Questi sono i cocktail bar con cucina più fighi di Milano

Pubblicato il 12 marzo 2024

Questi sono i cocktail bar con cucina più fighi di Milano

Alla scoperta di questi locali dove non solo si #bevebene ma si mangia pure alla grande

Milano è la patria indiscussa dell’alta miscelazione. Sotto la Madonnina si respira l’aria più international d’Italia, normale quindi che tutte le nuove e più originali tecniche di miscelazione trovino spazio di sperimentazione proprio qui. Design e drink, nel decennio scorso andava ancora di moda l’assioma della “Milano da bere” che ora suono un poco retrò ma mantiene intatto un piccolo fondo di verità. Nella City si può certamente #berebene ma poi capita che resta sempre quel senso di fame da colmare.

La mission, mica tanto impossible, di questo giro è quella di fare un giro nei cocktail bar di Milano dove si beve alla grande ma dove, senza farsi lo sbatta di cambiare location, si può anche mangiare una sciocchezza per riempire un po’ la pancia. Che poi, la maggior parte delle volte, questo suona un po’ come una scusa per ordinare un altro cocktail. Poco importa perché in questi cocktail bar di Milano con cucina vale tutto: bere alla grande e uscire sazi. In una parola: appagati.

Moebius

Ci facevo caso proprio l’altra sera, quando me ne stavo seduto da Berberè a mangiare un piazza. Proprio di fronte, in via Cappellini, tra Centrale e Porta Venezia, c’è Moebius. Da fuori sembra molto figo, promessa che viene mantenuta anche una volta varcata la soglia. Stile industrial, cocktail perfettamente miscelati e da mangiare tapas.

Tapas e drink

Dall’ora dell’aperitivo puoi scegliere una tapas da abbinare a un drink, ma la carta propone anche piatti di portata, sempre rigorosamente accompagnati a un drink. Per bere ci si può sistemare anche sull’accogliente divanetto, mentre per mangiare c’è un tavolo social, che fa molto figo, e una trentina di coperti. Il ristorante si definisce “sperimentale” e per provarlo bisogna salire al piano superiore: il concetto di tapa resta protagonista ma le declinazioni liberano le vie del gusto verso nuovi orizzonti.

Cosa scegliere

Tra le tapas si può scegliere tra il bao alla vaccinara, salumi di cinta senese oppure un crostino di carne cruda. Da bere, invece, uno Stel, miscelato con whisky Suntory Toki, pesca, limone, vaniglia, Palo Santo, panna, Laphroaig Quarter Cask, Perrier.
Moebius Milano - via Cappellini 25, Milano - tel. 02.36643680

Dry Milano

La formula qui funziona a meraviglia già da qualche anno. Cocktail più pizza, niente di complicato. La pizza però è gourmet e il drink è miscelato a regola d’arte. Ci spostiamo da Dry Milano, in via Solferino. Per prima cosa dimenticati la classica pizzeria perché la location è molto più ricercata, con il giusto tocco di originalità. Direi elegante ma senza risultare eccessivamente formale. I più bravi chiamano l’alchimia food paring, oppure sono semplicemente più avvezzi a farsi influenzare dal fascino molto diffuso dell’anglismo d’effetto. Al di là delle pur interessanti dispute linguistiche, l’accoppiata di Dry funziona a meraviglia, con le pizze che sono firmate da Lorenzo Sirabella, pizzaiolo di Ischia che si è già fatto apprezzare sotto la Madonnina, mentre dietro al bancone inizia il regno di Edris Al Malat che esplora nuovi confini della miscelazione senza mai dimenticare l’appagamento del gusto.

Pizza gourmet + cocktail

Qui si mangia e si beve, ma soprattutto si sperimenta. Cosa? Un Clover Bread, miscelato con Gin Bulldog, osmosi di lamponi, pane infuso al Vermouth Mancino Dry e bollicine. L’abbinamento con la pizza è una questione di gusto molto personale. Io personalmente andrei senza remore su una margherita con Fiordilatte. Perché se è vero che mi piace provare nuovi gusti nel cocktail, la pizza è già buona così, nella sua semplicità, con una selezione di ottimo livello delle materie prime. Niente di più.
Dry Milano - via Solferino 33, Milano - tel. 02.63793414

