​10 ristoranti dei musei che devi provare, sono la nuova scelta gourmet

Pubblicato il: 30 maggio

​10 ristoranti dei musei che devi provare, sono la nuova scelta gourmet

La fame d’arte, certo, si accompagna alla fame vera e propria.

Cosa c'è di più bello e rilassante di una domenica da trascorrere al museo o a vedere una mostra? A mio parere uno dei programmi per la primavera/estate più accattivanti (queste le 20 mostre da non perdere); in famiglia, con i bambini, in coppia, o anche soli, è sempre e comunque occasione per vivere la città. Ma poiché non manco di senso pratico, è bene pensare anche allo stomaco, la fame, a fine audio guida, riecheggia inesorabile, ecco come non farsi trovare impreparati. Molti musei hanno colto la sfida, proporre una cucina buona – anche stellata, altroché - e a misura di tutti in contesti che fino a qualche anno fa erano il deserto culinario o, peggio, proponevano pizzette riscaldate. Ecco 10 ristoranti dentro i musei, o assolutamente vicino, da provare e per tutte le tasche.

# MILANO

Osteria con Vista alla Terrazza Triennale - Viale Emilio Alemagna, 6


Quando cultura, gastronomia e design vanno a braccetto ecco Osteria con Vista alla Triennale, istituzione museale milanese, che ha aperto la sua terrazza diretta dallo chef stellato Stefano Cerveni. La cucina colpisce nel segno, la vista sulla città è il contorno perfetto. E i cocktail sono tra i migliori di Milano.

Enrico Bartolini al MUDEC - Via Tortona, 56


Al Museo delle Culture ecco Enrico Bartolini, con ristorante e bistrot; chef con doppia stella che dopo sei anni passati al Devero Hotel di Cavenago Brianza è approdato a Milano. In carta anche i suoi piatti più famosi come i Bottoni di olio e lime al sugo di cacciucco e polpo alla brace o il Risotto alle rape rosse con salsa al gorgonzola.

# TORINO

Spazio 7 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Via Modane, 20


Alessandro Mecca porta in tavola piatti rivisitati in chiave contemporanea, ma che vogliono al tempo stesso rappresentare un viaggio nei sapori più autentici della tradizione italiana, con alcuni omaggi al Piemonte e alla storia culinaria della città di Torino.

Combal.Zero al Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea – Piazza Mafalda di Savoia


Una stella Michelin (erano due, ma c'è chi dice dovrebbero essere anche tre) per il ristorante di Davide Scabin: il Castello di Rivoli vale una gita fuori porta anche solo per provare i piatti più celebri dello chef, la cui cucina sperimentale e irriverente l'ha portato sempre ai vertici delle classifiche di tutto il mondo.

# VENEZIA

Peggy Guggenheim Cafè - Dorsoduro, 701-704


All'interno di uno dei più bei musei di Venezia, e d'Italia, è uno spazio luminoso, dotato di un’ampia veranda e giardino, in cui i visitatori possono rilassarsi tra le sculture della Collezione Peggy Guggenheim, sorseggiando un caffè o pranzando. E non manca il tocco di design con i contributi di Arclinea, che ha progettato la zona bar, Arper, che ha firmato gli arredi e Reggiani per l'illuminazione. L'accesso è solo previo acquisto del biglietto d'ingresso al museo.

Il 22 giugno alla Collezione Peggy Guggenheim l'aperitivo è offerto da Aperol in occasione della "notte dell'arte", Art Night Venice, organizzata come ogni anno dall'Università Ca' Foscari. Un’apertura straordinaria gratuita del museo dalle 18.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22), presentazioni al pubblico in italiano e in inglese, un laboratorio per bambini e un lungo aperitivo nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni offerto da Aperol. 

# BOLOGNA

Ex Forno al MAMbo - Via Don Minzoni, 14/e


Un “the place to be” a Bologna, in cui fare pausa caffè, pranzare, aperitivo - a buffet - e bere un drink o, soprattutto, provare uno degli hamburger in carta. Cafè del Museo d'Arte Moderna, il locale è comunque aperto a tutti ed è impossibile non sentire la presenza di arte e design: tavolo e bancone, le opere di Flavio Favelli, le fotografie alle pareti, fino all’arredamento vintage. La sera, spesso animata da dj set, è il perfetto pre disco molto posh, va detto.

# LUCCA

L'Imbuto a Palazzo Pfanner - Piazza del Collegio, 7


Il Ristorante L’Imbuto di Lucca, di proprietà di Cristiano Tomei (Si, uno dei tre giudici de “I Re della Griglia” su DMAX), ha cambiato da poco casa e si è spostato nella limonaia di Palazzo Pfanner, negli spazi celebri per le riprese, tra gli altri, de Il Marchese del Grillo con Alberto Sordi. Il locale lascia dopo 5 anni i locali del Lu.C.C.A - Lucca Center of Contemporary Art - per entrare in una location storica. Va detto, però, che siamo veramente a pochi passi. La costruzione di Palazzo Pfanner fu iniziata infatti nel 1660 ed è conosciuta ancora oggi per lo splendido giardino barocco all’italiana progettato agli inizi del Settecento da Filippo Juvarra. Oltre al pranzo, la visita. 

# ROMA

Open Colonna al Palazzo delle Esposizioni - Via Milano, 9/a


L'avamposto romano dello chef Antonello Colonna, due piani nel roof garden del Palazzo delle Esposizioni. Due soluzioni, un ristorante gourmet e uno spazio più informale/bistrot, conosciuto per gli splendidi buffet a pranzo: un contesto colorato e luminoso, circondato da vetrate con una vista incredibile sul centro storico e che in primavera ed estate si può godere anche dal terrazzo.

Caffè Delle Arti alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Via Antonio Gramsci, 73


Una delle più belle collezioni d'arte in Italia, fresca di nuovo allestimento, ha anche un buon ristorante da provare. Pranzi veloci con menu speciali e ricercati, oltre ad un servizio di cocktail bar per un aperitivo o un drink dopo cena. Il menù del ristorante è ricco di proposte mediterranee ed internazionali, ma non mancano le specialità romane, primi compresi. Nelle belle giornate si può pranzare o cenare nella splendida terrazza che domina Valle Giulia. Brunch la domenica.

Linea al MAXXI - Via Guido Reni, 4a


Due le proposte di Linea: un menù informale, catering e banchetti curati dal Consorzio Stabile Seaman e una proposta creativa gourmet, con menu elaborati da Cristina Bowerman; da Romeo, bistrot della chef romana, arrivano anche prodotti come il pane, i dolci, il gelato, disponibili pure al bar Typo. Il progetto architettonico è firmato da Andrea Lupacchini, l'allestimento degli interni dalla Devoto Design.

Foto di copertina di Cristiano Corte CC

  • TENDENZE FOODIES

scritto da:

Mariagiovanna Bonesso

Una mamma tacco 12? Anche un paio di ballerine Prada vanno bene, ideali per (rin)correre (il pargolo). Non ho smesso di "fare cose e vedere gente", coltivare la mia passione per arte, design, fotografia e moda, of course. A sdoppiarmi ancora non riesco, ma un Hugo cocktail e un cigarillo Cohiba mi ridanno i superpoteri istantaneamente.

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