Il cavolo fa tendenza (i giornali più famosi lo confermano): ma dove mangiarlo a Milano?

Pubblicato il 27 marzo 2026

Il cavolo fa tendenza (i giornali più famosi lo confermano): ma dove mangiarlo a Milano?

Che alcuni ortaggi, attraggano per gusto e bellezza (diventando oggetti di design, moda e lifestyle), è ormai cosa risaputa. Ma che tra questi sia proprio il cavolo a fare tendenza, è una novità. E ne stanno parlando già in tantissimi: il New York Times ce lo aveva anticipato ad agosto celebrando il cavolo hispi (una varietà di cavolo cappuccino dalla forma allungata a punta), Vogue lo ha consacrato come verdura più chic dell’anno e il report annuale di Pinterest sui trend del 2026 dichiara che ne andremo matti (parla di Cabbage Crush, ovvero cotta per il cavolo). Il The Guardian ha creato addirittura un neologismo, “cabbagecore”, raccontando del cavolo come un fenomeno culturale. Da alimento povero a protagonista della tavola: economico, facilmente reperibile e incredibilmente versatile, il cavolo torna, letteralmente, sulla bocca di tutti (o quasi).

Un cavolo, tanti benefici

Il cavolo appartiene alla famiglia delle brassicaceae insieme ai broccoli, ai cavoletti di Bruxelles e ai cavolfiori. Questo particolare ortaggio può essere mangiato crudo, cotto o fermentato, ed è disponibile in diverse varietà di colori, forme e dimensioni. Si tratta di un alimento ricco di nutrienti, povero in termini calorici (è costituito principalmente da acqua e fibre), che apporta importanti benefici all’organismo. Oltre a essere fonte di potassio, ferro e calcio, il cavolo contiene micronutrienti fondamentali: la vitamina C, la vitamina K (per la coagulazione del sangue e la salute ossea), la vitamina A (presente nelle varietà a foglia scura) e l’acido folico.

Un ortaggio versatile

Sui social le ricette che lavorano questo bellissimo ortaggio sono moltissime e di ogni tipo, perché il cavolo può essere cucinato davvero in ogni modo. Dalle nostre tradizioni popolari, a idee più raffinate presenti anche in molti menù dei ristoranti più chiacchierati. E non mancano le preparazioni asiatiche più divertenti, popolarissime: il kimchi è di gran moda (a Milano la cucina coreana sta spopolando) e il pak-choy è d’obbligo per i fanatici dell’hot pot.

Semplice come un cavolo

Ma perché il cavolo ci piace così tanto? Forse per la sua semplicità, perché resta un buon alimento senza pretese, anche oggi quando sembra aver raggiunto la sua massima popolarità. Il cavolo, in tutte le sue varianti, con quelle striature ondulate, le foglie colorate e una texture particolare, ruvida e morbida allo stesso tempo, è anche affascinante, piacevole alla vista, simpatico in effetti. È sempre stato lì e forse non ce ne siamo accorti. Ci fa pensare un po’ all’infanzia, ai pranzi delle nonne, all’odore insopportabile che riempiva le stanze fin dalla mattina. Il cavolo è casa, fedele a se stesso anche nei suoi slanci più creativi: confortevole, parte di un pasto che ci aspetta, senza fretta.

Ma dove mangiare a Milano l'ortaggio di maggior tendenza? Ecco 5 posti dove andare sul sicuro.

La bottega alimentare in Porta Venezia


Nel quartiere di Porta Venezia, Brolo - orto con cucina è un ristorante davvero particolare, ispirato al mondo della frutta e della verdura, ai suoi colori e alle infinite possibilità che la natura regala. Il menù è interamente vegano, con piatti a rotazione preparati con ingredienti di stagione, molto interessanti, creativi e mai noiosi. La carta è piuttosto ricca, con antipasti, zuppe e vellutate, primi e secondi piatti, contorni e insalate (non mancano dolci, torte vegane e macedonia di frutta). Tra le varie ricette, la farinata toscana al cavolo nero e borlotti, spesso riproposta, è da dieci e lode; ma anche il cavolfiore arrostito con hummus di ceci e salsa chimichurri merita l’assaggio. Quello che mangi qui è fresco sul serio: dentro il locale ci sono interi scaffali dedicati ai protagonisti della cucina. Brolo è, infatti, anche bottega alimentare dove acquistare frutta e verdura (la stessa impiegata nelle preparazione dei piatti), oltre a conserve e marmellate pronte per l’acquisto. Mangiare qui regala tranquillità. Altre due note positive: vini organici e personale particolarmente gentile.
Via Melzo 19, Milano; Tel: 0289772534

