Il ​Naviglio di Padova riapre con la primavera

Pubblicato il 24 marzo 2026

Il ​Naviglio di Padova riapre con la primavera

La riapertura del Naviglio è iniziata il 18 marzo con lo spacco di una botte di birra austriaca. Un rituale che segna l’avvio di 120 giorni consecutivi in cui il tratto di Viale Colombo diventa un organismo autonomo: bar, tavoli, musica, studenti, e quella miscela di caos controllato che Padova conosce bene, che è la sua energia. Ma quest’anno la rassegna si presenta con un’agenda più ampia, che mescola svago, prevenzione e qualche incursione nella sfera intima dei suoi frequentatori.

La parte gastronomica resta quella tipica dei sei chioschi: cocktail e alcolici a bassa gradazione, pizze, hamburger. È un’offerta pensata per la sera, mentre di giorno gli stessi tavolini diventano la più grande aula studio del Veneto. Una trasformazione spontanea, che racconta da sola il rapporto tra gli studenti e questo pezzo di città.

La novità più evidente è l’ingresso dei “sex talk” della sessuologa Elisa Cariolato. Incontri che affrontano affettività, sesso e relazioni senza il tono da conferenza universitaria. Ci sono parti pratiche, giochi situazionali e un momento di consulenza privata. Un format che intercetta una generazione che ha attraversato lockdown, DAD e mascherine, e che ora cerca modi nuovi per capire come ci si avvicina agli altri.

Accanto a questo, continua la collaborazione con Croce Rossa e Fondazione Foresta: alcool test, materiale informativo, prevenzione delle dipendenze e delle malattie sessualmente trasmissibili. Un presidio che convive con la musica live, il karaoke, le serate dedicate alle associazioni e, se tutto va come sperano gli organizzatori, anche le notti del Mondiale.

Il Naviglio resta un luogo di aggregazione, ma quest’anno prova a essere anche qualcosa di più. Non cambia la sua natura festosa: semplicemente aggiunge qualche strumento in più per chi lo vive ogni giorno, tra un panino, un esame da preparare e un concerto improvvisato sul Piovego.

Naviglio
Via Colombo - Padova

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scritto da:

Damiano Fantuz

Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta

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