto fermo nella Milano che cambia. Tra nuove aperture e riqualificazioni (in De Amicis da pochi mesi ha aperto la metropolitana) Cucchi continua a far tendenza. E non c’è posto migliore per osservare la gente che passa, seduti al sole nei tavolini che circondano il locale all’angolo tra Corso Genova e Piazza Resistenza Partigiana, incastrati nella piazzetta in mattoncini che fa da crocevia. E intanto si fa colazione con toast burro e marmellata, si beve caffè nelle tazzine in ceramica o si fa aperitivo con le miniquiche e i minimuffin, i bignè salati e i quadrotti di sfoglia (anche qui rigorosamente con le alzatine). A proposito di aperitivo: c’è anche un drink che si chiama proprio Cucchi da provare (a base di bitter Campari, Biancosarti, Vernaccia di Oristano, Brandy e Silvestro shakerato).
Corso Genova 1, Milano; Tel: 0289409793

Affacciata sulla Galleria Vittorio Emanuele II, pasticceria Marchesi 1824 è un piccolo osservatorio sulla città, un luogo dove eleganza e abitudine si intrecciano con naturalezza. Fondata nel 1824 e oggi parte dell’universo Prada (questa sede), mantiene intatto quel fascino un po’ rarefatto fatto di boiserie, carta da parati, velluti, vassoi e dettagli impeccabili. Qui le sciure milanesi arrivano puntuali dopo il giro di shopping in Galleria, borse al braccio e passo deciso, si siedono con compostezza e ordinano un caffè o qualche pasticcino mignon, più per il rituale che per reale necessità. Dall’alto osservano il flusso continuo sotto la cupola, commentano, scrutano, riconoscono volti: perché Marchesi è anche questo, un piccolo teatro sociale dove ogni sguardo conta. Non si viene solo per la qualità (comunque impeccabile), ma per abitare, anche solo per un’ora, quell’idea di Milano fatta di gesti misurati, presenza e una certa, sottile, arte dell’apparire.
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano; Tel: 0294181710

Nel cuore elegante di Corso Magenta, pasticceria Biffi, fondata nel 1847, è una delle insegne storiche della città, un rifugio per chi cerca ancora una Milano d’antan fatta di colazioni lente, aperitivi e conversazioni che si allungano senza fretta. Biffi è la pasticceria del “quartiere bene”: dopo una visita al Cenacolo Vinciano o una passeggiata tra le vie silenziose attorno a Santa Maria delle Grazie, le signore milanesi siedono tra specchi antichi, lampadari di Murano e tavolini in marmo, ordinano una brioche o un Martini e restano qui per ore. Per la colazione c’è un’iconica combo: Kipfel ed Espressino Biffi, una sfoglia dolce con marmellata al lampone, da affiancare al caffè caldo con crema al latte fredda e gocce di cioccolato fondente.
Corso Magenta 87, Milano; Tel:0248006702

Nel pieno del quadrilatero, tra boutique e vetrine lucidissime, da Sant Ambroeus Milano mette in scena la sua versione più internazionale (senza perdere il suo accento). Nato nel 1936 come pasticceria, oggi è un punto d’incontro che attraversa la giornata intera, dalla colazione all’aperitivo, con un menu che tiene insieme tradizione milanese e suggestioni newyorkesi . Qui le sciure della città cambiano registro: meno discrete, più global, perfettamente a loro agio tra un cappuccino e un lobster roll. Ci si arriva dopo lo shopping tra via Montenapoleone e San Babila, ci si siede, si osserva, si commenta, perché anche qui, come in ogni vero salotto milanese, il rito non è solo quello del caffè, ma quello dello sguardo. Sant Ambroeus è elegante senza essere rigido, sofisticato ma vissuto: un luogo dove la tradizione si è aggiornata, senza perdere il gusto per il vedere e farsi vedere.
Corso Giacomo Matteotti 7, Milano; Tel: 0276000540
Nel cuore più autentico di Lorenteggio, lontano dai riflettori del centro, Castelnuovo è un posto molto amato, è la Milano fuori dal centro. Fondata nel 1945 da Enrico Castelnuovo, è una bottega storica che da generazioni porta avanti una pasticceria artigianale fatta di ricette di famiglia e gesti ripetuti con precisione affettiva. Si arriva qui attraversando la città, magari la domenica mattina, per un vassoio di pasticcini come si deve o per una torta importante (la celebre “Enrico”, pere e cioccolato, è praticamente un’istituzione). Le sciure si incontrano qui per riconoscersi: tra chi ordina “il solito”, chi scambia due parole con il banco e chi esce con scatole dolci da portare a pranzo.
Via dei Tulipani 18, Milano; Tel: 0248950168
In zona Marghera, tra i palazzi residenziali di una Milano più quotidiana, pasticceria Moriondo è il posto di una vita, dove si arriva già da bambini per la merenda della domenica pomeriggio. Le signore del quartiere si ritrovano tutte qui (un rituale dal 1946). La pasticceria è celebre soprattutto per i suoi amaretti morbidi, ancora oggi preparati a mano come una volta. Molto apprezzata anche la selezione di paste che colorano la vetrina al bancone, dove si arriva presto, spesso prestissimo, per una colazione veloce che accompagna le chiacchiere mondane. Moriondo è così: meno costruito, più vissuto. Un luogo dove la ritualità quotidiana conta più dell’estetica e dove il vero lusso, ancora una volta, è sapere esattamente cosa aspettarsi e trovarlo, puntuale, ogni giorno.
Via Marghera 10, Milano; Tel: 0248005643
Fotografie interne reperite dalle pagine social dei rispettivi locali.
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Milanese dalla nascita, amo ballare, viaggiare e mangiare. Mi piace la poesia, il cinema e il buon vino (soprattutto se bevuto in compagnia). Odio la convenzionalità e la monotonia mia annoia. Di giorno scopro il mondo, di notte dormo poco e scrivo tanto.