Una bellissima cena all'aperto nelle trattorie storiche di quartiere a Roma

Pubblicato il 3 settembre 2023

Una bellissima cena all'aperto nelle trattorie storiche di quartiere a Roma

Niente modernità, niente nuove tendenze, solo tanta tradizione e storia. La tristezza per il ritorno dalle ferie si combatte con le piccole gioie della vita, come una cena in famiglia o con gli amici nei dehor dei locali più popolari dei quartieri di Roma

Possiamo sopportare di tutto il giorno del rientro dalle ferie: tre ore di coda tra Anagni e Colleferro per un incidente, il bagaglio portato su a piedi al terzo piano perché l’ascensore è guasto, la cassetta postale ripiena di bollette, multe e bollettini del condominio accumulati, il nostro appartamento chiuso e bollente, pieno di polvere, ma quello che proprio non si può accettare assolutamente è il frigo vuoto come la morte. Ecco, ci manca pure che dopo una giornata del genere uno debba andare giù al supermercato, fare la spesa e cucinare, magari, pure la cena. Ma anche no. Quindi la soluzione non è che una: si va a cena fuori. Sì, ma dove che nel quartiere è chiuso tutto fino al 10 settembre? Sicuramente la trattoria o la pizzeria storica del nostro/vostro quartiere rimane aperta perché sa che non può tradire i suoi clienti più fidati proprio nel momento del maggiore bisogno, ed ha anche una bella terrazza, un cortile o un dehor attrezzato perfetto per l’occasione. Ed allora eccole cinque trattorie e locali storici di quartiere a Roma dove mangiare all’aperto perfetti per ridare un po’ di gioia in queste tristi serate di fine estate.

A Monteverde piatti di mare e pizza romana nel fresco cortile

Gli abitanti di Monteverde sanno che possono contare su Claudio e sul suo ristorante in cima a piazza Ottavilla. Eden è il posto perfetto per una cena di fine estate, al fresco di un cortile riparato, coccolati dalla qualità della cucina di Claudio e dei suoi ragazzi. Qui si può optare per una tradizionale cucina di mare, con pesce straordinariamente fresco e ben preparato. Tra le specialità il risotto alla crema di scampi, per me il migliore mai mangiato finora, ma anche le tartare e le insalate di mare. Per chi volesse, invece, qualcosa di più semplice e veloce c’è la sua ottima pizza romana cotta a forno a legna. Una garanzia assoluta.
Eden a Monteverde, Piazza Ottavilla, 14/A Roma – Tel. 065818413

All’Appio Tuscolano sotto al pergolato

Intanto la location merita tantissimo, accanto agli antichi resti dell’Acquedotto Claudio, ai confini del quartiere Appio Tuscolano, tra villini liberty anni 20 e tanto verde. La Villetta è un posto un po’ nascosto, un po’ fuori dai grandi passaggi, un posto che devi conoscere o dove ti devono portare. Ma è anche il posto perfetto per una cena tranquilla e fresca di fine estate, grazie all’ampio pergolato rialzato dove godersi il fresco, oltre ad un’ottima cucina casareccia. Imperdibile il bancone buffet degli antipasti, caldi e freddi, sempre ricchissimo e pieno di cose succulente. Anche qui, ovviamente, si può optare per la pizza cotta a legna, ma se ami i funghi ti consiglio – in stagione – di provare le loro fettuccine ai porcini, tra le migliori da gustare a Roma.
La Villetta, Via della Stazione Tuscolana, 142 Roma – Tel. 067026750

A Piramide la vera cucina romana da tre generazioni

Oltre 50 anni di storia, di pranzi e cene servite, ancora oggi sotto l’ombra dei platani di Viale della Piramide Cestia. Taverna Cestia per chi ama mangiare bene è una sicurezza assoluta, specie per quello che riguarda la cucina tradizionale romana. Inutile dire che il trittico dei primi romani è di livello assoluto, specie l’amatriciana, visto che Amatrice è la città d’origine della famiglia Salvi che gestisce il locale. Ma qui bisogna provare i fritti, in particolare tutti, specie le alicette fresche, i funghi quando è stagione, idem i carciofi e tanto altro. Ah, per il vino chiedere a Valerio che è sommelier esperto in vini naturali e che ha personalmente curato e ristrutturato l’ampia ed interessantissima carta dei vini.
Taverna Cestia, Viale della Piramide Cestia, 71 Roma – Tel. 065743754

A Garbatella la trattoria per chi è molto affamato

Trovare trattorie tipiche che riescono ancora a conciliare qualità e quantità nei piatti serviti a Roma ormai è una rarità. A Garbatella in largo delle Sette Chiese, in mezzo agli antichi lotti di case popolari, ancora oggi Ar Grottino der Traslocatore fa la storia della cucina romana. Le porzioni sono letteralmente da “camionista” affamato: per i primi non meno di 250 g di pasta, più la porzione der trasfocatore a 350 su richiesta. Ma anche i secondi e gli antipasti non sono da meno, come il fegato con cipolle, servito in monoporzione su un vassoio di acciaio dove mangiano almeno in quattro. Anche qui gestione familiare plurigenerazionale, tanta semplicità e tradizione, ma anche tanta qualità. D’estate si può mangiare nel cortiletto esterno in mezzo ai palazzi in stile “barocchetto romano”.
Ar Grottino der Traslocatore, Largo delle Sette Chiese, 2 Roma – Tel. 065141261

Al Casaletto per la gricia da antologia

C’è chi attraversa Roma ogni giorno pur di venire a mangiare da Cesare Al Casaletto. Questa trattoria storica nel cuore dell’omonimo quartiere è ormai nel cuore di tutti i romani amanti della buona cucina. D’estate si cena (e si pranza) sotto il pergolato ombreggiato e fresco. Da ordinare, a mio parere, obbligatoriamente la gricia, impareggiabile per mantecatura, equilibrio e sostanza. Anche la loro carbonara non scherza, anzi! Cucina romana tradizionale, dunque, con tanta qualità alle spalle e tanta, anzi tantissima sostanza.
Cesare al Casaletto, Via del Casaletto, 45 Roma – Tel. 06536015

Foto di copertina tratta da pagina Facebook di Dar Grottino der Traslocatore

  • MANGIARE ALL'APERTO
  • TRATTORIA
  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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