È un viaggio multisensoriale quello che si vive al Ristoro dei Templari, frequentatissima trattoria, braceria e pizzeria di via Grandi nel cuore del centro storico. Il viaggio inizia dall’atmosfera che si respira nelle suggestive sale con soffitto a volta in pietra leccese per arrivare all’ampia e invitante proposta gastronomica che affonda le sue radici nella tradizione. Una tradizione che parte dalla terra e arriva sulle nostre tavole sprigionando genuinità, freschezza e amore.


Il passato viene ben presto rievocato da più elementi: non solo dagli antichi profumi e sapori, ma anche dalla suggestiva location e dal nome stesso del locale; si torna dunque al Medioevo, quando i templari andavano alla ricerca di un luogo di ristoro dove riposarsi e rifocillarsi a seguito di un’estenuante battaglia.
Ancora oggi è questo che la famiglia De Benedittis dal 2013 offre alla sua affezionata clientela: ristoro, accoglienza, genuinità e tradizione.


L’idea, infatti, proviene da una geniale intuizione di Bruno, giovane imprenditore originario di Nardò, con alle spalle esperienza da vendere. Ai locali notturni, infatti, ha preferito il settore della ristorazione di qualità, con il nobile obiettivo di riportare in auge una cucina ormai perduta, quella – per intenderci – delle nonne, fatta con i sapori genuini di una volta e che attingeva esclusivamente ai prodotti della terra, dell’orto del contadino dietro casa.


In cucina mamma Mary, alla quale va un doveroso applauso per l’impegno quotidiano nel far rivivere ricette segrete che non hanno eguali. Mentre in sala e a guida dello staff, insieme a Bruno, ci sono il padre e altri collaboratori, che con gentilezza e mai invadenza accolgono impeccabilmente gli ospiti di questo rifugio per buongustai.
Il segreto? Una quotidiana ricerca dei migliori ingredienti, possibilmente a km 0. Avendo a disposizione un centinaio di coperti all’interno e una quarantina all’aperto nel grazioso dehor fronte strada, infatti, il Ristoro dei Templari dà garanzia di freschezza in ogni preparazione.


Locali e turisti vengono qui dunque per assaporare le vere cicorie di campagna, le rape, le melanzane, i peperoni, le zucchine, ma anche le polpette al sugo, le braciole cotte a regola d’arte, la pasta fatta in casa, le crocchette originali, i ciceri e tria, l’antipasto della casa con frittini a km0, affettati, formaggi e molto altro ancora. Perché alla tradizione “nuda e cruda” si affiancano anche alcune preparazioni creative (ma non troppo) e allo stesso tempo genuine.


Tra i “must” da non perdere cito il Sacro Graal, un piatto ricco di abbondante di pasta fatta in casa – nella precisione orecchiette e maccheroncini, i cosiddetti maritati - ripassata con sugo di capocollo di maiale e melanzane e cosparsa da braciole di vitello, cacioricotta e melanzane fritte. Consigliato per due persone e servito in un tegame direttamente al tavolo.
Come secondo, invece, imperdibili sono i bocconcini di vitello al Negroamaro, così come le costine di maiale “alla Bruno”, condite con un sugo la cui ricetta è semi segreta; posso dirti però che sono piccantine e speziate.


Oltre alla cucina tipica, altro punto di forza è la braceria, un mercato sempre più in voga e che merita attenzione. La differenza però che qui si riscontra rispetto ai soliti locali, visti e rivisti, è la qualità dei lavorati, fatti anch’essi artigianalmente. Oltre alle tradizionali tagliate di manzo, pollo e cavallo, in menu troviamo le classiche bombette, le braciole, gli involtini di agnello e molto altro che va ad aggiungersi ogni giorno a qualche fuori menu pensato in base alla spesa del giorno.


E per non farsi mancare niente, c’è anche la pizzeria. Acqua, farina e lievito madre sono gli unici ingredienti dell’impasto utilizzato, che viene lievitato un minimo di 56h fino a un massimo di 72h. Dopodiché la pizza viene cotta a regola d’arte in forno in pietra. Tra le mie preferite la pizza con prosciutto crudo e stracciatella, ma anche la Burratina di nonna Mery, con base bianca, pomodorini freschi, crudo, rucola e burratina da 150gr.


Per concludere in bellezza, se sei un goloso, devi assaggiare il tiramisù scomposto o le mille voglie del cavaliere, dessert composto da strati di sfoglia sbriciolata con nutella, crema chantilly e mandorle.


Infine, visto che chi mangia bene, solitamente, ama anche bere bene, c’è da dire che in questo locale non manca una discreta selezione di vini, curata con la collaborazione di una enoteca. A chi preferisce il vino della casa, invece, verrà servito nettare proveniente dalla cantina Apollonio o Conti Zecca. Anche la birra è locale, con diverse etichette di Birra Salento.


 

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