Perché vale la pena frequentare questi 5+1 locali storici di Padova

Pubblicato il 16 ottobre 2020

Perché vale la pena frequentare questi 5+1 locali storici di Padova

Avrei voluto iniziare quest’articolo con “c’era una volta”, poi ho realizzato che le citazioni della nonna sono più efficaci di quelle della Disney. Inizio così con il detto “chi lascia il vecchio per il nuovo, sa cosa perde ma non sa cosa trova”.

Ecco, io sono quella de “il solito grazie”, anche se una volta non la pensavo proprio così. Nel giro di pochi anni, a Padova, ho visto aprire e chiudere attività con la stessa frequenza con cui cambio idea sui miei gusti di gelato preferiti. La prima reazione, all’apertura di ogni new entry padovana, era di immediata euforia: locale nuovo da fotografare, gente nuova da conoscere, cose nuove da assaggiare. L’euforia però passava e con lei l’entusiasmo: difficilmente le new entry sono entrate a pieno titolo nella mia top list. Lì invece sono rimaste le attività storiche. Sono lì da sempre, da ancor prima che noi comprendessimo il reale valore dell’aperitivo, e ancora oggi continuano ad avere il loro fascino. L’unica cosa di storico che ti proibisco di frequentare sono gli ex. Sentimentalmente parlando, ti consiglio le new entry.

Perché non si dà arie gourmet

La certezza di S’Aligusta è che non si dà arie gourmet: non lo ha mai fatto e mai lo farà. Vicino al centro storico dal 1989, il ristorante pizzeria ha certamente subìto dei cambiamenti. Ciò che è rimasta invariata è la natura che anima il locale: un luogo dove la convivialità e la genuinità si respirano prima nell’atmosfera, poi nella gentilezza del personale e infine nei piatti, preparati come farebbe nonna: senza fronzoli, senza darsi arie, senza abbellimenti superflui e porzioni microscopiche. La specialità della casa è il pesce, che arriva al ristorante fresco di giornata, ma non mancano piatti di carne e prodotti dell'orto a chilometro zero e stagionali.
Via Volturno, 4 - Padova - 049 871 3819

Perché la sua Nafta è rigenerante

Oggi, scendendo da via Roma e prima di arrivare a Prato della Valle, si trova un chioschetto verde in stile liberty che non riesce proprio a passare inosservato. Era il 1897 l’anno in cui Rocco Pradel e la sua famiglia posizionavano il loro carretto di gelati facendo felici i bambini che correvano attorno al prato (e non solo). Nel 1980 Ruggero Pieruz, gelataio dall’età di 13 anni, rileva l’attività dei Pradel e ne fa il chiosco - È gelato di Ruggero - conosciuto per il suo gelato “come una volta”: latte fresco, ingredienti naturali, e rigorosamente frutta fresca. Il chioschetto è famoso soprattutto per la sua Nafta, un gelato in bicchiere ricoperto di panna e amarene: rigenerante.
Prato della Valle, 1 - Padova

Perché è in centro ma non è turistico

Era il 1939 l’anno in cui un capo tranviere in pensione aprì, a pochi passi dal Duomo e in uno storico palazzo, una mescita di vini. Nesce così l’Osteria dal Capo, una piccola perla in uno scorcio del Ghetto che oggi propone piatti della tradizione locale veneta: coniglio alla padovana, trippa di baccalà, gnocchi freschi, zuppe e altre preparazioni che valorizzano il territorio e i prodotti veneti. Starai pensando “sì ma siamo in centro, sì ma sarà turistico, sì ma ci spenneranno). Sì, è in centro. No, non è turistico: all’Antica Osteria dal Capo c’è storia, c’è esperienza, c’è familiarità, c’è casa.
Via Obizzi, 2 – Padova - 049 663105

Perché il caffè è considerato uno dei migliori

C’è una parte di storia Padovana che deve molto ad altre città. Egidio Luni, nel 1959, trasferì il suo amore per la pasticceria da Este a Padova. Il laboratorio di via Forcellini venne da subito apprezzato per la qualità dei suoi prodotti, e oggi è una delle attività storiche di cui Padova va fiera. Non posso dirti com’era la Pasticceria Estense negli anni ’60. Posso dirti però come è oggi: non solo una pasticceria in cui ammirare le bellissime e coloratissime creazioni ma anche caffetteria, in un luogo in cui convivono tradizione e modernità. Ah, e si narra che il caffè sia uno dei più buoni di Padova.
Via Egidio Forcellini, 76 - Padova - 049 755914

Perché la pizza al padellino è un evergreen

Nel 1922 il giovane Renato Orsucci, originario di un paese vicino Lucca, dopo essersi recato a Padova per il servizio militare, aprì un negozio di castagnaccio. Si cimentò anche con i gelati ma, solo dopo, arrivò la pizza e con lei il successo di questo piccolo locale. Oggi, gestito da Marco e Paola, Orsucci sforna le famosissime e invidiatissime pizze cotte nei testi come tradizione comanda. I napoletani storcerebbero il naso, per i padovani Orsucci era, è e sarà sempre motivo di sorriso. Che vengano mangiate sui tavolini di legno, seduti in Prato o comodamente a casa la regola è una: sporcarsi le dita.
Corso Vittorio Emanuele II, 18 – Padova - 049 875 9313

Perché si beve bene ad ogni ora

Si trova in una posizione strategica ed è frequentato in ogni momento della giornata da persone di tutte le fasce d’età. Parlo del Bar San Marco, in corso Milano. Il bar ed enoteca risale al 1964, quando Antonio Ravazzolo fece decollare l’attività proponendo caffè, colazioni, aperitivi, vini pregiati e cioccolate artigianali. Dal 2009 vi è una nuova gestione, che ha però mantenuto le caratteristiche originarie: un bar non solo bar, punto di incontro di lavoratori e studenti. Si mangia bene? Sì. Ma si beve ancora meglio. Oltre ad essere specializzato nei dolci, il locale è famoso per i vini di alta qualità, ma anche per i liquori, whisky, brandy e champagne.
Corso Milano, 53 - Padova

Foto di copertina dalla pagina Facebook di Orsucci

  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Irene Paladino

Romantica e testarda. Amo il cibo e gli spritz, specialmente se in piazza con un'allegra e pazza compagnia. Libri, gatti e il mare della Sicilia sono gli ingredienti della mia felicità.

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