Elliott Erwitt arriva al JMuseo e porta a Jesolo uno sguardo che ha attraversato un secolo

Pubblicato il 12 giugno 2026

Elliott Erwitt arriva al JMuseo e porta a Jesolo uno sguardo che ha attraversato un secolo

Dal 13 giugno al 18 ottobre 2026 il JMuseo di Jesolo inaugura Elliott Erwitt. Icons, una mostra che porta in città ottanta fotografie tra le più note del grande autore franco‑americano. Non una retrospettiva, ma un percorso vero e proprio costruito per mostrare come Erwitt abbia trasformato l’osservazione quotidiana in un linguaggio autonomo con ironia, storia e fragilità.

Il punto di forza dell’esposizione è la selezione: immagini diventate parte dell’immaginario collettivo - dal celebre scatto di Marilyn Monroe sul set di Quando la moglie è in vacanza al California Kiss, fino ai ritratti di Che Guevara, Fidel Castro, Sophia Loren, Kerouac - affiancate a scene intime, fotografie di famiglia e autoritratti che rivelano la sua autoironia. La mostra non cerca di spiegare Erwitt, ma di far emergere il suo modo di guardare.

L’unicità del progetto sta anche nel contesto. Il JMuseo, con i suoi quattro piani pensati come spazio espositivo e luogo di incontro, permette un allestimento che alterna icone, materiali d’archivio e scatti meno noti. La sezione dedicata ai cani - soggetti ricorrenti nella sua produzione - mostra il lato più giocoso del fotografo, con immagini scattate spesso “dal punto di vista dell’animale”, ottenute con strategie improvvisate come trombette o versi per catturare reazioni spontanee.

Il percorso dialoga inoltre con il bicentenario della prima fotografia della storia, collegando l’opera di Erwitt alle origini del mezzo e alla sua evoluzione come strumento narrativo.

La mostra funziona perché non costruisce un monumento all’autore: lascia che siano le immagini a parlare, mostrando come Erwitt abbia saputo trasformare l’attimo in racconto senza mai perdere la capacità di osservare il mondo. Ovvimente, sempre a modo suo.

Per info e biglietti vedi il sito ufficiale del museo
 

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scritto da:

Damiano Fantuz

Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta

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