La valle d’Itria: itinerario molto slow tra le mete del gusto

Pubblicato il 31 luglio 2021

La valle d’Itria: itinerario molto slow tra le mete del gusto

Ogni anno in questo periodo c’è sempre un amico, un conoscente o un amico di un conoscente che viene a passare le vacanze in Puglia e mi interpella per qualche dritta da “local”. Dallo scorso anno, causa Covid e addio mete lontane, sembrano che vogliano venire tutti a “ballare in Puglia”. Quasi sempre suggerisco escursioni poco ortodosse, per vedere quel che rimane della Puglia più verace, quella che ricordo io nelle gite con mio padre che mi ha iniziato alla bellezza dei viaggi “fuori rotta”. Una bella idea per visitare la valle d’Itria a “pieno” ritmo slow, come le si addice, è quella di spostarsi sui trenini della ferrovia Sud-Est. Un percorso su rotaia che si estende tra Bari e Lecce, nell’interno e non sulla costa, e attraversa le stazioni di Martina Franca, Cisternino, Pascarosa, Ceglie Messapica. Oggi i tempi di percorrenza, grazie all’elettrificazione, sono ridotti, ma il paesaggio che si scorge dai finestrini spesso aperti perché manca l’aria condizionata, disseminato da ulivi e fichi d’india, trulli, lamie e masserie è quello duro e puro della Valle D’Itria. 

In carrozza: partenza da Martina Franca prima tappa gourmet


Martina Franca è una cittadina elegante dall’allure un pò demodé, come quello della musica lirica che nella cittadina della bassa murgia ha il suo festival dal 1975. Martina è arcinota - ai palati più raffinati e non - per la produzione del capocollo, il salume leggermente affumicato tipico della zona.  Tra i produttori l’azienda Cervellera, macellai da generazioni e produttori del fiore all’occhiello tra i salumi pugliesi.  Gianluca Cervellera, attuale proprietario, ha ampliato l’offerta costruendo un suo salumificio in campagna dove accoglie i visitatori, sperimenta e alleva gli animali, immerso nei profumi di un vicino bosco.
Ottimo da solo, il capocollo si accompagna molto bene ai formaggi tipici di questa terra: burrate in primis, ma anche caciocavallo e manteca. Un antico formaggio composto da un involucro di pasta filata ripieno di un panetto di burro, scomparso quasi del tutto dai caseifici della bassa Murgia. Ma non a Martina Franca dove lo si può trovare al caseificio Pioggia. Entrare in questo negozio è un’esperienza polisensoriale. Lo ricordo sin da quando ero bambina, mi inebriavano i profumi e la vista del bancone pieno di latticini e formaggi che per me era meglio di qualsiasi Disneyland del mondo. Oggi si è rifatto il look e nella vetrina, che potrebbe essere quella di uno stilista della scuola di Anversa tanto è minimale ma sofisticata, campeggia un caciocavallo al fieno di due chili e mezzo che sembra anche lui un’opera d’arte. 

Cervellera salumi dal 1980. Via Mottola, 68 Martina Franca (Ta). Tel: 080 4838812
Caseificio Pioggia. Via Gaetano Grassi, 26, Martina Franca (Ta). Tel: 080 480 0550

Cisternino, il conservatorio della biodiversità


Una volta scesi dalla convoglio a Cisternino ho un’altra possibilità per proseguire il mio viaggio verso Ceglie Messapica. In bicicletta, percorrendo la ciclovia dell’acquedotto nei primi 15 km realizzati dalla regione Puglia di questo percorso cicloturistico che parte dalle sorgenti della sanità di Caposele (Avellino) e arriva fino a Santa Maria di Leuca, il finis terrae pugliese. Prima di ripartire valgono una visita i “Giardini di Pomona”, conservatorio botanico della biodiversità. “I dieci ettari del Conservatorio, condotti con metodo biologico, abbinano la conservazione della natura all’accoglienza turistica a basso impatto, in un contesto paesaggistico di grande fascino”, si legge nella descrizione del sito che pone grande rilievo alla “collezione” di oltre 600 tipologie di alberi da fico, provenienti dalle differenti aree del mediterraneo. 

I Giardini di Pomona. Contrada Figazzano, 114 Cisternino (BR). Tel: ​080 431 7806

Finale  in bellezza e dolcezza a Ceglie Messapica


Arrivati a Ceglie Messapica, prima di un qualsiasi tour tra le viuzze o le grotte di monte vicoli, andiamo alla ricerca del famoso Biscotto “u pescuett” cegliese. Un cubetto di mandorle tostate, ripieno di marmellata di amarene, già presidio slow food, anche nella versione con glassa al cioccolato. Sul sito del consorzio del biscotto cegliese sono elencati i produttori che rispettano in toto il disciplinare di produzione. Il mio preferito lo trovo alla pasticceria artigianale di Stefania Gioia, i dolci della tradizione, dove si usano solo materie prime tradizionali di qualità, senza nessun ricorso a additivi o conservanti. 

I Dolci Della Tradizione. Corso Verdi, 20/22, Ceglie Messapica (BR). Tel: 368 322 7221


 

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scritto da:

Stefania Di Ceglie

Fuori tempo, qualche volta. Fuori luogo, molto spesso. Fuori rotta, sempre e per scelta. Curiosa e perennemente alla ricerca del sorprendente, sono allergica alle convenzioni e ai déjà vu. E soprattutto alla birra calda.

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