Nella tana del luppolo: dietro il bancone del Road 66 con Roberto Portaluri

Pubblicato il: 23 aprile 2018

Nella tana del luppolo: dietro il bancone del Road 66 con Roberto Portaluri

Sorridente, alla mano, con la tipica espressione del biker incallito che attraverserebbe l’America a bordo di un’Harley. È Roberto - per alcuni Robertone - storico fondatore del Road 66, a cui diede vita nel 1996 insieme a Danilo e altri due amici pieni di sogni ma, soprattutto, un’irrefrenabile passione per gli States. Dopo anni trascorsi lontano dal suo pub, pochi mesi fa ha regalato ai suoi affezionati clienti l’emozione di un ritorno in grande stile. Come se non fosse mai andato via.
Lo abbiamo intervistato per vivere insieme a lui questo straordinario viaggio nella storia della prima vera public house leccese.

In principio era la birra...


4 ventenni pieni di voglia di fare e un’amicizia che si è trasformata in un importante sogno imprenditoriale. Qual è stata la chiave del successo?
Non ce lo aspettavamo affatto, anzi siamo partiti quasi per gioco, perché ognuno di noi aveva vite e interessi diversi. Ci siamo buttati in questa impresa e, nel tempo, il Road è diventato un locale cult di Lecce, conosciuto e ricercato anche in altre parti d’Italia e in cui i turisti tornano ogni volta che fanno tappa in città. Pochi anni fa siamo stati annoverati fra i primi 10 locali in Italia.
La chiave del successo è stata la voglia di divertirsi, ma anche la novità che abbiamo rappresentato, perché da assidui e convinti frequentatori di pub e birrerie, sapevamo bene cosa cerca chi varca la soglia. Probabilmente hanno significato molto anche l’approccio informale verso i clienti, che trattiamo sempre come amici e fratelli, ma anche la musica e l’atmosfera.

L'intramontabile America


Che cosa rende quello della Route 66, la Mother Road americana, un mito senza tempo?
Fu la prima via postale d’America, il primo punto di collegamento tra costa est e ovest. Nei secoli è diventata sempre più un punto di passaggio obbligato, simbolo per i viaggiatori e soprattutto per i bikers. Prima o poi il senso di libertà che ti regala la traversata di quei 4mila km in Harley Davidson bisogna provarlo.
 
Più di 20 anni alle spalle, per un pub che ha scritto la storia della nightlife salentina.
Che cosa è cambiato in questi anni nell’approccio di un gestore come anche nelle esigenze dei clienti?

La gente ha voglia di cambiamento, perciò si è passati dai classici pub e cocktailerie a locali in cui sedersi a mangiare e chiacchierare per lungo tempo. Tutti i pub tradizionalmente intesi stanno andando verso la strada dell’effettiva ristorazione: c’è chi è diventato pizzeria, chi griglieria. È stata questa la grande evoluzione che Lecce ha vissuto nell’ultimo decennio: ora tutti escono di casa per andare a mangiare, mentre la bevanda è diventata solo un “contorno” della serata.

Tutte le strade (ri)portano al Road


Come hai vissuto il “grande ritorno” nel Road?
E chi ha messo piede fuori da qui?
La percezione è proprio questa, mi sembra di non essermene mai andato. È stato bello, da tutti i punti di vista. Nei primissimi momenti ho vissuto un po’ di disagio, ma poi mi sono sentito di nuovo a casa, sia nel conoscere uno staff bravo e simpatico che nel ritrovare vecchi amici e clienti pronti a riaccogliermi con grande stupore. È stato come fare un lungo viaggio alla ricerca di me stesso per poi tornare a casa.

 
3 aggettivi con cui descriveresti lo staff del locale
Simpatici, uniti, professionali.
 
Questa è più difficile… 3 aggettivi per descrivere Danilo Stendardo
1 È un grande imprenditore
2 Meticoloso, molto attento ai prodotti proposti per food e bevande ma anche al modo in cui viene svolto il lavoro
3 Divertente e sempre di grande compagnia

 
Che progetti bollono in pentola per il futuro, vicino o lontano?
C’è l’idea di creare un altro grande locale sulla falsariga del Road 66.
Stiamo facendo evolvere la Birrosteria Moretti, portando al suo interno anche il format di Casa Maialotti. Insomma è tornata la vogliamo di metterci in gioco, insieme, come ai vecchi tempi. Il resto è ancora top secret!


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scritto da:

Mara Tarantini

Amo il Salento in ogni sua espressione, ma quella che preferisco è indubbiamente il pasticciotto. Come tutti ogni tanto sogno di essere altrove, ma poi mi siedo davanti al nostro mare, sorseggio un calice di Primitivo e mi sento la persona più fortunata sulla faccia della terra.

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