Boccaporto, intervista ad Adriano Cinquepalmi

Pubblicato il: 11 agosto 2020

Boccaporto, intervista ad Adriano Cinquepalmi

"Je Pe Tutt": l'unicità di Boccaporto è data, anche, dalla sua massima culinaria. Una sorta di "aggiungi un posto a tavola, tanto ce n'è per tutti": una frase dalle mille sfaccettature locali proveniente dalla nonna dei proprietari, che stava e sta ad indicare l'abbondanza e la genuninità di un locale in perfetta fusione col mare e con la famiglia. 

Come nasce l'idea di aprire Boccaporto?
Il nostro locale è adiacente a quello già esistente "La Cambusa", per cui abbiamo deciso di espanderci e offrire un'impronta food, che prima non avevamo. L'idea è nata da me e mio fratello Maurizio, già proprietari dell'altro locale, per offrire una serie di percorsi culinari ai nostri clienti, oltre al drink e beverage.

La passione è nata da mio padre, Francesco Cinquepalmi, venuto a mancare l'anno scorso che non smetteremo mai di ringraziare; un pescatore del posto che mi ha insegnato a conoscere, catturare e, ovviamente, degustare il pescato che offriamo. 

Boccaporto, come mai la scelta di questo nome?
Il Boccaporto è una parte della barca, insieme alla Cambusa, che serve per riposare. Una specie di botola che serve per aspettare mentre si gettano le reti, mentre la Cambusa è la parte dove ci sono i viveri. 

I principi della vostra cucina


La nostra cucina è basata soprattutto sugli abbinamenti dei nostri prodotti tipici locali, quindi, sulla tradizione e, soprattutto, sulla qualità degli ingredienti. Tutto quello che realizziamo all'interno di Boccaporto è preparato da noi, non ci sono preparazioni preconfezionate perché vogliamo basarci sulla qualità e non sulla quantità. Il tutto è basato, anche, sulle nostre preferenze culinarie: tutto quello che cuciniamo qui, lo mangiamo anche noi, sia perché ci piace farlo, sia perché vogliamo che la nostra clientela sia soddisfatta dei nostri piatti e di quello che racchiudono. 

3 piatti forti del vostro menù


La nostra cucina è a base di pesce locale, per cui tra i piatti da non perdere assolutamente troviamo: le polpette di polpo, una tra le specialità che vendiamo tantissimo e che ci sta facendo pensare di aprire una sola "polpetteria"; il burger di tonno, uno dei pochi panini insieme ad un altro che sin dall'inizio non è mai passato di moda perché super richiesto e, infine, il sushi: un piatto che rimane nella memoria di chiunque passi a trovarci insieme alle poke bowl che ognuno degusta in maniera personalizzata.
Nella cucina ci vuole inventiva! Io personalmente non ho nessun titolo che attesti che sono uno chef, ma adoro cucinare e mi basta per sentrimi tale e per avere libero arbitrio sulla mia cucina. Ho una passione smisurata per le preparazioni e se qualcuno mi chiede personalmente di fare a modo mio, sono la persona più felice del mondo.

Chi troviamo in cucina
In cucina troviamo Nicola De Mattia, Giuseppe Angelastri, me e mio fratello, tutti quanti chef
uniti nella preparazione fusion. Io sono il sushi man per passione e mi occupo personalmente della preparazione del nostro sushi.
Inoltre, troviamo Luigi in sala, Corinna mia madre e Laura Di Pinto, enologa.

Cosa troviamo da bere?
Per quanto riguarda il beverage, ci rifacciamo alla Cambusa (locale accanto) dove Laura propone determinati vini, in parte pugliesi, sicialiani ma comunque di stampo nazionale, in base alle nostre preparazioni. 

Un tuo aneddoto personale


Certo! Il mio aneddoto personale che troviamo anche stampato all'interno del locale è "Je Pe Tutt!" (in dialetto noiano),"This is for all" (è per tutti): un detto che diceva mia nonna perché adorava condividere la sua cucina. Ricordo ancora quando si sedeva in strada, dopo aver cucinato, e quando le chiedevi cosa avesse preparato, lei rispondeva serafica "Cuss ie pe tutt!". Ed è questo il mood di Boccaporto, l'abbondanza e la tradizione condivisa con tutti i nostri clienti.

Cosa odi di più del tuo lavoro?
Alle volte mi capita di aver studiato un panino in maniera quasi maniacale e un cliente vuole stravolgere totalmente la mia ricetta. Ovviamente, capisco che la cucina è una questione di gusti, ma modificare totalmente una mia creazione presente su menù, mi innervosisce.

Un'esperienza legata all'attività
Avrei tantissime esperienze da raccontare da quelle più divertenti a numerosi incidenti di percorso, ma quella che ricordo in particolare è l'inaugurazione: un momento davvero commovente legato in particolare al ricordo di mio padre, Francesco, una persona molto importante che mi ha trasmesso la passione per il pescato.

Da dove nasce questa tua passione per la cucina e la ristorazione?
La mia passione deriva non solo da mio padre, ma anche dal fatto che amo mangiare e sperimentare.

Cosa c'è di unico nel tuo locale?


La nostra unicità penso derivi da noi e dalla nostra voglia di lavorare a contatto con il pubblico. Noi ci mettiamo la nostra impronta, esattamente come tutte le altre attività di ristorazione, e vogliamo fare la differenza così!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Anna Rosa Montalbò

33 anni da Polignano a Mare, giornalista pubblicista freelance, collaboro con testate giornalistiche cartacee e online da 15 anni. Proprietaria di Italy SWAG agenzia di comunicazione di Mola di Bari, Food Blogger italiana associata AIFB, madrina del progetto C'ena una Volta e dell'#iomangioacasa. Ho conseguito la qualifica come SEO Master, Eccellenze in Digitale di Google e Social Media Strategist esperta in FB ads e grafiche e infografiche. Specializzanda in criminologia psichiatrica forense. Amo sperimentare nuovi sapori e colori, per me la cucina non è nulla di scontato, anzi è scienza e matematica in un piatto.

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