Una storia antica che punta al futuro: il Jolie Restaurant & Lounge Bar

Pubblicato il: 23 febbraio 2020

Una storia antica che punta al futuro: il Jolie Restaurant & Lounge Bar

Oggi siamo a Canosa, città tra le più antiche e ricche di reperti storici di tutta ltalia. Qui non si contano le testimonianze del passato, veri tesori che è possibile ammirare tanto nel Museo Archeologico cittadino quanto nel prestigiosissimo (ma un pochetto fuori mano) British Museum di Londra.
Una ipotesi formulata dagli studiosi vorrebbe far risalire l'origine del suo nome alla parola ebraica Chanuth (in italiano "taverna"). Beh, ora capirete che, se tanto mi da tanto, mi trovo nel posto giusto! Oggi, infatti, visiterò una taverna, una taverna nel senso più ampio del termine: oggi visiterò un locale in cui star bene, mangiare bene, bere bene, incontare bella gente.
Nel suo piccolo, anche questo ristorante ha fatto storia, la storia della movida di Canosa degli ultimi vent’anni e, di sicuro, vuole continuare a farla. E' questo che rivendica con orgoglio Giuseppe Giuliani, accogliendomi nel Jolie Restaurant & Lounge Bar. Sarà lui a guidarmi nei meandri di pietra di questo locale storico, fra tradizione e modernità. Due termini che sembrano in antitesi ma che qui parlano la stessa, deliziosa, lingua.

Iniziamo subito con 


Baccalà in tempura su vellutata di piselli.
Si tratta di un piatto coloratissimo e profumato. Il baccalà e di ottima fattura, e lo si capisce fin dal primo boccone. La vellutata di piselli fa si che ogni assaggio sia morbido, cremoso, avvolgente. La fritturina è veramente leggera, e non è cosa affatto scontata quando si parla di baccalà. La dolce vellutata di piselli, per di più, aiuta psicologicamente la mia coscienza di "rimandatore seriale di diete mai iniziate" a sentirsi meno in colpa.

Nel frattempo, arriva trionfante sul tavolo una selezione di salumi murgiani da applausi.
Altro che archeologia: qui a tornare alla luce c’è solo il mio palato, evocato da questi salumi che sanno di Puglia autentica, sanno di qualità, sanno di magia! Ma non c'è tempo di perdersi in ciarle, il primo è in arrivo!

 


Spaghetto cacio e pepe
Oh, benedetto Iddio! finalmente una Cacio e Pepe classica, non edulcorata, non rivisitata, reinventata, imbrattata. Insomma, questa è la cacio e pepe, vera e semplice. Primordiale e originale. Come dovrebbe essere. Lo spago è al dente, il condimento legato benissimo, la salsina che si è formata dall'unione di amido, cacio e pepe è 'na goduria. Né troppo liquida né troppo filamentosa. E’ perfetta, come solo nel Lazio ho trovato.
Merita una menzione d’onore un altro primo che offre il menù: si tratta dei Cavatelli, fagioli e cozze che, così narra la leggenda, per come li fanno qui al Jolie sono finiti sui libri. Di gastronomia? No, sui libri di Antologia!


Entrecôte argentina
Una portata maestosa. Che dire di questa bontà!? La scioglievolezza ed il gusto esplosivo di ogni assaggio spronano la salivazione nel mio palato che così brama un calice di vino, un grande vino locale, della piana dell'Ofanto. In questa specifica zona d'Italia si producono vini fin dai tempi degli antichi romani.

Laddove alla terra doveste preferire il mare,  vi consiglierei i Moscardini su crosta di pane con pomodorino pachino.  Di questo piatto chiedo solo un assaggino, ma tanto basta per farmi ''uscire matto''. In preda al delirio gustolfattivo, infatti, mi dirigo verso la cucina ed abbraccio i cuochi. La mia visita improvvisa li ha colti di stucco ma ancor più ha fatto colpo su di me: difficilmente mi è capitato di recepire in una cucina, al netto di un mio pazzo blitz, tanti sorrisi, gioia e serenità. Il cameriere che è in me ha colto tanta di quella armonia tra colleghi, che mi è parso di trovarmi in una brigata equilibrata, collaudata, in cui non ci sono operanti che fanno casualmente lo stesso lavoro... ma amici che amano ciò che fanno e lo vogliono fare nel migliore dei modi.


Prima di andar via, una parola su ciò che definisco l'angolo del canaruto, ovvero la proposta dei dessert. Giungono due dolci, due, che sono Bibbia e Vangelo della storia dei dolci italiani:
Millefoglie al cioccolato e Tiramisù.
Si tratta di dolci golosi, non stucchevoli. Così dovrebbero essere i dolci a fine pasto: il quid in più da ricordarsi. Entrambi i dolci scendono che è un piacere, questo a causa delle grandi materie prime di cui sono composti. Di fronte a mostri sacri della nostra tradizione eseguiti correttamente, non posso che alzare le mani.

Dopo aver esplorato il Jolie alla ricerca del gusto e dopo averlo rinvenuto in abbondanza, ringrazio la brigata per l’eccellente lavoro. Stanno traghettando il Jolie dai fasti del passato alle glorie del futuro. A me, ora, non resta che salire sulla mia gastronave e puntare verso l'infinito e oltre (che poi sarebbe il prossimo ristorante).
 

  • RECENSIONE

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Jolie

    Via John Fitzgerald Kennedy 14, Canosa Di Puglia (BT)

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