La cucina eclettica di Porta Romana


Franca è una “cucina eclettica, con tanti colori e sentimento”, proprio come si definisce. È il punto di incontro tra diverse tradizioni culinarie che, da tutto il mondo, si trovano qui da Cucina Franca. Quindi contaminazione e condivisione come punti di partenza per una cucina attenta alla terra e ai sapori artigianali. Ma contaminazione e condivisione anche nell’esperienza: qui non ci sono prime o seconde portate, perché arriva tutto insieme, al centro della tavola per essere mangiato. Il menù è interessante, da decifrare, con nomi dei piatti tanto particolari quanto misteriosi (è consigliato chiederne la spiegazione al personale di sala). Verdure e ortaggi sono presenti in tutte le preparazioni: di stagione, molto buoni. Buone anche le proposte di street-food come le empanadas fritas e chimichurri e il Lomito (panino di manzo). Merita anche la selezione di vini. Il locale è intimo, curato ma easy (bei calcini ma niente tovaglia), con una cucina a vista e sgabelli al bancone per goderti gli chef a lavoro. Disponibile, un percorso di degustazione: 6 piatti a scelta e un dolce a scelta dello chef (40 euro a persona, con coperto e bevande escluse).
Via Friuli 78, Milano; info@cucinafranca.com

Il bistrot in Martesana


Bistrot, locale per colazione e aperitivi, Tipografia Alimentare si affaccia sul Naviglio della Martesana, quindi ideale per una lunga sosta dopo le passeggiate della domenica mattina. Il locale è molto semplice, luminoso, pieno di libri, piante, macchine da scrivere e oggetti di recupero (le sedie sono come quelle che usavamo a scuola). La proposta è naturale, dal vino (con etichette italiane ed Europee) al cibo, con un menù che cambia spesso in base alla stagionalità dei prodotti e alla disponibilità sul mercato. Anche questa carta è pensata per essere condivisa, con piatti da assaggiare e scambiare al centro della tavola. Zucca con fonduta blu e cavolo nero, ma anche cavolo viola con salsa al pepe verde e nocciole piemontesi: due modi nuovi e buonissimi di assaggiare il nostro ortaggio preferito del momento. Particolare attenzione alla provenienza di ogni ingrediente: da agricoltura sostenibile e produttori piccolissimi di fiducia. Tipografia alimentare ha un forno attivo: disponibili ogni giorno pane fresco preparato con farine macinate a pietra e lievito madre, una selezione di prodotti di pasticceria e, durante il weekend a colazione, brioche, maritozzi, cinnamon e cardamon roll.
Via Dolomiti 1, Milano; Tel: 0283537868

Il ristorante coreano in Porta Genova


La cucina coreana rappresenta una nuova tendenza gastronomica milanese. Tra i tanti posti in città, c’è un piccolo angolo di Corea a due passi da Porta Genova che ti fa sentire sempre a casa. Si chiama Li-sei Deli, un ristorantino con pochi posti, tutto in mattoni a vista e luci delicate. Il locale è stato inaugurato da una coppia, Okhee e Kihyuk, con la voglia di trasmettere le tradizioni della loro cultura d’origine attraverso la cucina. In questo piccolo e delicatissimo bistrot tutti i piatti sono preparati al momento (la cucina è semi a vista). Le proposte sono accessibili a tutti, buone da mangiare, molto piacevoli alla vista, armoniose come l’ambiente dove sono serviti. Nel menù, immancabile il kimchi, pilastro della cucina coreana, un piatto antico, quasi venerato. Si tratta del cavolo cinese fermentato, condito con peperoncino (che gli dona colore), aglio e zenzero. Ordinarlo è praticamente obbligatorio! Si aggiungono tante altre specialità, come il pollo fritto, il bibimbap, lo janchi guksu, il burger di maiale piccante o il koma kimbap. Tutto buono. E a conclusione qualche dolce della casa: biscotti coreani, torta di riso e bungeo-ppang, i famosi dolci a forma di pesce farciti con fagioli dolci rossi.
Via Vigevano 9, Milano; Tel: 0249775083

L'hot pot in Chinatown


Nel quartiere della tradizione gastronomica cinese, Little Lamb Sarpi è un ristorante un po’ nascosto dove mangiare hot pot. Il locale è molto grande, con diverse postazioni (per coppie o gruppi) al centro delle quali spicca lui, il grosso contenitore per il brodo, dal quale escono costantemente fumi e buonissimi odori che si propagano nello spazio (ti consigliamo di lasciare a casa il tuo cappotto preferito). Dal menù scegli il tipo di brodo (se ne possono selezionare anche diversi da assaggiare contemporaneamente) e tutti gli ingredienti che vuoi cuocerci all’interno: questi ti verranno serviti crudi, a te sta il resto. C’è proprio di tutto, dalla carne al pesce, dal tofu ai funghi ai noodles. Simbolo di questa particolare tradizione, il pak-choi, il cavolo cinese servito a foglie, da cuocere lentamente nel brodo bollente. A completare, salse di ogni genere che prendi tu direttamente da un bancone apposito. A cena qui ci si diverte.
Via Paolo Sarpi 8, Milano; Tel: 3481819546


Fotografie interne tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
In copertina:Tipografia Alimentare. 

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scritto da:

Beatrice Tagliapietra

Milanese dalla nascita, amo ballare, viaggiare e mangiare. Mi piace la poesia, il cinema e il buon vino (soprattutto se bevuto in compagnia). Odio la convenzionalità e la monotonia mia annoia. Di giorno scopro il mondo, di notte dormo poco e scrivo tanto.

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