Iter

Si potrebbe definire, senza troppi fronzoli, un locale per viaggiatori. Iter, siamo ora sui Navigli, è aperto da Nico Scarnera e Flavio Angiolillo, la famiglia è per certi versi quella allargata del Mag, del 1930, di Barba e di Backdoor43. L’intento è quello di fare un viaggio, ovviamente in senso figurato, ogni sei mesi, in un posto diverso. Si useranno, quindi, i prodotti tipici del Paese scelto per preparare il menu. Il discorso vale sia per i drink che per i piatti, perché qui stiamo facendoproprio un viaggio, molto ragionato, sui cocktail bar di Milano con cucina che vale la pena provare. Se ti giri vedi mappamondi, libri, cappelli da esploratore: insomma ogni complemento d’arredo rimanda allo spostamento.

Un viaggio tra sapori che cambiano

Un percorso che è tra gusti e materie prime diverse, che cambiano, ma sempre selezionate con attenzione e preparate con un tocco sapiente. Si parte sempre dall’Italia, perché i prodotti presenti nel locale sono made in Italy. Ma c’è sempre spazio per contaminazioni interessanti, capaci di catapultare l’ospite in nuovi scenari. Nei mesi scorsi si poteva finire in Scozia, terra che io amo particolarmente, per il whisky, per i castelli e per i laghi. Ma il viaggio ha toccato anche Olanda, Panama, Francia, Estonia e Marocco. Risulterebbe quindi riduttivo soffermarci su un cocktail o un piatto proposto oggi perché, probabilmente, quando deciderai di fermarti anche tu, il viaggio di Iter ci avrà condotto in una nuova località, con tutti i suoi sapori da scoprire.
Iter - via Mario Fusetti 1, Milano - tel. 02.35999589

Rita’s Tiki Room

Proprio di fronte allo storico Rita & Cocktails, meta ormai ventennale tra le più note per chi vuole #berebene sui Navigli, dal un’idea di Edoardo Nono e Chiara Buzzi, nel 2019, è nato il Rita’s Tiki Room. L’atmosfera richiama particolari polinesiani, hawaiani e caraibici, con materiali che contribuiscono a creare la magia che rimanda direttamente ai primi Tiki bar nati in America agli inizi del secolo scorso. L’attenzione per il particolare qui parte dalla scelta dei complementi d’arredo, indispensabili per formare l’identità del locale, con la maggior parte del mobilio realizzata a mano, dallo staff dello scenografo Matteo Oioli, tutto su misura. Con la bella stagione il valore aggiunto è senza dubbio il giardino coperto, in stile tipicamente Tiki, con suggestioni floreali ed esotiche, in un’esplosione di colori che contribuiscono a creare un’atmosfera molto rilassata.

Cosa bere

La drink list combina aperitivo, cena e dopocena, con cocktail a base di frutta tropicale, spezie e soprattutto rum. Giusto per rendere l’idea, la bottigliera vanta oltre 200 etichette. La proposta cambia stagionalmente, con una selezione che è il risultato di approfonditi studi sulle tecniche di miscelazione, con ingredienti sempre freschi e con preparazioni home made. Giusto per fare un esempio, per il cocktail si preferisce l’agrume fresco, nel perfetto stile Rita. Ci sono grandi classici, come il Mai Tai, con Rum Martinica e Giamaica, liquore all’arancia, orzata fatta in casa e lime, oppure il Painkiller, miscelato con Navy rum, crema di cocco, arancia, ananas, cannelle noce moscata.

Cosa mangiare

Da gustare una serie di snack e tapas, preferibilmente da condividere, che spaziano da gyoza giapponesi a piccoli kebab turchi, spring rolls di varia natura filippini e vietnamiti, con opzioni vegetariane. Tra i piatti principali ci sono ricette oiginali come il Pad Thai, il tagliolino di riso saltato sulla piastra, con salsa al tamarindo, germogli, gamberi saltati e arachidi. Sempre per restare in tema di originalità, si può ordinare un Tom Yam, l’originale zuppa thailandese con curry, cocco, lemongrass e coriandolo, arricchita con gamberi e calamari, saltati alla plancha. La cucina è aperta dalle 18 a mezzanotte.

Foto di copertina di Dry

  • BERE BENE
  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

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